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Europei 2016: l’Italia che va piano, quanto andrà lontano?

De Rossi realizza il rigore contro la Bulgaria

De Rossi realizza il rigore contro la Bulgaria

Un gol irregolare di Pellè segnato contro Malta a Firenze, ed un rigore ingenuo assegnato contro la Bulgaria a Palermo e realizzato da De Rossi poi espulso, hanno portato agli Azzurri i sei punti preventivati che permettono all’Italia di accorciare drasticamente il percorso verso gli Europei di Francia 2016. Il gioco della Nazionale di Conte resta un enigma, per capirne di più si attendono avversari più forti 

Il clima è di quelli che non ti lascia scampo.  L’Italia orientale sembra l’Africa e la Sicilia conferma la sua indole estiva anche a settembre. La Favorita di Palermo, a dispetto della calura opprimente, ha generato una ventata di aria fresca sulle roventi speranze Azzurre spegnendo il codazzo polemico con una  vittoria contro la Bulgaria che segue di appena tre giorni la striminzita affermazione contro i modesti maltesi in quel di Firenze.  Sei punti in tre giorni sembra il titolo di un film, il genere comico o drammatico è appannaggio della critica, mai troppo indulgente nei confronti della Nazionale di Calcio. Ed in fin dei conti non potrebbe essere altrimenti.  

Un gol irregolare segnato contro Malta ed un rigore ingenuo assegnato contro la Bulgaria hanno portato alla bisaccia di Conte i sei punti preventivati che permettono all’Italia di accorciare drasticamente il percorso verso gli Europei di Francia 2016. Con questi due risultati positivi siamo in fuga nel girone H delle qualificazioni e con un passo già dentro gli Europei  a meno di suicidi collettivi. Il girone era assolutamente alla nostra portata, finire primi in classifica non comporta nessun inno alla gioia come non era poi tanto difficile pronosticare le due vittorie in queste ultime uscite post vacanziere.  Se riduciamo la discussione in termini di cifre  possiamo ritenerci soddisfatti del punteggio ottenuto. Ci troviamo in netta difficoltà invece  se proviamo ad ampliare il dibattito esponendo tematiche diverse dal semplice enunciato numerico.  La Nazionale di Conte ci appare come una squadra incompleta, una eterna incompiuta potenzialmente compatta e volitiva ma carente di solide basi strutturali. La modestia degli avversari, sia i maltesi che i poco ispirati bulgari hanno messo a nudo ancora una volta la difficoltà di manovra dei nostri centrocampisti e  l’incapacità ormai cronica dei nostri attaccanti di concludere a rete. Due esili reti siglate in altrettante partite giocate al cospetto del pubblico di casa centrano il problema e lo focalizzano sul reparto offensivo.

Analisi

Italia – Malta

La partita giocata contro Malta a Firenze era cominciata sotto i più nefasti auspici. I biglietti venduti sono stati poco meno di 9000 per uno stadio come il “Franchi” dalla capacità di oltre 43000 spettatori.  Conte in conferenza stampa non si accollava colpe per la scarsa affluenza di pubblico, ma i responsabili, come sempre, hanno un nome  e  celano sempre i loro volti. Ovviamente Malta non era il Brasile e noi come centravanti abbiamo Pellè che gioca nel Southampton che non è certo  Maradona,  quindi la gara risultava poco appetibile a chi mastica bel calcio sulle sponde dell’Arno. La Federazione quindi considerate le premesse avrebbe dovuto opinare per un sito diverso da quello di Firenze e magari scegliere una piccola città, con i suoi  abitanti bramosi di ospitare la Nazionale di calcio in un impianto sportivo più piccolo capace di infondere il giusto calore ai ragazzi di Conte.  

Pelle

Il gol di Pellè contro Malta

Richiamato Pirlo esule dal Nord America, quasi stupito dalla convocazione più che orgoglioso di esserci, Conte opta per due registi in campo per dirigere un film che è quasi un cortometraggio. L’Italia schiera in campo il solo Pellè come unica punta e tre esterni che ruotano alternativamente sulla trequarti avversaria  con il compito di far uscire i Cavalieri dalle loro stanze segrete. Ma i giocatori di Malta non si spostano di un millimetro. Subiscono gli assalti generosi, reiterati e confusi dei nostri attaccanti ma non cedono di un metro. Accusano i colpi come il loro magnifico Castello dei Baroni, situato a nord dell’Isola ed abituato ad ogni genere di incursioni. Nulla però possono i Cavalieri contro uno stratagemma, locuzione greca sconosciuta alle leggi applicate nella società antica come nelle regole calcistiche. Cross dalla destra in area e braccio allungato di Pellè a cercare il pallone che termina in rete in barba alle sperticate lodi di fair-play sbandierate in tutto il mondo. L’astuzia riserva ancora un posto in prima fila se la vittoria è l’unico risultato che conta. Per il resto nulla di più, se si escludono due  timidi tentativi di Gabbiadini e di Parolo verso la rete avversaria. Tre punti ed avanti delusi versi la prossima gara.

Italia – Bulgaria

Alla “Favorita” di Palermo il clima è caloroso da ogni punto di vista. Il pubblico è accorso numeroso, come sempre accade da quelle parti quando gioca la Nazionale di Calcio.  La città di Palermo ha vinto sin dalla esecuzione degli inni nazionali. Un applauso lungo e convinto degli oltre 20000 presenti ha accompagnato l’inno di Mameli e l’Inno della Bulgaria come fosse una sola composizione. Gli eventi degli ultimi giorni, del triste esodo dei migranti dai balcani, drammatici nella loro importanza ma estremamente significativi per l’accoglienza  finale da parte dell’ Europa hanno avuto l’effetto di una enorme casa di risonanza alla quale i palermitani hanno risposto all’appello con il loro consueto trasporto emozionale.  Buffon tra i pali celebra la sua 150 partita in azzurro, e squadra schierata con il 4-1-2-3. Darmian, Bonucci, Chiellini e De Sciglio in  linea difensiva, De Rossi intenditore ed incontrista sulla lunetta, Parolo e Verratti sulla mediana centrale, Candreva ed El Shaarawi esterni e Pellè punta centrale.

Le intenzioni di Conte appaiono subito chiare, cercare di scardinare gli avversari arroccati sulla difensiva ed aggirarli sulle fasce con Pellè pronto ad immolarsi per favorire le incursioni degli esterni. La Bulgaria è di ben altro avviso. Ivajlo Petev, tecnico della Bulgaria intuisce le intenzioni di Conte e piazza in campo un robusto argine difensivo che copre ampiamente entrambe le fasce supportato da due interditori rozzi ma efficaci direttamente sui polpacci di Parolo e Verratti ad impedire ogni sviluppo di gioco. Tre in mediana che hanno il compito più  di rintuzzare le giocate degli italiani che di offendere, ed in avanti il solitario Mitsanski, che avrà una parte di rilievo per aver innescato il fallo che ha generato il repentino allontanamento suo e di De Rossi dal campo di gioco.

I primi cinque minuti sono fulminanti. Dopo nemmeno due minuti l’Italia va vicina al gol prima con Pellè che supera di slancio due avversari ed esalta le doti dell’estremo Mitrev che neutralizza. Poi è la volta di El Shaarawi che di testa manda alto sopra la traversa.  Al 5’ il rigore che decide l’incontro:  Minev decide si seguire Candreva che,  pressato dal difensore, stava uscendo dall’area di rigore. A questo punto il bulgaro decide per l’intervento rude e folle, entra deciso, in scivolata, non trova il pallone ma solo i piedi del laziale che frana a terra in area. Rigore tirato due volte per inopportuna invasione di area da parte di almeno quattro giocatori azzurri e trasformato  da De Rossi che non lascia l’onore dell’esecuzione a Candreva. Romanisti e laziali a confronto per un Derby infinito.  

Strana partita quella di De Rossi. Già al 5’ l’arbitro lo grazia per un intervento poco ortodosso a piedi uniti su Mitsanski. Poi il suo nervosismo è spesso fuori luogo in una gara in cui i bulgari stavano palesando indole pacifica in virtù della loro posizione in classifica che non lasciava quasi scampo. Costretti infatti alla vittoria la tattica di Petev era quella di lasciare completamente l’iniziativa all’Italia e cercare di ripartire approfittando di qualche passo falso del centrocampo azzurro. Cosa che si è avverata solo una volta e nel corso del primo tempo in cui De Rossi ( ancora lui) perde palla a centrocampo ed innesca il pericoloso contropiede di Mitsanski (ancora lui) il cui tiro esalta le doti di Mister 150 che devia in angolo sventando la minaccia.

La Follia

Atteso dopo quasi 11 mesi al rientro in Nazionale, De Rossi paga ancora la sua foga calcistica e la sua intraprendenza muscolare con un rosso diretto in pieno viso decretato dall’arbitro per un fallo di reazione su Mitsanski (sempre lui). Il romanista dopo aver subito un fallo da tergo, si gira e scaglia un calcione sulla gamba dell’attaccante bulgaro che evidentemente cercava proprio quella reazione. De Rossi abbocca alla provocazione e mestamente lascia il campo di gioco assieme al solito Mitsanski. Pare che il diverbio sia continuato anche nel sottopasso che conduce alle docce.  L’Italia non cambia assetto di gioco e di modulo e continua senza il DDR, Verratti gioca sul velluto e regala tocchi straordinari ed efficaci alla platea che risponde con applausi. Parolo e Darmian i soliti lottatori di qualità. La difesa si comporta bene ma come contro Malta, la modestia dell’attacco avversario rimanda ad altre gare la valutazione sul reparto. Pellè decisamente il migliore in campo, lotta e fa sponda  in solitaria. Si muove lungo tutta l’area di rigore facendo ammattire i bulgari e si rende pericoloso in almeno tre circostanze che meritavano sorte diversa.

A quattro minuti dalla fine delle ostilità, Conte decide di dare un piccolo dispiacere alla platea siciliana. Esce Candreva ormai consumato fisicamente e quando in molti  si aspettavano Vazquez, idolo dei rosanero, ecco che il tecnico salentino decide di spiazzare tutti e butta nella mischia Eder, deludendo le attese della folla palermitana.  Piccolo appunto di ordine folcloristico ma grande dispiacere per gli spettatori presenti al “Barbera” di Palermo.

Solite conferme in difesa e piacevoli sorprese in mediana (Verratti) ed in attacco (Pellè). Il peggiore in campo è stato Daniele De Rossi, le aspettative erano tutte su di lui, ma il romanista è riuscito a frustrare con il suo comportamento anche il più buono dei cronisti. Conte impreca, prega, soffre ma alla fine ride. Si consola della vittoria e guarda al futuro  della sua Nazionale in modo più sereno. Almeno per quanto riguarda il punteggio. Per il gioco siamo lontani, sempre alla ricerca di una fluidità di manovra e di una linearità tra i reparti.  Aspettiamo magari squadre avversarie che abbiano la capacità di giocare al calcio lasciando spazi per la manovra. Le ultime rivali in ordine di tempo sono state solo abili a rintanarsi  con tutti gli elementi a protezione della porta senza mai cercare un affondo.  La missione pare conclusa ma il lavoro che aspetta Conte, come al solito, è davvero tanto.

Italia – Malta 1-0
Italia – Bulgaria 1-0

Classifica gruppo H
Italia punti 18
Norvegia 16
Croazia 15
Bulgaria 8
Azerbaigian 6
Malta 2
prossimo incontro di qualificazione:
10 ottobre 2015  ore 18 
Azerbaigian – Italia
 

 

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