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Juve e Napoli e la febbre del sabato sera

Le due squadre in testa alla classifica di Serie A e la sfida d'altri tempi

Juve e Napoli

Michel Platini e Diego Armando Maradona in una sfida a Torino degli anni ottanta

Juventus e Napoli non smettono di vincere e sabato sera giocheranno allo Stadium di Torino la sfida per il primato della Serie A. Dai tempi di Maradona, questa partita non si caricava di così tanto entusiasmo e significati. Intanto le altre guardano ammirate

La leggenda avanza prepotente, si fa largo tra bollette, insoluti ed avvisi di mora, tra giornate assolate di un atipico febbraio, spazia tra fede e ragione, si incunea tra passeggiate sul lungomare e cene romantiche. La leggenda della sfida calcistica tra Juve e Napoli si insinua ovunque.

Le due squadre di calcio più amate e odiate di tutta la penisola si affrontano da mesi a viso aperto a suon di vittorie e di gol e sabato prossimo il face-to-face sarà a dir poco elettrizzante.

I numeri che supportano questa leggendaria tenzone sono da brividi, si snocciolano come nel quadrato magico del “Sator”, speculare alchimia di numeri e lettere. 14 vittorie di fila per la Juventus ed 8 per il Napoli, record assoluto per il club partenopeo. Il miglior attacco è del Napoli con 53 reti all’attivo, mentre la Juventus ha siglato “solo” 45 reti. La miglior difesa del campionato è della Juventus con appena 15 gol subiti, segue sempre il Napoli con 4 gol in più. Una sequela di numeri di un imbarazzante preponderanza rispetto alle altre comprimarie della italica arte del pallone. Due organici di assoluto valore calcistico che non trovano rivali all’altezza della loro schiacciante grandezza. Per lo meno in Italia.

L’esame Europa è alle porte ma è ancora lungi dall’essere una minaccia concreta. Ora l’aspetto che coinvolge la dialettica popolare, l’argomento di discussione che più interessa le folle è un evento prossimo ed irrinunciabile stabilito dal calendario di Serie A che, come spesso accade, propina le sfide importanti  con una tempestività impressionante. Sabato prossimo allo Stadium di Torino si rinnoverà l’antica sfida, perduta ormai negli anni. In un sol colpo i tifosi azzurri potranno rivivere i fasti del Napoli scudettato, le magie del Pibe de Oro, l’orgoglio delle cinque reti inferte alla vecchia signora oltre vent’anni fa, epoca  lontana ma quanto mai attuale nell’animo dei supporters napoletani.

Sarri è in vena di proclami ad effetto, e dopo la sfida vinta (a fatica) contro il Carpi, si lascia trasportare dall’onda della leggenda. “Noi andremo a Torino per vincere”  dichiara il tosco-napoletano in conferenza stampa. Allegri si dichiara altrettanto pronto a ricevere i partenopei con le dovute armi. Per giunta affilatissime. Il Mito aleggia sullo Stadium, la sfida cresce giorno per giorno come un amore che fatica a dichiararsi completamente ma che nel frattempo vive di attimi meravigliosi e di emozioni indescrivibili.

La cronaca della 24° è piatta e ostile alle meraviglie calcistiche. Il Napoli ha battuto il Carpi con un solo gol, per giunta su rigore, del solito Pipita:  24 reti al suo attivo in 24 gare. Un record che non si pone limiti e non trova riscontro in Europa. La Juventus scardina la porta e l’orgoglio ciociaro solo ad un quarto d’ora dalla fine con il gol di Cuadrado e la solita magia di Dybala.

Milan ed Inter, frenata assistita. Signori, quando gioca l’Inter  la follia è sempre in agguato. A Verona, dopo il gol del momentaneo vantaggio di Murillo, prestato per caso alle divini gesta del gol, l’Hellas ha surclassato i nerazzurri con tre reti tutte di testa e tutte drammaticamente simili tra loro, mettendo simpaticamente in evidenza i limiti di posizione di una difesa quanto mai ridicola e poco attenta. Icardi e Perisic nel finale aggiustano le cose alla meglio pareggiando i conti e salvando il Mancio dalle forche caudine in attesa al suo rientro. Il trainer nerazzurro si infuria e parla di dormite eccessive, dimenticando che fa parte dei suoi compiti, pagati profumatamente, dover dare la sveglia alla truppa pericolosamente addormentata.

Inter che si defila dal discorso scudetto in maniera definitiva e Milan che non sfugge alla regola e pareggia contro l’Udinese una gara che poteva tranquillamente perdere se non fosse per il pareggio di Niang e il lato B ostentato nel finale con la clamorosa  traversa dei friulani. Sinisa tiene botta e ringrazia la buona sorte ed il suo giovanissimo portiere. Senza di loro il Milan visto ieri andrebbe tranquillamente alla deriva di una prestazione opaca e poco convincente.

La Roma vince e fa un balzo in avanti verso il discorso Champions. Due reti di Florenzi e Perotti sembravano chiudere il discorso, ma una sbadataggine di Pjanic e un cattivo tatticismo di Spalletti per poco non mandavano tutto al macero. Il tecnico romanista si è lasciato andare a macchinazioni di Zemaniana memoria giocando buona parte del secondo tempo con quattro attaccanti. La pressione in attacco è senza dubbio aumentata ma è diminuito il baricentro scoprendo pericolosamente i giallorossi alle incursioni dei centrocampisti doriani che solo per un caso non hanno pareggiato l’incontro. Spalletti è avvisato: accortezza e spavalderia devono comunque avere un punto di incontro.

La Fiorentina assurge al rango di terza incomoda tra le leggende, e pareggia il fatidico Derby dell’Appennino, che non è un derby e nemmeno un confronto tra scalatori. Viola in vantaggio quasi subito, si fanno riprendere dal solito ed onnipresente Giaccherini, che pareggia i conti e rinvia la vittoria esterna della Fiorentina alla prossima occasione.

Bellissima gara tra il Sassuolo e il Palermo in un altalenante botta e risposta tra due squadre davvero interessanti. Gradita conferma per il Sassuolo che si propone come squadra rivelazione tra le outsider del campionato ed il Palermo che da qualche settimana sta ritrovando la giusta coordinazione mentale e fisica dopo gli stravolgimenti societari. Il duo Schelotto-Tedesco in panchina la dice lunga sulla inclinazione panchinara  del Presidente. Di Francesco sulla panchina emiliana invece conferma il trend positivo e si gode il meritatissimo settimo posto in classifica. Gara aperta e vivace, con l’elastico delle reti che omaggia entrambe. Poi, come da legge fisica, esaurisce la sua inerzia e blocca il risultato finale sul 2 a 2 .

Il Pallone di Cristallo

Potenziali energie si sprigionano dalla Sfera di Cristallo, ma nessuno sarà in grado di prevedere gli sviluppi di una gara così importante. Chi scrive si augura solo che le aspettative che precedono la leggenda non si affievoliscano fino a sgonfiarsi come un soufflè infornato a temperature sbagliate.

Juventus – Napoli. Senza pronostico, ma con un fervido augurio: tanti gol e tanto spettacolo. I tifosi se lo meritano.

Lazio – Verona. Due Squadre senza un identità ma molto carattere: Segno 1

Carpi – Roma. La Roma ha imbroccato la strada giusta, il Carpi cercherà di fargliela perdere. Segno 2

Empoli – Frosinone. I toscani si confermano gara dopo gara. Segno 1

Chievo – Sassuolo. I veneti corsari a Torino ospitano il Sassuolo rivelazione. Segno 2

Milan – Genoa. Pietà…due tra le squadre più brutte del campionato. Segno X

Palermo – Torino. Siciliani in netta ripresa. Granata che perdono la bussola spesso. Segno 1

Sampdoria – Atalanta. Ennesimo pareggio annunciato. Segno X

Udinese – Bologna. Alla ricerca della vittoria perduta. Segno X

Fiorentina – Inter. Non ci pensiamo troppo ma guardiamo e passiamo…. Segno 1

Serie A, 24 giornata

Roma – Sampdoria 2:1

Atalanta – Empoli 0:0

Frosinone – Juventus 0:2

Milan – Udinese 1:1

Napoli – Carpi 1:0

Sassuolo – Palermo 2:2

Torino – Chievo 1:2

Verona – Inter 3:3

Genoa – Lazio 0:0

Bologna – Fiorentina 1:1

La Classifica

Napoli 56

Juventus 54

Fiorentina 46

Inter 45

Roma 44

Milan 40

Sassuolo ed Empoli 34

Lazio 33

Chievo e Bologna 30

Atalanta e Torino 28

Udinese 27

Palermo 26

Genoa 25

Sampdoria 24

Carpi e Frosinone  19

Verona 15

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