Cerca

SportSport

Commenti: Vai ai commenti

Calcio italiano ridimensionato in Europa e in Serie A

In patria e fuori, il calcio italiano diventa un monologo bianconero

champions-league

Nella foto, un momento di Juventus - Bayern Monaco

Con ben tre italiane eliminate o quasi dalle coppe europee c'è solo la Juventus a rappresentare i colori nazionali in Champions e ad allungare sulle inseguitrici in campionato. La Serie A potrebbe avviarsi verso un altro, scontato epilogo

La mezza disfatta europea si tinge di grigio, trasforma le emozioni in sbadigli e rende opaca la prova delle escluse eccellenti persino in campionato. Tutte o quasi, tranne una.

La Juventus dimostra di essere fatta d’acciaio. Sotto di due reti rimonta in un tempo e pareggia contro i marziani del Bayern. Temperamento oltre il limite per un team dal carattere decisamente fuori scala. Nella gara successiva di campionato si permette con tranquillità di affossare l’Inter, termine tanto caro al difensore bianconero Bonucci che si era espresso in tal senso dichiarando a chiare lettere, prima della sfida dello Stadium, di voler sotterrare la beneamata sotto il peso di almeno due reti. E tanto è stato.

L’Europa è stata amara per molti ma non per tutti. Il Napoli si è arreso al Villareal dopo aver dilapidato il vantaggio raro e prezioso del gol di Hamsik. Un cross fortuito dalla sinistra invece di piombare nell’area di rigore entra casualmente in rete e fa uscire il Napoli dall’Europa il tutto in un drammatico atto di casualità mista a sfortuna.

La Fiorentina soccombe nel tempio del White Hart Lane, si seppellisce da sola scavando la fossa con le proprie mani eclissandosi dalla League come un sole nero.

La Lazio vince in Europa ma stenta nelle competizioni nostrane, perde in casa con il Sassuolo e rivela una strana tendenza al suicidio.

La Roma senza speranze in Champions acquista crediti in campionato. La ricetta di Spalletti ottiene risultati miracolosi con o senza l’ingrediente principale: Francesco Totti. Nel mix della mediocrità dilagante il capitano forse ha ancora un ruolo di grande valore. In questo proscenio di macchiette il numero 10 giallorosso occupa il ruolo che da sempre gli compete: quello del protagonista.

Serie A, 27ª Giornata

 

Squilli di trombe ad annunciare una vittoria scontata, la Juventus ha liquefatto le speranze, in verità vane e pretestuose dei nerazzurri, giunti allo Stadium colmi di ataviche paure e timori reverenziali. Il perno catalizzatore è stato il gruppo compatto ed omogeneo della squadra bianconera. Da sola comanda la classifica di serie A con un ruolino di marcia inarrestabile rendendo subito chiaro che non sarebbe stata certo l’Inter di Mancini a frenare l’impeto distruttore degli uomini di Allegri. I moduli e i tatticismi si vanno a fare benedire se poi non si trovano le condizioni necessarie allo sviluppo di formulari puramente teorici. Gli attributi richiesti si chiamano volontà, corsa, impegno e voglia di vincere. Tutti requisiti di chiaro appannaggio bianconero. Mentre l’Inter sconsolatamente scende una china pericolosa, ed ora si trova ad un solo punto dai cugini e sull’orlo del limite che definisce il posto utile per approdare in Europa il prossimo anno. Di Champions, per ora, non se ne parla nemmeno.

Il Napoli e la Fiorentina combinano il tutto con due catastrofi difensive da oratorio parrocchiale in meno di sessanta secondi. Al 6’, su un calcio d’angolo per la Viola, Marco Alonso svetta di testa su tutti gli altri, impalati come statue di sale ad osservare il gigante iberico colpire di nuca ed infilare il povero Reina, ormai da troppo tempo abbonato a raccogliere la sfera in rete. Pochi secondi dopo lo stesso Alonso, forse pentito, svirgola un rinvio e regala un pallone d’oro ad Higuain che il Pipita trasforma in platino pareggiando le sorti avverse della sua squadra. Un paio di miracoli di Tara, portierone romeno della Viola salvano capra e cavoli a Paulo Sousa, che non perde terreno dalla zona Champions e frena l’eterna rincorsa dei partenopei alla Juventus, a tre punti dalla seconda. Al povero Lorenzo Insigne non è riuscito neanche di dedicare il gol al rapinatore che sabato pomeriggio in Via Gramsci a Napoli gli ha spianato la pistola in faccia portandogli via Rolex, braccialetto e dignità, augurandogli sfacciatamente di segnare un gol con tanto di dedica. Cose di Questo mondo, di ladri.
Ora Sarri, tecnico napoletano, dopo la cocente eliminazione in Europa League deve per forza di cose inventarsi qualcosa di nuovo. Le sue geniali astrusità di inizio campionato sembrano impalpabili reminescenze tattiche affiancate a moduli stanchi e prevedibili. Il solo Higuain non potrà tirare a lungo la carretta da solo. E di questo ne siamo convinti tutti, Sarri compreso.

La Roma infila la sesta vittoria utile al morale ed alla classifica. Spalletti ora dovrà solo decidere che ruolo avrà Francesco Totti in questa fase delicata del campionato. A primavera di solito escono fuori le magagne fisiche di una preparazione poco convincente. Lo stress a cui sono sottoposti i calciatori in questa stagione dell’anno possono determinare infortuni seri e prolungati. La resa dei conti si avvicina e gli impegni europei per la Roma purtroppo sono giunti al capolinea. Solo un miracolo, ma di quelli da apparizione con tanto di grotta e pastorelli, potrebbe concedere ai giallorossi il passaggio alla fase successiva della Champions League. Al Santiago Bernabeu di Madrid tra pochi giorni, dopo un passivo di zero a due, Ronaldo e soci non saranno nemmeno poi tanto generosi.

Il Milan quatto quatto si appropinqua sulla soglia del calcio che conta dopo aver attraversato uno Stige fatto di sconfitte cocenti e di pareggi umilianti. Sinisa trova l’assetto giusto per i rossoneri che non saranno certo una Ferrari ma avanzano compatti come un macinino lento ma inesorabile. La politica degli step progressivi premia, la costanza e l’umiltà fanno il resto. Ma come essere felici di cotanto perbenismo? Forse il Berlusca ed i milioni di tifosi rossoneri avrebbero preferito l’ardore della battaglia, uno slancio di caparbietà. Invece… si devono accontentare di questo misero gol rifilato al Toro ed una prestazione scialba. Sicuramente la vittoria seppur di misura rappresenta pur sempre un balzo di tre punti in avanti. Che non è affatto poco, considerati i precedenti.

Il Pallone di Cristallo, 28ª Giornata

 

Per il prossimo turno, si aprono subito le danze con un classico del campionato, venerdì prossimo si affronteranno la Roma e la Fiorentina. La settima vittoria per i giallorossi è un traguardo ed un sogno, la Viola è abile a spegnere i fuochi della notte in cui i sogni tardano ad arrivare. Segno X

Verona – Sampdoria : Nell’ultima giornata gli scaligeri hanno perso ed i blucerchiati hanno vinto. Ci sarà un inversione di tendenza? Segno 1

Napoli – Chievo: Senza troppi discorsi, per Sarri la vittoria resta l’unica alternativa. Segno 1

Torino – Lazio: si affrontano due squadre sconfitte, non ci aspettiamo troppo da loro: Segno X

Atalanta – Juventus: Mi ricorda troppo la storia di Davide e Golia, indovinate cosa fece il giovane a cospetto del gigante? Segno 1

Bologna – Carpi: Mezzo derby, solite premesse : Segno X

Frosinone – Udinese: I ciociari ci credono. Sempre. Segno 1

Genoa – Empoli: Davvero troppo brutto il Genoa di Preziosi, stracciato e smembrato all’osso. Segno 2

Sassuolo – Milan: Due scuole diverse, due modi diversi di stare in campo. Gli emiliani vincono e crescono in fretta. Segno 1

Inter – Palermo: Ma quanto costa la panchina di Mancini? Mettiamola all’asta su Ebay. Segno 2

Risultati della ventisettesima giornata:

Carpi – Atalanta 1-1
Chievo – Genoa 1-0
Empoli – Roma 1-3
Juventus – Inter 2-0
Milan – Torino 1-0
Palermo – Bologna 0-0
Sampdoria – Frosinone 2-0
Udinese – Hellas Verona 2-0
Lazio – Sassuolo – 0-2
Fiorentina – Napoli 1-1

Classifica della serie A:

Juventus 61
Napoli 58
Roma 53
Fiorentina 53
Inter 48
Milan 47
Sassuolo 40
Lazio 37
Bologna 35
Chievo 34
Empoli 34
Torino 32
Atalanta 30
Udinese 30
Genoa 30
Samp 28
Palermo 27
Frosinone 23
Carpi 21
Verona 18

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter