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Scudetto Juve: narrami o dea del calcio, le gesta del pelide bianconero

Come una Juventus epica ha vinto con tre giornate di anticipo il suo quinto scudetto di fila

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La sconfitta del Napoli con la Roma di super Totti, ha decretato in anticipo lo scudetto della Juve. Ripercorriamo il miracolo di una squadra che quando sembrava perduta nelle tenebre della bassa classifica, grazie al suo capitano-condottiero Buffon e alla testardaggine del suo allenatore Allegri, diventò invincibile

Come previsto dai regolamenti non scritti e deputati in  forma orale dalle masse sportive della italica penisola, la Juventus ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo in anticipo di tre giornate dal ruolino di marcia previsto dal calendario.  Un viaggio fantastico, una chimera impensabile solo ad ottobre, un sogno  convertito in effettiva consistenza appena ad Aprile sottoposti alle bizzarrie di questa primavera pazza e difforme dalle regole.

Quando anche il meteo sembra stravolgere gli equilibri immutabili del Pianeta, una certezza arriva dal campionato di serie A. L’attendibilità di una storia che si ripropone per cinque anni e che ogni anno che passa diventa più incantevole, seduce le folle, affascina i delatori, sorprende i critici e travolge di gioia i propri tifosi. Un campionato cominciato con un handicap pesante, alla decima gli uomini del condottiero Allegri erano in fondo alla classifica, sconfitti dal Sassuolo delle meraviglie guidato dal tecnico Di Francesco.

Gigi Buffon, il capitano suona la riscossa, accetta di persona il pubblico ludibrio, si incatena alle telecamere e fa pubblica ammenda. Chiama la vecchia guardia a compiere il miracolo, arringa i propri compagni dalle macerie di una sconfitta e compie oltremodo qualcosa di straordinario. Riesce ad unire un gruppo che sembrava sfaldato, orfano di tre pedine importanti come Tevez, Vidal e Pirlo. I vuoti lasciati laconicamente deserti come per incanto si riempiono. I ranghi vengono serrati a dovere, il guanto di sfida lanciato dal Capitano viene raccolto con colpevole sufficienza dalle presunte “grandi” del campionato che davano già i bianconeri in piena crisi di identità e di risultati. Già perché le altezzose pretendenti al trono del Regno si erano rivestite di purezza e ardore pur non possedendone le qualità. La solidità e l’umiltà viscerale dei bianconeri osteggiava con la fragilità e la modestia delle altre squadre.

In sole 24 giornate la Juventus ha oltraggiato le rivali, difendendo l’onore del campionato altrimenti affidato in mani scempie. Il Condottiero dato per morto dai soloni del calcio ha applicato la sua idea fino alla fine. Coloro che volevano Allegri spacciato dopo l’era Conte, vincente ed attraente, si sono ricreduti in massa bevendo l’amaro calice di fiele;  una goccia per ogni giornata di campionato, fino alla vittoria contro la Fiorentina che ha sancito la quinta coccarda da appuntare al petto della vecchia signora, che porta con classe i segni del tempo e si rigenera anno dopo anno.  Sempre in linea con le sue rughe,  solcate da lacrime sì, ma di gioia.

La corsa dei record

La stagione conclusa in anticipo può ancora portare rivelazioni estreme alla corte di Mister Allegri.  I numeri, di solito freddi ed inoppugnabili, garantiscono alla Juventus un caldo abbraccio fatto di cifre confortanti, i primati sono individuali e di squadra, e sottendono un armonia suonata dai singoli e cementata dal canto corale del gruppo.

974 minuti di imbattibilità di Buffon ed i sette scudetti vinti dal Capitano la dicono lunga sulla qualità dell’estremo bianconero. Un esempio su tutti. 73 punti su 75 nelle ultime 25 giornate: appena 18 gol subiti, sei in casa.  15 vittorie di fila tra la prima e la venticinquesima, 14 giocatori diversi hanno gioito per il gol, 46 punti conquistati nel solo girone di ritorno. Numeri da brividi, con questo ruolino di marcia di un team sportivo, anche la matematica può stupire se stessa.

Anime dannate

Il campionato di Serie A appena concluso, almeno per lo scudetto, sembra la trasfigurazione blasfema e retorica della Divina Commedia, in cui il condottiero Allegri si muove con sicurezza tra le anime dannate rappresentate dalle presunte pretendenti al titolo. Talmente presunte che hanno addirittura perso l’anima.

In purgatorio il Napoli e la Roma si giocheranno la volata per un posto in Champions. Lo scontro tra le due eterne seconde si è risolto con una magia di Totti che innesca il gol del belga Nainggolan per l’uno a zero finale. Una lotta fratricida che la Juventus ha benedetto dall’alto dei bastioni del Paradiso. Il Pupone al solito ha rovesciato le sorti dell’incontro ed appena entrato in campo ha risolto per la seconda volta a modo suo l’andamento della gara, come già aveva fatto contro il Toro all’Olimpico. Una gara lenta ed incostante, blanda e scialba che sa di resa incondizionata allo strapotere Juventino. Una genuflessione accademica al cospetto della Regina. Una gara piena zeppa di errori individuali e di orrori arbitrali. Il purgatorio può ancora determinare le sorti delle anime in bilico tra Paradiso ed Inferno. La botola è pronta. Lo scalone per le stelle è alla portata di una sola squadra.

L’Inter vincente contro l’Udinese non evita le fiamme dell’inferno anche se  lambiscono di poco il fondoschiena della beneamata, precipitata tra gli ospiti degli inferi per aver dilapidato un capitale fatto di punti. Era prima in classifica mentre la Juve arrancava al decimo posto. La Viola è con la melma ai polpacci, di diritto all’Inferno per essersi appropriata senza lode di un posto Champions senza averlo guadagnato e poi, miseramente e meritatamente,  ceduto.  Il Milan è ormai al grido di “non fate l’onda” tanto è immersa nel guano fino al mento. I rossoneri dell’era Brocchi non ne hanno imbroccato nemmeno una licenza poetica a parte. Verona si è rivelata fatale per la terza volta ed il tecnico in un “tweet” si dice “dispiaciuto”. Un affermazione che vale la direttissima verso l’antro di Lucifero.

Il resto è solo noia e dolore. I responsi vengono posticipati di un turno come il Pallone di Cristallo,  prossimo turno  in cui si saprà se i dannati se ne andranno oppure lasceranno il posto agli eterni  incompiuti. Un dilemma da ultimi giorni,  di verdetti e

Campionato 

Serie A : 35 giornata

Carpi – Empoli : 1-0

Verona – Milan : 2-1

Roma – Napoli: 1-0

Fiorentina – Juventus : 1-2

Atalanta – Chievo : 1-0

Bologna – Genoa : 2-0

Sampdoria – Lazio : 2-1

Torino – Sassuolo: 1-3

Frosinone – Palermo : 0-2

Inter – Udinese : 3-1

Classifica della Serie A:

Juventus punti 85 ( Campione d’Italia)

Napoli 73

Roma  71

Inter  64

Fiorentina  59

Milan  53

Sassuolo  52

Chievo  e Lazio  48

Genoa  43

Torino ed Empoli  42

Atalanta 41

Sampdoria e Bologna  40

Udinese  38

Carpi  35

Palermo  32

Frosinone  30

H.Verona  25

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