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Il caso Schwazer e i teorici del complotto

In replica ad un vostro articolo, vorrei mettere un po’ d’ordine e far tornare coi piedi per terra

di Stefano La Sorda
alex schawazer

Alex Schwazer in lacrime

Sul caso dell'atleta squalificato per doping Alex Schwazer molti media hanno riportato informazioni errate e fuorvianti che danneggiano tutta l’atletica e in particolare il mondo della disciplina marcia. Nel mio piccolo cerco di rispondere ai teorici del “complottone”

Se fossimo in campagna elettorale, Sandro Donati avrebbe superato abbondantemente i limiti imposti dalla par-condicio. Chiaramente cerca di difendere il suo atleta ed è normale oltre che umano che lo faccia. Ma sono pochi i media che hanno cercato un contraddittorio o almeno di vedere la questione da una prospettiva diversa, e questo crea un monopolio dell’informazione (voluto o meno) che molte volte ha riportato informazioni errate e fuorvianti che danneggiano tutta l’atletica e in particolare il mondo della disciplina marcia.

Per tamponare tutto questo,  nel mio piccolo cerco di rispondere ai dubbi recenti dei teorici delcomplottone” internazionale ai danni di Alex Schwazer.

 

Il caso doping della marciatrice cinese Liu Hong con squalifica di un solo mese, è un trattamento di favore che la IAAF ha voluto tenere nascosto?
E’ una differenza di giudizio rispetto alla recente positività di Schwazer?

Per quanto noi in Italia siamo abituati agli annunci bomba, la IAAF non fa mai annunci pubblici di positività degli atleti, ma aggiorna di volta in volta solo l’elenco degli squalificati e pubblica ed invia tale elenco tramite una newsletter (come ha fatto anche questa volta). Inoltre la IAAF, in via ufficiale e riservata, invia la comunicazione di positività alla Federazione dell’atleta (in questo caso sarebbe la Cina) che di solito annuncia la cosa pubblicamente con un comunicato stampa.
E’ evidente che la comunicazione pubblica di positività non c’è stata, ma non è obbligatoria, per cui i primi con cui prendersela sono quelli della Fed. Cinese per mancanza di etica, ma la IAAF ha fatto semplicemente il suo dovere. E’ chiaro comunque che la Fed. Cinese ha fatto i suoi interessi “glissando” nel tentativo di far passare la questione sottotraccia e ridurre le polemiche; e ve lo dico proprio io che sono stato uno dei primi a rendere pubblica la squalifica dopo aver ricevuto la newsletter IAAF, che però non è top secret, quindi la IAAF non ha nascosto proprio nulla.

Consultando i casi precedenti ed i regolamenti vigenti, la sanzione di 1 mese corrisponde sempre ad una infrazione delle regole antidoping minore.
Riporto come confronto alcuni casi del passato di squalifica di un solo mese, e sono tutti nell’atletica:

Anno 2014 – Chamosa Dacasa Daniel (ESP) | Terbutaline (principio attivo presente in farmaci usati per curare malattie ostruttive respiratorie)

Anno 2009 – Albert Ezzehar (FRA) | Prednisolone (principio attivo presente in farmaci per curare malattie reumatiche o malattie della pelle)

Anno 2005 – Bertolini Roberto (ITA) | Cannabis

Si tenga conto che ora le norme sono anche più severe dopo revisione del codice WADA nel 2015, per cui se è stata emessa una sanzione così breve c’è un motivo regolamentare valido, per quanto la cosa faccia storcere il naso anche a me che sono intollerante sul doping e non sono certamente un tifoso della squadra cinese guidata da Sandro Damilano.

Se fosse stato doping “grave” (so che non è la definizione migliore ma per semplicità scrivo così) l’atleta avrebbe preso una sanzione superiore all’anno (codice WADA qui ), per cui la squalifica così breve si spiega solo con l’uso di una sostanza di cui avrebbe potuto e dovuto comunicare l’assunzione al controllo antidoping, come nel caso delle sostanze che possono essere assunte fuori competizione ma in competizione se ne deve comunicare obbligatoriamente l’assunzione.

Ed infatti più siti web  (con relativo articolo di Tuttosport allegato e dichiarazione di Sandro Damilano) parlano di un medicamento che andava dichiarato.
Anche al seguente link i giornalisti esteri hanno correttamente approfondito la questione cercando riscontri nei regolamenti e contattando direttamente le istituzioni sportive (cosa che dovrebbero fare tutti i giornali e media prima di pubblicare info errate o tendenziose). Quindi non si può fare un paragone con la recente positività di Schwazer perché sono due casi completamente diversi; è come pretendere che ci sia la stessa pena per chi fa eccesso di velocità e per chi fa una rapina a mano armata.

Nel caso di Liu Hong è stata una analisi dopo gara (controllo in competizione) a rilevare una specifica sostanza proibita, che da regolamento ed in questa circostanza è considerata come infrazione “minore”.
Bisogna ricordarsi che la WADA comunque controlla sempre anche le sentenze, per cui semmai ci dovesse essere stata una anomala applicazione delle regole, farà ricorso cosi come ha fatto in altri casi dubbi.

L’ultima positività di Schwazer invece è dovuta all’analisi del passaporto biologico steroideo dell’atleta (introdotto ed ufficializzato dalla WADA nelle procedure antidoping mondiali già dal 1 gennaio 2014) dopo una serie di controlli antidoping a sorpresa, che ha consentito di rilevare anomalie sul campione del 1 gennaio facendo l’analisi longitudinale dei valori messi a confronto tra tutti i prelievi effettuati; dopo opportune verifiche nel rispetto dei regolamenti e delle procedure vigenti, i risultati del passaporto hanno indotto gli esperti dell’antidoping ad eseguire il test IRMS approfondito che ha trovato il testosterone.
Quindi niente urine negative che poi diventano improvvisamente positive, ma solo un analisi del passaporto biologico fatta a dovere (come viene fatto per tutti gli atleti del mondo). E il passaporto biologico non serve a cercare il pelo nell’uovo, ma è una delle armi che ha l’antidoping per scovare le forme di doping più avanzate, come ad esempio le microiniezioni di EPO o Testosterone.
Per chi vuole approfondire le procedure e regolamenti si possono trovare sul sito WADA ai seguenti link: Uno e due.

Per specificare un ultima cosa, sulle provette di Schwazer non c’è stato mai scritto “Racines” e le stesse provette non hanno mai fatto viaggi intercontinentali ma sono sempre state anonime e trasportate da persone autorizzate ufficialmente fino all’arrivo nel laboratorio Colonia dove sono state custodite come tutti gli altri campioni degli altri atleti.

 

Perché per Schwazer ci hanno messo così tanto tempo a comunicare la positività?

Casi di tempi lunghi come quello di Schwazer ce ne sono già stati (soprattutto in caso di passaporto biologico e test IRMS) e non è uno scandalo, vedesi ad esempio la nuotatrice russa Vitalina Simonova, squalificata per doping nel 2015.

La sentenza sportiva di questo caso è qui (è simile al caso Schwazer in quanto anche qui c’è testosterone trovato da test IRMS)

Per la nuotatrice russa la tempistica è stata:

– data del controllo antidoping da parte della WADA: 29 giugno 2015 (controllo a sorpresa fuori competizione)

– data di arrivo del campione al laboratorio di Colonia: 1 Luglio 2015

– viene fatto il test IRMS (la data del test nn l’ho trovata)

– data di notifica dell’AAF (adverse analytical findig e quindi positività) alla federazione int.le di nuoto(FINA): 25 settembre 2015

– data di notifica della violazione all’atleta da parte della FINA: 2 novembre 2015

4 mesi e qualche giorno dal prelievo fino alla notifica.

 

La IAAF sta ostacolando la difesa di Schwazer con tutti questi rinvii dell’udienza al TAS?

Basta leggere il comunicato stampa del TAS del 19 Luglio 2016 per capire cosa è successo realmente.
Il TAS ha respinto il ricorso di Schwazer e ha SUGGERITO alle parti che, CON IL LORO CONSENSO, si poteva fare un arbitrato accelerato per chiudere la questione al più presto. E la IAAF poteva anche rifiutarsi e la cosa finiva li con buona pace di Alex Schwazer, mentre la stessa IAAF descritta come “brutta e cattiva”, ha accettato anche di discuterne.
Chiaro che dopo la raffica scuse e accuse a tutto il mondo sportivo come:
– la bistecca dopata
– il direttore della WADA che ha litigato con Donati
– il macchinario del test IRMS che non era attendibile
– gli ispettori che avrebbero manipolato le urine
– la macchina forzata per contaminare le borracce di Schwazer
– le accuse finali alla IAAF e ai Damilano
la IAAF ha applicato solo i regolamenti senza fare favori a nessuno. Del resto di atleti trovati positivi che si lamentano con scuse più o meno fantasiose ce ne sono a bizzeffe, non si capisce perché la IAAF avrebbe dovuto avere un trattamento di favore o accelerare i tempi per un atleta che come tutti deve rispettare regole e procedure. L’udienza inoltre si svolgerà in Brasile perché il TAS in occasione di ogni Olimpiade sposta parte della sua struttura nella sede olimpica proprio per far fronte ai casi urgenti.

 

Il fatto che Maurizio Damilano sia nella IAAF, può avere aiutato suo fratello Sandro Damilano nell’ottenere una sanzione ridotta per Liu Hong o per incastrare Schwazer?

Maurizio Damilano è il “capo” del comitato della marcia IAAF, e non fa parte della struttura antidoping che è indipendente e tratta le questioni doping ovviamente in modo riservato.

Io personalmente già in passato mi ero lamentato di un “conflitto di interesse” dei fratelli Damilano, ma solo per quanto riguardava la marcia e le giurie, ed è una questione importante ma prettamente etica; per cui tirare dentro questo discorso l’antidoping IAAF alludendo a mega complotti globali è pura fantasia.

Se poi la vogliamo buttare in “caciara” e dire che la IAAF è un organismo corrotto, pregherei chi lo fa di fare i nomi e cognomi e di accusare direttamente le persone con delle prove certe del complotto avvenuto, perché gli imbroglioni mi sembra che siano fuori dalla IAAF e perché di rispettabili persone infangate da illazioni e accuse assurde ce ne sono già tante. E lavorare nella IAAF non significa necessariamente essere corrotti.

 

Hanno scritto che  “Nel corso di una precedente indagine preliminare per doping promossa dalla Procura di Bolzano, Stefano La Sorda, della Società Atletica Lugano, aveva dichiarato: ‘l’unico allenatore che è in ottimi rapporti con il giudice Maggio è Sandro Damilano’”. Cosa sai dirci su questa vicenda?

Precisiamo che l’indagine per cui sono stato chiamato a riferire (convocato a Bolzano in agosto 2013, in quanto persona informata sui fatti), è quella del caso Schwazer. E’ sempre la stessa indagine, a quanto mi risulta non ce n’era una precedente.

Ho parlato per 3/4 ore, quindi va da se che non ho detto quella unica frase ed ho risposto a molte domande documentando quanto dicevo.

Sandro Donati nelle ultime interviste, quando parla delle “minacce” ricevute fa riferimento ad “un giudice vicino ai Damilano”; io non capisco quale sia il problema di dire il nome, da quello che dice Donati mi pare palese che si parli di Nicola Maggio. Perché Donati non dice il nome di Maggio ma quello di Damilano si?

Posso dire con tranquillità che quanto ho dichiarato è compreso in un discorso ben più ampio, tra cui anche degli episodi successi nel 2005 (giuria di marcia dei mondiali di Helsinki) che hanno fatto pensare ad un favoritismo nei confronti degli atleti italiani in gara. Per la precisione nel 2005 uno degli italiani in gara era proprio Schwazer. Ma Donati quando si tratta di Schwazer forse si dimentica le cose, si ricorda solo dei nomi degli altri. E questo è un po’ scorretto.

Mi sorprende che Donati, che era già perfettamente a conoscenza di tutto quanto ho detto davanti alla procura di Bolzano (e che ho confermato anche al CONI), lo stesso Sandro Donati che ha sempre evitato di affiancarsi a persone “impresentabili”, non abbia mai sollevato il problema delle giurie di marcia se non ora per trovare una scusante al doping di un suo atleta. Trovo tutto questo molto dubbio, anche perchè prima della positività recente di Schwazer, il Sig. Donati ha anche scritto un articolo sul sito del “fantomatico” giudice (sito www.marciadalmondo.com articolo che ora è stato rimosso). L’articolo in questione era dal titolo “I giudici di marcia e gli allenatori hanno da dirsi qualcosa?”, era datato 25/05/2016 e riportava una lunga opinione/articolo di Sandro Donati che parlava del rapporto tra giudici di marcia ed allenatori. Per precisione riporto il link all’articolo, ma come ho specificato è stato rimosso:  http://www.marciadalmondo.com/eng/dettagli_news.aspx?id=2451

Inoltre, il “secondo” di Donati, ovvero Mario De Benedictis, aveva sorprendentemente scritto anche lui un articolo per il sito www.marciadalmondo.com il 24/04/2016 .
Anche Mario De Benedictis, come Donati, non si sarebbe mai affiancato ad “impresentabili”.

Ed invece, sorprendentemente sia Mario De Benedictis che Sandro Donati, già avevano creato un rapporto di confidenza inaspettato con il giudice Nicola Maggio, cosa che sia io che altri avremmo considerato impossibile. Perché avvicinarsi ad uno che hanno sempre considerato un “impresentabile”? E’ lui che ha cercato il contatto o sono stati loro due a cercarlo? Nulla di vietato, per carità, però le ipotesi non devono essere da un solo lato.

Da segnalare inoltre che il “fantomatico” giudice era stato invitato a presenziare al test di efficienza  di Schwazer organizzato dalla FIDAL a Roma il 13 marzo 2016, quando ancora non era scaduta la squalifica; quel test sarebbe vietato in quanto in periodo di squalifica doping, secondo regole WADA, è proibito all’atleta squalificato partecipare a campi di allenamento ed attività ufficiali della Federazione (vedesi Codice WADA  da pag.75 a 78, comprese le note verdi a fondo pagina).

Il “fantomatico” giudice, rispettando l’etica e i regolamenti dei giudici di marcia (guarda un pò ne ha fatta una buona il “cattivone”…), ha nettamente rifiutato l’invito, ed infatti sui giornali parlavano di giudici internazionali presenti, ma in verità i due giudici che si recarono a Roma per il test di marzo sono solo dei normalissimi giudici nazionali chiamati come sostituti all’ultimo momento.

La realtà è che i presunti problemi relativi alle giurie di marcia o al giudice di marcia stesso , sono chiaramente problemi seri da chiarire ed eventualmente risolvere (cosa che io segnalo da anni e che ho formalizzato dal 2013 in poi con comunicazioni ufficiali alle istituzioni sportive), ma sono stati gonfiati volutamente i fatti per adattarli ad una storia di complotto illogica e poco credibile. Pertanto il problema giudici è una questione totalmente scollegata dalla positività di Schwazer.

 

Un solo giudice può influenzare una gara di marcia con le sue decisioni?Volevano squalificare Schwazer?

Un solo giudice, per quanto imbroglione, può incidere sul risultato di una gara in un solo caso particolare che difficilmente si verifica e che se tutti gli altri giudici rispettano le regole non si verificherà mai; e di certo un solo giudice da solo non può “espellere” nessuno. Non è il calcio, è una cosa ben diversa con dinamiche diverse.
Ad esempio una giuria di una gara internazionale come le Olimpiadi è composta da 9 elementi di 9 nazionalità diverse (8 giudici più un supervisore); la squalifica è decisa nel caso in cui tre giudici diversi sono sicuri che l’atleta per loro è da squalificare, per cui non è la decisione di uno solo ma è la decisione di una giuria.
Potrebbe quindi un giudice, da solo, squalificare Schwazer in gara per dispetto? Oppure Donati pensa che tutta una intera giuria internazionale sia composta di imbroglioni?

Qui ci vuole anche un po di rispetto per gli altri, perché io le anomalie delle giurie di marcia (soprattutto italiane) le ho segnalate dando un nome e cognome alle cose e spiegando nel dettaglio tutto. Anomalie, problemi etici, non mafiosi che ti minacciano e che ti sparano. Qui invece si accusa, senza neanche sapere come funziona una giuria di marcia o il regolamento della marcia stesso, una classe giudicante intera composta anche da persone rispettabilissime.

E tutte queste informazioni errate vengono diffuse al solo scopo di gonfiare una ipotesi di complottone doping che nulla ha a che fare con le giurie di marcia.


stefano la sordaStefano La Sorda, pescarese, vive a Como ed è un tecnico informatico/web. Marciatore agonista dal 1993 al 2008 (CS Marina Militare, CUS Genova, SAL Marcia) ha avuto pochi successi ma tanta passione per la disciplina che lo ha portato a conoscerne tutti gli aspetti, belli e brutti. Istruttore FIDAL dal 1997, attualmente giudice di marcia in Svizzera. Scrive di marcia da 15 anni e da 10 cura il sito web specialistico LaMarcia.Com che ora è una pagina FB.

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