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Serie A: Totti è la Roma, Spalletti basta far spallucce

L'eterno capitano giallorosso protagonista del risultato contro la Sampdoria

Francesco Totti

Francesco Totti esultante per il gol vincente contro la Sampdoria (Foto ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Non si capisce proprio perché un allenatore come Spalletti continui a lamentarsi quando la Roma è una grande squadra che ha bisogno solo più spesso del suo capitano Francesco Totti. Juve schiaccia tutti, ma il Napoli le resta alle calcagna
Strano gioco quello del calcio. Mette in connessione diretta la mente, il corpo ed anche la filosofia. Scofitte rovinose, vittorie altisonanti,  gare piacevoli da gustare con occhi da sportivo e partite dannate in cui la tua  squadra per riflesso condizionato  sembra il Real Madrid anche se gioca in Lega Pro.
Il calcio è un gioco ambiguo, a tratti inspiegabile. Per sua natura estetica ed estroversa  coinvolge davvero tutti. Anche i piu scettici. Anche  loro sanno cosa significa la gloria. L’onore di far parte di un gruppo, l’appartenenza ad una bandiera,  un egida cavalleresca ormai perduta da decenni.
Francesco Totti, il capitano della Roma incarna il condottiero mite, la forza, l’acume tattico e sagace, la capacità e la protervia di saper giocare al calcio. Se ce ne fosse ancora bisogno il Capitano dimostra ancora oggi sul campo ciò che altri stentano a dire in conferenza stampa.
Il calcio moderno fa una fatica enorme a dover sembrare uno sport invece che una fucina di milioni di euro per giocatori pagati troppo e che cambiano casacca peggio dei lanzichenecchi al soldo dei capitani di ventura. I condottieri moderni sono bravi nel condire le parole davanti ai microfoni spiattellando proverbi e motti fuori luogo. “Le altre squadre hanno 5 fuoriclasse mentre io devo accontentarmi di uno solo e pure quarantenne”. Questo spiega Spalletti ai colleghi della stampa e nessuno di loro prova a fargli capire che la AS Roma è una grande squadra e Totti semplicemente il suo eterno capitano. De Rossi, Manolas, Strootman, El Sharaawi, Florenzi, Bruna Peres, Perotti e Dzeko. Di quanti fuoriclasse hai bisogno ancora, Mister?  Spalletti fa spallucce, si accartoccia su se stesso e lesina risposte evasive. “Io voglio vincere le partite” urla ai giornalisti della stampa con le mani a simulare un megafono. Bisognerebbe chiedergli  perché mai non ha inserito  il Capitano nei preliminari di Champions contro la sciagurata gara persa contro il Porto.  L’unico calciatore in grado di cambiare le sorti dell’incontro e che a suon di reti aveva garantito il diritto di giocarsi l’Europa, quella che conta. Diritto negato da scelte opinabili anche se accettabili.
Francesco Totti contro la Sampdoria, ottima squadra dal profilo tenace ed intuitivo, ha ribaltato una gara dal punto di vista umano, fisico e meteorologico: Dopo un ora di diluvio in cui l’arbitro si è visto costretto a sospendere l’incontro, il Sole di Austerlitz ha preso possesso del cielo settembrino della Capitale. E come Napo,  il Generale Bonaparte che ha tratto dai suoi raggi linfa vitale per sconfiggere due eserciti, il condottiero in casacca giallorossa  faceva ombra sul campo con la sua grandezza austera.   Il rinnovo del contratto lui lo sigla con i gol e le sue giocate, altro che con le chiacchiere. Quelle le lasciamo volentieri ai soloni del calcio, e ai presunti “Hidalgos” da Sala Stampa.
Terza giornata. 
Quello che non ti aspetti spesso accade al Milan. Montella proprio non se l’aspettava di soccombere contro l’Udinese. 90 minuti di non -gioco ed un gol beccato allo scadere ha infranto i programmi nudi e velleitari di una squadra che, fresca di una corroborante spremuta fatta di milioni di euro appena colti dalla nuova società dagli occhi a mandorla, stenta terribilmente a darsi una identità. I giocatori sono messi a caso peggio dei capelli di Massimo Giletti, semisconosciuto pseudo giornalista che fa share millantando crediti aziendali da Mamma Rai. Ognuno fa quello che vuole in campo e se dovesse continuare in questo modo l’aeroplanino in panca, da buon napoletano  non potrà fare altro a Natale  che assaggiare struffoli e roccocò al posto dell’indigesto panettone.
La Juventus domina e strapazza il Sassuolo ponendosi al comando in solitaria della classifica squadrando gli altri poveri malcapitati dalla sua torre d’oro. Il Napoli dopo la mezza steccata a Pescara si propone diretta inseguitrice, vince a Palermo con una doppietta di Callejon che replica a quella del Pipita in bianconero. E tra i marcatori “da caccia” una doppietta anche per Icardi che a Pescara segna due bei gol e salva capra e cavoli a De Boer che se la stava vedendo brutta contro gli abruzzesi. Un paio di miracoli di Handanovich e un gran gol di Maurito Icardi mettono fine ad una mini crisi che stava per trasformarsi in una ecatombe in caso di sconfitta. Una gara tirata e divertente, la migliore della giornata appena trascorsa.
Non c’era Totti a Genova a placare  le ire degli Dei, la gara tra Genoa e Fiorentina, classica di categoria, è stata rinviata per un nubifragio. Lo stesso di Roma anticipato però di qualche decina di minuti. La Lazio si prende un punto a Verona contro il Chievo, che era passato in vantaggio. de Vrij pareggia i conti ma non riesce a placare il malumore che serpeggia tra i tifosi biancocelesti ormai ai ferri corti con la dirigenza e con Lotito.
Sugli scudi
Francesco Totti (10) come il numero della sua maglia. Il Pupone incanta, regala assist a profusione e segna il rigore della vittoria con una freddezza glaciale.  La Roma è lui.
Handanovich (8). Il portiere interista sfodera classe e bravura, neutralizza almeno tre palle gol degli abruzzesi  e consente alla sua squadra di fregiarsi della prima vittoria in campionato. Stesso discorso per Icardi (8). Giganteggia da solo nell’area biancazzurra, evita la sostituzione quando uno sconclusionato De Boer menda in campo tre attaccanti in un colpo solo, come un giocatore di Poker che, non sapendo giocare, cambia tre carte. Capolavoro il primo, di furbizia il secondo.  Immarcabile.
Viviano, Sampdoria ( 8) Al quinto miracolo  gli verrà consegnata l’Aureola. Callejon, Napoli (7) . Una doppietta che impallina il Palermo, tanto per far capire che il Pipita è un lontano anche se cocente ricordo.
Ferrero, Presidente Sampdoria ( 10) Dopo la caduta libera di Dzeko in area senza essere sfiorato, ha asserito che lo prenderebbe volentieri per farggi fare una parte in un film di Fantozzi. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
Dietro la lavagna
Montella, All. Milan (4) Improvvisamente si perde. Dopo un passo avanti, contro l’Udinese ne fa due indietro. La sosta deve avergli giocato un brutto scherzo.
Spalletti, All. Roma ( 5). Prima di lui il diluvio, poi azzecca l’unica cosa della gara. Fa entrare in campo il Capitano Totti. Dimostra di avere giocatori di potenzialità ma di non saperli gestire.
Storari, Cagliari (4) Nella serata dei portieri lui non ne indovina nemmeno una. Si fa espellere dal campo lasciando colpevolmente i suoi in dieci uomini.
La pioggia (anzi, i nubifragi) 4. La natura a volte si prende la rivincita, ma non è la tipica pioggia di settembre, sono Monsoni travestiti. Dannato effetto serra…
Le partite:
Atalanta Torino 2-1
Bologna Cagliari 2-1
Chievo Lazio 1-1
Genoa Fiorentina sospesa
Juventus Sassuolo 3-1
Milan Udinese 0-1
Palermo Napoli 0-3
Pescara Inter 1-2
Roma Sampdoria 3-2
Classifica
Juventus 9 punti
Napoli e Roma 7
Genoa e Sampdoria Udinese e Bologna  6
Pescara Chievo Lazio ed Inter 4
Fiorentina Torino Atalanta Milan e Sassuolo 3
Cagliari e Palermo 1
Crotone ed Empoli 0
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