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Brock Olivo spinge col cuore italoamericano il Football in Italia

Intervista con Brock Olivo, tornato negli USA per allenare i Denver Broncos dopo l'esperienza in Italia

Brock Olivo

Brock Olivo mentre allena i "blue" dell'Italia

L'ex giocatore della NFL Brock Olivo ha allenato in Italia anche la nazionale di football perché “sono un fermo sostenitore di non dimenticare le proprie radici. I sacrifici compiuti dal mio bisnonno italiano hanno dato la possibilità alla mia famiglia di crescere in America. E’ per questo che, quando torno in Italia, presenzio a camp e clinic a titolo gratuito".

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Italo americano, spremitura a freddo. Ha ancora il profumo del Bel Paese addosso. Brock Olivo è la new entry del coaching staff dei blasonati Denver Broncos.

Ex HC della Nazionale Italiana, amico e grande sostenitore del nostro football, è stato contattato dalla Fidaf (La Federazione italiana di football americano) e non ha lesinato consigli proprio ai tecnici che, come lui, hanno radici nello stivale. Un legame di sangue che lui non dimentica. “Sono un fermo sostenitore della necessità di non dimenticare le proprie radici. I sacrifici compiuti dal mio bisnonno italiano hanno dato la possibilità alla mia famiglia di crescere in America. E’ per questo che, quando torno in Italia, presenzio a camp e clinic a titolo gratuito. I coach italo-americani potrebbero offrire il proprio tempo e le proprie conoscenze in tal senso, cogliendo al contempo l’opportunità per riavvicinarsi alle proprie radici italiane”.

Non pensa al Super Bowl “perché ragiono per dare il meglio un giorno alla volta”. Ma è un fiume in piena.

La notizia del tuo nuovo ingaggio nel coaching staff dei Denver Broncos è stata accolta con grande piacere qui in Italia, dove hai lasciato bellissimi ricordi. Raccontaci come stai vivendo questa nuova avventura.

“Per ora sta andando tutto bene. Mi trovo a meraviglia con tutti quelli che ho incontrato e mi entusiasma l’idea di lavorare con questo roster e coaching staff. Non vedo l’ora che arrivi il momento della Combine e del Draft!”

Brock Olivo

Olivo durante l’esperienza ai Mastini di Verona

Allenare gli Special Team di una squadra NFL non è impresa da poco… a differenza di quanto succede nel nostro Paese, dove questo reparto spesso non è curato a sufficienza. Vuoi provare a dare qualche consiglio agli allenatori italiani per affrontare al meglio la preparazione degli ‘specialisti’?

“E’ come qualunque cosa nella vita; se trasformi ciò che fai in una priorità, riceverà l’attenzione che merita. Se i coach capiscono l’importanza della posizione in campo, gli Special Team diventeranno una priorità. Dico sempre ai miei collaboratori di ragionare in termini di “singolo down”, per iniziare a pianificare i big play degli Special Team. Parliamo di circa 25-35 azioni per partita; ci sono tantissime opportunità per influenzare il risultato di un match”.

La Nazionale Italiana, il Blue Team, si giocherà quest’anno la qualificazione al Gruppo A degli Europei contro la Danimarca, dopo essersi aggiudicata il Torneo di Qualificazione di Lignano Sabbiadoro lo scorso settembre. Riesci ancora a seguire il football italiano? Cosa pensi di questo risultato?

“Cerco di seguire il football italiano il più possibile. Ho tanti cari amici in questo ambiente in Italia, ex colleghi e giocatori, e cerco di non far mancare loro il mio supporto anche da lontano. Per quanto riguarda il Blue Team, spero che il football italiano capisca la fortuna che il movimento ha nel poter contare su un leader come Davide Giuliano. Lui e il suo staff sono pieni di talento, allenatori di football organizzati e determinati. Davide ha alzato il livello della Nazionale italiana portandola ad eccellere a livelli internazionali e sono sicuro che preparerà l’Italia al meglio per affrontare la Danimarca. FORZA BLUE!”

Ancora una domanda: cosa ti andrebbe di dire a tutti i coach di origine italiana che allenano negli USA? Come potrebbero dare una mano a sviluppare il football in Italia?

“Prima di tutto penso che in noi, coach italo-americani, debba aumentare la consapevolezza del semplice fatto che il football esista anche in Italia. Purtroppo sono poche le persone che qui, negli Stati Uniti, sanno che si gioca a football anche al di fuori dei nostri confini. Sono un fermo sostenitore della necessità di non dimenticare le proprie radici – i sacrifici compiuti dal mio bisnonno italiano hanno dato la possibilità alla mia famiglia di crescere in America. E’ per questo che, quando torno in Italia, presenzio a camp e clinic a titolo gratuito. I coach italo-americani potrebbero offrire il proprio tempo e le proprie conoscenze in tal senso, cogliendo al contempo l’opportunità per riavvicinarsi alle proprie radici italiane. Alla fine, è tutta questione di consapevolezza. Nel proseguire la mia carriera come coach, continuerò anche ad essere un risoluto ambasciatore del football americano in Italia”.Brock Olivo

Hai raggiunto un nuovo, importantissimo traguardo. Da allenatore, hai realizzato tutti i tuoi sogni, o ne hai ancora qualcuno chiuso nel cassetto?

“Onestamente, i miei obiettivi sono più di tipo quotidiano. Cerco di ottenere il massimo dalla mia giornata, dalle riunioni che farò, dalla sessione di allenamento, ecc. Se ragioni in questi termini, prima che te ne accorga i risultati arriveranno. Se ci ragiono su, mi manca poco dal diventare capo allenatore di una squadra di NFL e la prospettiva è esaltante. Oggi incontrerò il mio staff degli Special Team… l’unica cosa cui sto pensando è uscire vincente da questa riunione!”

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