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In Champions League, Juventus, Roma e Napoli nel segno della tripla

Una vittoria, un pareggio e una sconfitta per le tre italiane impegnate nella massima competizione europea

L'esultanza di Mario Mandzukic dopo il gol della vittoria della Juventus contro lo Sporting Lisbona (Foto Ansa)

La Juventus, nella sua "partita più brutta", riesce a superare nel finale lo Sporting Lisbona per 2-1. La Roma, dopo una clamorosa rimonta nel campo del Chelsea, sfiora la vittora e pareggia 3-3 e festeggia anche il passo falso dell’Atletico Madrid in Azerbaigian. Il Napoli a Manchester fa cilecca sbagliando anche un rigore e perde 2-1

Una vittoria, un pareggio e una sconfitta, l’Italia si è giocata la tripla in Champions League. Vittoria (sofferta) per la Juventus contro lo Sporting Lisbona, pareggio (giusto) per la Roma in casa del Chelsea e sconfitta a Manchester (con rimpianto) per il Napoli nella tana di Pep Guardiola. Nelle tre partite a segno i giganti Mario Mandzukic, Edin Dzeko e Amadou Diawara.

JUVE: BENTORNATA VITTORIA – Dopo i due passi falsi in campionato – la sconfitta casalinga con la Lazio e il pareggio con l’Atalanta – la squadra di Allegri recupera fiducia, superando i portoghesi dello Sporting con la partita più brutta delle ultime tre. Parole del suo tecnico, che ha evidenziato anche come la critica condizioni troppo le sue analisi dal risultato: “delle ultime tre partite che abbiamo fatto quella che abbiamo giocato peggio è forse proprio questa. Ma i risultati fanno cambiare le opinioni”. In effetti ieri la Juventus non è apparsa brillante trovando la vittoria solo a sei minuti dal termine con il suo pilone Mario Mandzukic (190 cm), che in questo periodo deve supplire alla sterilità del suo compagno di reparto Gonzalo Higuain. L’argentino ieri però ha giocato una buona gara, anche se non ha trovato il gol. In generale la Juventus è riuscita a recuperare dopo essere andata subito in svantaggio per un errore difensivo di Benatia e Alex Sandro, imponendo il proprio gioco (8-1 i tiri in porta, 13-0 i calci d’angolo) anche se in modo piuttosto disordinato. Nel girone si prende il secondo posto, alle spalle del Barcellona, a punteggio pieno, che ieri ha superato l’Olympiakos.

ROMA: EDIN VS EDEN – Un inizio shock per i giallorossi allo Stamford Bridge, scesa in campo piuttosto intimorita e con uno schieramento inedito che prevedeva Gerson e Gonalons titolari. Antonio Conte, tecnico dei Blues, nel prepartita aveva elogiato il grande cuore dei suoi ex ragazzi azzurri: De Rossi, El Sharawaay e Florenzi, tutti e tre rimasti in panchina, a parte quest’ultimo entrato nei minuti finali. Sotto di due gol dopo 37 minuti, la Roma ha accorciato con una bella azione personale di Kolarov, tra i migliori in campo. Nella ripresa poi la squadra ha preso possesso del gioco, complice anche l’errore di Conte di togliere David Luiz, esaltando il suo centroboa bosniaco Edin Dzeko (193 cm), autore di una splendida doppietta, in particolare il primo gol al volo su lancio di Fazio. La clamorosa rimonta da 0-2 a 3-2 è però stata vanificata dal gol finale del folletto del Chelsea e quasi omonimo di Dzeko, Eden Hazard.

Notizie positive per Di Francesco arrivano dall’Azerbaigian, dove l’Atletico Madrid di Simeone non è andato oltre lo 0-0 contro il Qarabag. In classifica quindi la Roma ora è seconda (dietro, appunto, il Chelsea) con tre punti di vantaggio sui Colchoneros.

NAPOLI: LA META’ GRANDE BELLEZZA – Piccole crepe martedì nell’elegia del Sarrismo, il culto ormai dilagante per l’allenatore del Napoli, Maurizio Sarri. La sua squadra è stata travolta all’avvio dal Manchester City guidato dal suo estimatore Pep Guardiola. I Citizens hanno aggredito il Napoli subito, fin dai rinvii del portiere Pepe Reina, e in mezz’ora sono andati a segno due volte, ma i gol potevano essere quattro. Alle reti di Sterling e Gabriel Jesus potevano aggiungersi quelle di De Bruyne (traversa) e ancora Jesus (tiro salvato sulla linea di porta da Koulibaly). Il Napoli, che si era presentato con Amadou Diawara (184 cm) in regia al posto di Jorginho, ha faticato a trovare il suo gioco. Solo Insigne nel primo tempo è riuscito a preoccupare la difesa avversaria, mentre Mertens ha sbagliato il rigore che avrebbe potuto riaprire la partita già nella prima metà di gara. Nel secondo tempo la squadra di Sarri è venuta fuori alla sua maniera, accorciando con un nuovo rigore, su cui questa volta è andato, con grande personalità, proprio il ventenne guineano. Qualche rimpianto alla fine per un pallonetto ciccato ancora da Mertens.

Ora si fa dura per la qualificazione, il Napoli sconta la sconfitta con lo Shaktar Donetsk su cui deve recuperare in classifica 3 punti. Prima però dovrà prendersi la rivincita su Guardiola nel ritorno al San Paolo il prossimo 1 novembre.

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