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Serie A, dominio blucerchiato: Zapata-Quagliarella come Vialli-Mancini?

La coppia gol della Sampdoria fa sognare i tifosi blucerchiati che annientano la Juventus a Marassi e restano agganciati al gruppo di testa

L'attaccante colombiano Duvan Zapata celebra un gol con il suo compagno Fabio Quagliarella (Foto ANSA/Simone Arveda)

In attesa di recuperare la partita con la Roma, la Sampdoria contro la Juventus ha confermato di essere la squadra rivelazione del Campionato, e crediamo che molto del merito sia del suo bravissimo allenatore Marco Giampaolo. Intanto Napoli, Roma e Inter confermano le ambizioni

Un avvio di campionato dai colori blucerchiati. È la Sampdoria guidata dal bravissimo Marco Giampaolo la vera sorpresa di questa stagione. Ieri i blucerchiati hanno sconfitto la Juventus per 3-2, soffrendo solo negli ultimi novanta secondi di recupero, per aver preso due gol dopo il 90°. Per il resto la Samp ha controllato bene la partita. Massimiliano Allegri non si è detto preoccupato per il secondo ko in campionato, dopo quello contro la Lazio, sostenendo di aver visto il miglior primo tempo della stagione da parte dei suoi giocatori. Giudizio forse un po’ troppo generoso, considerato che l’unica vera occasione la Juventus l’ha avuta con Cuadrado. Il tecnico toscano ha anche messo in evidenza come quest’anno i bianconeri subiscano troppi gol in trasferta “sempre più di uno, e questo non va bene”. Su 14 gol subiti, ben dieci la Juventus li ha incassati fuori da Torino, mentre da un punto di vista realizzativo le reti bianconere in trasferta sono addirittura maggiori (19 contro 18).

Per la Sampdoria è il momento di godersi gli applausi per una gestione equilibrata e saggia. In estate avevano lasciato Genova tre pedine importanti come Shick, Muriel e Skriniar, ma i blucerchiati non ne hanno affatto risentito. In particolare in attacco hanno acquistato pericolosità con il tank colombiano Duvan Zapata (189 centimetri per 88 kg), integratosi splendidamente con l’eterno Fabio Quagliarella. I due, in queste prime tredici partite, hanno realizzato 12 reti (dei 27 complessivi) e ai tifosi riportano alla memoria i fasti di Vialli-Mancini, la coppia gol che portò la Sampdoria allo storico scudetto del 1991. All’epoca la vittoria valeva ancora due punti, ma attualizzandola con la regola dei tre punti, la squadra di Boskov dopo 13 partite aveva gli stessi 26 punti di oggi di Giampaolo, che però deve ancora recuperare la partita con la Roma (che verrà recuperata il 13 dicembre o il 24 gennaio, a seconda degli impegni di Coppa Italia). La Samp di Giampaolo gioca un calcio molto razionale, con grande attenzione sulla parte difensiva, con solo 15 reti subite (Juventus e Lazio ne hanno incassate 14), e punta al ritorno in Europa, dopo tre stagioni, quando si qualificò in Europa League con Mihajlovic alla guida.

Il tredicesimo turno di campionato ha poi confermato le ambizioni di Napoli, Roma e Inter che hanno conquistato tre punti con partite impegnative contro, rispettivamente, Milan, Lazio e Atalanta. Una prova di solidità per le tre squadre che puntano al titolo. Protagonisti delle vittorie: Lorenzo Insigne, dopo la delusione per la panchina nella desolante partita spareggio dell’Italia contro la Svezia, Radja Nainggolan, anche lui con un rapporto molto sofferto con la sua Nazionale dei diavoli Rossi, e Maurito Icardi, che invece nella formazione argentina ha ormai superato nelle gerarchie Gonzalo Higuain.

Le biglie nere della settimana vanno a Simone Inzaghi e Vincenzo Montella. Per la Lazio, dopo tanti elogi, va evidenziata una partita opaca, con un Immobile troppo nervoso e un Milinkovic Savic poco determinante. Il Milan invece ha giocato una discreta partita, mancando però ancora una volta l’occasione di scrollarsi la scimmia dalle spalle e sul fronte interno si torna a parlare di frizioni tra il tecnico e il ds Mirabelli per la scarsa valorizzazione del dispendiosissimo mercato estivo. Da un punto di vista societario invece un’inchiesta del New York Times  punta il dito sulle opacità nell’operazione di acquisto da parte dell’imprenditore cinese Yonghong Li, che non sarebbe titolare delle sbandierate miniere di fosforo di Fuquan, nella provincia di Guizhou. E ora appare sempre più verosimile un passaggio sotto il controllo del fondo Elliott se l’imprenditore cinese non sarà in grado di rimborsare il prestito di 300 milioni (tasso di Interesse dell’11,5%) ricevuto dall’hedge fund.

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