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L’esonero di Montella e la scimmia sulle spalle di De Rossi

Il pareggio interno del Milan con il Torino costa la panchina a Vincenzo Montella

Vincenzo Montella

La squadra rossonera affidata a Rino Gattuso, una soluzione di emergenza in cerca di un sostituto. È il sesto esonero in Serie A. In classifica intanto, mentre Napoli e Inter continuano a vincere inseguite dalla Juventus, le romane perdono il passo del trio di testa, pareggiando contro Genoa e Fiorentina

L’Aeroplanino non vola più. Dopo il pareggio interno contro il Torino il Milan ha esonerato Vincenzo Montella. Un licenziamento che era nell’aria da tempo, per i deludenti risultati in questo avvio di stagione. Dopo una dispendiosissima campagna acquisti da 230 milioni di euro il Milan si trova infatti staccata di ben 18 punti dal vertice della classifica, ma – cosa ancora più grave per il delicato equilibrio finanziario – con 11 punti di ritardo dalla zona Champions League, con incertezza anche sulla Europa League. E la mancata qualificazione alle competizioni Uefa sarebbe un vero dramma per le casse della società rossonera, che secondo alcuni osservatori avrebbe già ora forti difficoltà a rimborsare il prestito del fondo Elliott.

Confusione nel modulo, nell’impostazione del gioco, nella scelta di una squadra base. Questi i capi di accusa verso l’allenatore napoletano alla guida di una squadra che nelle ultime quattro partite in casa non è riuscita a segnare neppure una rete. È questo il secondo esonero per Montella, dopo quello della Fiorentina a fine campionato 2014-15, per un rapporto che si era deteriorato con la famiglia Della Valle.

L’amministratore delegato Marco Fassone ha scelto di affidare la squadra a Rino Gattuso, tecnico della Primavera, che potrà prendere fiducia visto che la prossima partita vedrà i rossoneri impegnati nella non impossibile sfida contro il Benevento, ancora a zero punti. È probabile però che la scelta di Ringhio sia solo temporanea. Se di Montella si pronosticava che non avrebbe mangiato il panettone, di Gattuso si dice già che non arriverà alla Colomba. È presumibile che Fassone provi a convincere Carlo Ancelotti a tornare alla guida del Milan, superando la concorrenza della Figc che lo vorrebbe come nuovo allenatore della Nazionale. Carletto però sembrerebbe poco intenzionato a tornare in Italia, preferendo una nuova esperienza in Premier League (Arsenal?). Se non dovesse riuscire a convincere Ancelotti, Fassone potrebbe decidere di tenere Gattuso fino alla fine della stagione per poi puntare a Antonio Conte per l’anno prossimo, quando l’allenatore del Chelsea dovrebbe lasciare Londra.

Quello di Montella è il sesto cambio di panchina. L’ultimo turno di campionato è stato fatale anche a Christian Bucchi del Sassuolo, sostituito da Beppe Iachini. Una settimana fa a cambiare era stata l’Udinese congedando Luigi Delneri per Massimo Oddo. Precedentemente Davide Ballardini aveva preso il posto di Ivan Juric al Genoa, Diego Lopez quello di Massimo Rastelli al Cagliari e Roberto De Zerbi, infine, quello di Marco Baroni sulla panchina del Benevento.

L’ultimo turno di campionato ha mostrato un po’ di stanchezza nel gruppo di testa. Il Napoli è stato meno dirompente del solito, vincendo solamente per 1-0 a Udine, mentre la Juventus ha atteso quasi un’ora prima di sbloccare la partita in casa contro il Crotone. Il passo falso però l’hanno compiute le romane, fermate in maniera un po’ rocambolesca dai rigori subiti contro Genoa e Fiorentina. L’autolesionista formazione di Eusebio Di Francesco ha buttato al mare una vittoria per la sciocca espulsione di Daniele De Rossi, che nella propria area ha schiaffeggiato Lapadula. A fine gara il capitano giallorosso si è scusato per il gesto, ma le sue parole sembravano più un rammarico per essere stato sanzionato (“ho trovato uno che si è buttato”). Non è la prima volta per De Rossi di finire la partita anzitempo e la fascia ereditata da Totti non sembra averlo responsabilizzato da questa scimmia sulle spalle che fatica a sconfiggere. La Lazio, invece, era convinta di avere la vittoria in tasca contro la Fiorentina, fino al 92°, quando Caicedo ha provocato il rigore per i Viola, visto solo grazie all’ausilio del Var. Scivolano quindi in classifica entrambe le romane che devono però recuperare una partita contro Sampdoria e Udinese.

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