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Le grandi addormentate della Serie A

Nel Campionato tutte le squadre di testa pareggiano e ci guadagna solo l'Inter

Gonzalo Higuain e Davide Santon durante Juventus-Inter (Foto ANSA/ANDREA DI MARCO)

La squadra di Spalletti esce indenne dalla trasferta contro la Juventus e raggiunge il suo obiettivo di rimanere in testa alla classifica, il Napoli non ne approfitta e si fa fermare dalla Fiorentina e lo stesso fa la Roma con il Chievo. Grande delusa la Lazio, perde in casa col Torino tra le proteste per un rigore negato

Il gruppo di testa si concede un turno di riposo. Nessuna vittoria per le prime cinque del campionato, avvenimento statisticamente davvero insolito. E le prime quattro tutte a reti bianche. Ad esultare di questa pausa è soprattutto l’Inter che era attesa dal compito più difficile, la trasferta a Torino contro la Juventus. La squadra di Spalletti ha puntato al pareggio, con una gara molto accorta, senza mai rendersi pericolosa. Un po’ come la trasferta di Napoli, finita anche quella a reti bianche. Il tecnico di Certaldo può così festeggiare la perdurante imbattibilità e soprattutto il fatto di aver già affrontato in questo girone d’andata – senza, appunto, mai perdere – le tre dirette concorrenti per il titolo: Juventus, Napoli e Roma. Manca solo la Lazio che l’Inter incontrerà però a Milano nell’ultima gara del girone a fine anno (30 dicembre).

Grande rammarico invece per Napoli e Roma, che hanno perso punti importanti, pareggiando 0-0 contro Chievo e Fiorentina. Per la squadra di Sarri è sfumata così la ghiotta occasione di riprendere la vetta, mentre per i giallorossi si evidenzia una difficoltà di tenuta, vista già nella sfida di Marassi, pareggiata con il Genoa, due turni fa. Di Francesco ha provato a recuperare Schick, l’acquisto più costoso della storia romanista. Il giovane attaccante ceco, strappato a Juventus e Inter quest’estate, sta ancora recuperando la condizione migliore. Il tecnico spera di averlo al meglio per il girone di ritorno, così da non far rimpiangere la partenza di Mohamed Salah, che al Liverpool sta vivendo il suo periodo di maggior splendore tecnico e atletico. Sulla carta l’attacco della Roma è probabilmente il più attrezzato del campionato, potendo contare anche su Dzeko, El Shaaraway e Perotti. La squadra deve però crescere ancora in personalità in questa prima stagione dell’epoca del post Totti.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Nel posticipo di ieri anche la Lazio ha perso una grande occasione, perdendo in casa contro il Torino. Un match che si è concluso sostanzialmente alla fine del primo tempo, quando su cross di Ciro Immobile c’è un fallo di mano di Iago Falque, non visto dall’arbitro, poi a fine azione l’attaccante laziale si fa prendere dal nervosismo in uno scontro con Burdisso. L’arbitro Giacomelli, che nelle passate domeniche aveva già sventolato il cartellino rosso agli azzurri Bonucci e De Rossi, ha giustamente espulso Immobile, senza però concedere il rigore alla Lazio. Una decisione che ha fatto infuriare Simone Inzaghi.

Inizia male l’avventura invece di Walter Zenga sulla panchina del Crotone. L’ex Uomo Ragno, subentrato al dimissionario Davide Nicola, ha perso lo scontro diretto in casa del Sassuolo per 2-1. Obbligatorio il riscatto domenica contro il Chievo per non farsi risucchiare da Spal e Verona nelle ultime tre posizioni in classifica.

 

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