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Perché il 7 bello della Juventus è meritato e perché Mancini in azzurro è cool

La Juventus ha vinto il settimo scudetto consecutivo perché é più squadra del Napoli. Intanto a Mancini la sfida di rifare una squadra degna dell'Italia

Grazie alla forza del gruppo e alla mentalità vincente, con le quali ha resistito agli assalti avversari, la Juventus è riuscita a battere il suo stesso record, sette volte consecutive campione d'Italia. Intanto, dopo mesi di transizione, è arrivata la notizia: sarà Roberto Mancini, ex allenatore di Inter, Manchester City e Zenit, a guidare la Nazionale. Ah, siete pronti per seguire Mondiale in Russia anche senza gli Azzurri?

Sette su Sette. Con lo 0-0 all’Olimpico di domenica sera, la Juventus ha vinto il settimo scudetto consecutivo, battendo il suo stesso, storico traguardo dell’anno scorso. Sette volte campione d’Italia, la Vecchia Signora ha conquistato il tricolore grazie a un gruppo coeso e all’altezza delle aspettative, talmente forte, sia nei titolari sia nelle riserve, da rendere spesso difficili le scelte dell’allenatore Massimiliano Allegri. Il Napoli, secondo con record di punti per il club e per la posizione in classifica, anche quest’anno si interrogherà su cosa le è mancato per raggiungere il primato. L’esame di coscienza dovrà partire da alcune semplici verità e ammissioni.

Innanzitutto, non è vero che il campionato è stato perso in albergo a Firenze la notte prima della fatale tripletta del ‘Cholito’ Simeone: no, il Napoli lo scudetto lo ha perso sul campo, contro la Roma (4-2), l’Inter (doppio 0-0), il Milan (0-0), e infine contro i viola (3-0). La Juve ha dominato sul terreno di gioco e sul piano psicologico per la mentalità vincente con la quale ha tenuto a bada gli incessanti, seppur inconcludenti assalti del Napoli. Mentalità vincente, ovvero lottare sino all’ultimo indipendentemente dai risultati che ottiene la tua diretta avversaria, indipendentemente dal 2-3 di San Siro e dagli errori arbitrali, indipendentemente dalla rete di Koulibaly incassata all’89’. Mentalità vincente, ovvero lottare su tutti i fronti senza sottovalutarne nessuno, perché altrimenti a maggio il rischio è di restare con “zero tituli”, per dirla alla Mourinho.

Poi, non è vero che il VAR ha privato il Napoli del trofeo, come ha detto Aurelio De Laurentiis pochi giorni fa. Il Presidente è il principale problema della società per quanto riguarda i rapporti infiammati con allenatori e giocatori – Cavani dichiarò che non avrebbe più messo piede a Napoli finché ci sarebbe stato ADL e il Pipita lo indicò in tribuna dopo aver segnato al San Paolo contro i suoi ex compagni. D’altronde, ADL non è nuovo a questo genere di affermazioni per “aizzare” la tifoseria, che raramente gli imputa delle colpe, ed è solito rifugiarsi dietro commenti tipo “in dieci anni ho portato la squadra dalla serie C all’Europa” e “ho creato campioni che ci invidiano in tutto il mondo” . Peccato che non conti niente se non provi a trattenere i tuoi giocatori e se non riesci a costruire un progetto attraente come quello della Juventus, che non a caso ha spinto due fuoriclasse del calibro di Pjanic e Higuain a lasciare i propri porti sicuri e ad abbracciare i colori bianconeri già nelle passate stagioni. Nonostante gli infortuni di Ghoulam e di Milik, invece, il Napoli è rimasto quasi immobile nel calciomercato invernale. Settimo scudetto di fila a Torino, quindi: è giusto così. Per ambire a qualche trofeo, la squadra campana deve cambiare, e il primo ad abbandonare la nave sarà sicuramente Mister Sarri, attratto dalle sirene inglesi. La Juve ha trovato la sua strada da percorrere, le basta solo capire quali ingredienti aggiungere alla miscela per la Champions League e il Triplete.

Roberto Mancini con la maglia azzurra (FOTO ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI)

Intanto, novità in azzurro: dopo l’infruttuoso tentativo di Costacurta di convincere Ancelotti, Roberto Mancini ha firmato un contratto di due milioni l’anno, fino al 2020, come nuovo CT della Nazionale. Per tutti quelli che non hanno ancora digerito la pesante eliminazione dell’Italia dal Mondiale e che passeranno giugno e luglio a rodersi il fegato, la notizia è stata accolta senza entusiasmo. In un’intervista a Repubblica, Mancini ha parlato di “momento giusto” per realizzare qualcosa di importante, e dal suo profilo Twitter ha cinguettato: “è un sogno che si avvera”. Secondo La Stampa, l’ex allenatore di Inter, Manchester City e Zenit sarebbe pronto a richiamare a Coverciano il pupillo Mario Balotelli e a riportarlo “ai livelli del 2012” – si starà forse riferendo alla finale dell’Europeo persa 4-0 contro la Spagna? I primi test lo aspettano contro Italia-Arabia Saudita il 28/05, Francia Italia l’01/06 e Italia Olanda il 04/06 , ma per lui sarà davvero difficile fare peggio di Giampiero Ventura.

ps: per i tifosi di calcio italiani che hanno superato le quattro fasi del lutto, però, non è necessario aspettare che la serie A ricominci ad agosto. Perché non godersi comunque lo spettacolo dei Mondiali, visto che l’occasione capita ogni quattro anni? Non avete scelto ancora su chi scommettere al posto degli azzurri o dove vedere le partite a NY? Continuate a leggerci nei prossimi giorni per uno speciale su Russia 2018!

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