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Mondiali femminili, l’Italia batte la Cina ed è tra le prime otto del mondo

Le azzurre di Milena Bertolini superano per 2 a 0 le cinesi e approdano, dopo tredici anni dall'Italia di Lippi, ai quarti di finale di un Mondiale

L’Italia è tra le prime otto del mondo!

Sono passati tredici anni da quando, il 26 giugno del 2006, la Nazionale allenata da Marcello Lippi vinse contro l’Australia e approdò ai quarti di finale. Le immagini del rigore di cucchiaio di Francesco Totti al 95’ rimangono impresse nella mente di tutti i tifosi, non solo perché in quell’edizione l’Italia conquistò il trofeo, ma anche perché fu l’ultima volta che gli azzurri superarono gli ottavi.

In un caldissimo pomeriggio di inizio estate a Montpellier, le ragazze di Milena Bertolini – che ha festeggiato ieri il compleanno –  hanno battuto oggi per 2 a zero la Cina allenata da Jia Xiuquan, una delle migliori terze ripescate dalla fase a gironi.

Nonostante l’avversario abbordabile, le azzurre non sottovalutano il pericolo e si dimostrano come sempre aggressive sin dal fischio di inizio. Sfruttando una difesa cinese tutt’altro che solida, Valentina Giacinti apre le marcature al 15’ segnando il primo gol di una non juventina, cinque minuti dopo che l’arbitro aveva annullato un’altra sua rete.

Il passivo non scoraggia però le cinesi, che cominciano ad attaccare e si rendono pericolose in più occasioni. La ct corre ai ripari richiamando Girelli, spesso colpevole di farsi superare, in panchina al posto di Galli. È l’ennesima sostituzione azzeccata di Miss Bertolini: nella ripresa, proprio Galli segna il secondo gol con un tiro dai venti metri.

L’afa e il risultato al sicuro condizionano da lì in poi il ritmo di gara, che rallenta fino a quando l’arbitro manda entrambe le squadre negli spogliatoi tra i festeggiamenti azzurri. A quasi vent’anni dall’ultimo record, l’Italia accede nuovamente ai quarti, dove sabato sfiderà la vincente tra Olanda e Giappone. Il sogno continua grazie alla forza di questo gruppo, che è stato capace di far dimenticare gli insuccessi del team maschile a un Paese troppo spesso indifferente e prevenuto nei confronti del calcio femminile.

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