Cerca

SportSport

Commenti: Vai ai commenti

Addio a Mariolino Corso, il campione dell’Inter che col pallone accarezzava tutti

Quando con mio papà, grande Interista, guardando Mario Corso, imparai a riconoscere il talento

di Alberto Milani

Mario Corso (Verona 25 agosto, 1941-Milano, 20 giungo 2020)

Mario Corso, il magnifico mancino della Grande Inter campione d’Europa e del Mondo degli anni Sessanta e Settanta, è andato a giocare e vincere la sua partita in cielo. Corso aveva 78 anni. Sul profilo Twitter dell’Inter è stato pubblicato il seguente messaggio: “É scomparso Mario Corso, interista, campione eterno dotato di infinita classe. Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un’epoca. I pensieri e l’affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile”.

Io, tifoso interista, nato e cresciuto a Milano, ho un ricordo indelebile di “Mariolino” Corso e del suo modo di essere un campione.

Mio papà, grande Interista, e Mariolino Corso mi hanno  insegnato a riconoscere il talento. Un giorno a San Siro vidi un fisico non atletico con i calzettoni abbassati fare cose diverse dagli altri.

In un calcio sempre più totale e veloce  che sarebbe diventato presto Olandese, Mario si muoveva come in un film. Vedeva i compagni che i nostri occhi non trovavano dagli spalti e la palla era sempre accarezzata mai colpita. Poi una sua punizione tirata come nessuno al mondo. Un goal unico e inimitabile con il sinistro di Dio.

Mio padre sorrise ai miei occhi spalancati vedendo la palla che rotolava in porta, piano accarezzata. E poi una frase che ricordo ancora “con gli occhi vediamo quello che vediamo anche se con il cervello sappiamo quello che sappiamo”.

Ciao Mario saluta il mio papà.

A proposito di...

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter