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Inizia il Grand Prix di Serie A tra le “urla nel silenzio” di un “Jurassic Park”

Parla Leo Turrini con le sue previsioni per un campionato ancora segnato dal covid-19: "Senza boati in tribuna, okay, ma un gol è sempre un gol!”

di Intervista raccolta da Monica Bertoni

Leo Turrini

Questo week end si riparte con la Serie A e con gli stadi ancora vuoti a causa della pandemia. Anche gli italiani in America e nel mondo appassionati di calcio si chiedono se varrà la pena svegliarsi all’alba per seguire in tv un gol della propria squadra senza quel boato sparato a tutto volume che rimbombava una volta da San Siro, lo Juve Stadium o il San Paolo. 

Nel “pandemonium” 2020 quali saranno le squadre alla partenza della Serie A più in forma? Lo abbiamo chiesto a Leo Turrini, giornalista e scrittore per i quotidiani il Resto del CarlinoLa Nazione e Il Giorno, grande esperto di automobilismo e opinionista di Sky Sport. Professionalmente “sposato” con la Formula Uno, ha sempre avuto per “amante” il calcio.

Conosciuto per il suo umorismo “fluidificante”, nel raccogliere qui il suo giudizio sulla Serie A, avvertiamo i nostri lettori che Turrini è da sempre tifoso dell’Inter e del Modena, anche se cerca di nasconderlo…

Caro Leo Turrini, cosa dobbiamo aspettarci dalla serie A che sta per ricominciare?

“Anzi tutto, le urla nel silenzio! Si riparte come si era finito ad agosto, cioè senza pubblico. Porte chiuse, almeno fino a metà ottobre. Purtroppo anche in Italia siamo costretti a convivere con la pandemia”.

Però in Germania la Bundesliga ha autorizzato stadi pieni fino al venti per cento…

“Vorrei dirti che i tedeschi pensano di avere sempre ragione, anche quando hanno torto. Seriamente, la cautela è doverosa. Quando nel Bel Paese potremo valutare gli effetti della ripresa delle attività scolastiche, ci occuperemo pure delle partite”.

Ma il calcio nel deserto è ancora calcio?

“Non del tutto, ovviamente. Scompare, per capirci, il mitico fattore campo. Ma tra campionato e coppe, post lock down, abbiamo visto grandi match. Senza boati in tribuna, okay. Ma un gol è sempre un gol!”

Va bene, passiamo ai pronostici.

“Guarda, se la serie A fosse un Gran Premio di Formula Uno, ovviamente la Juve di Pirlo scatterebbe dalla pole position, in stile…Mercedes. Nove scudetti consecutivi sono un bel biglietto da visita. Poi, certo,

Pirlo è un debuttante assoluto e Ronaldo ha un anno in più. Ma non si scappa, la Vecchia Signora è la squadra da battere”.

Andrea Pirlo durante la conferenza stampa di presentazione con la Juve

Rivale numero uno?

“Accanto a Madama in prima fila metto l’Atalanta. Da due anni in Italia nessuno gioca bene come il gruppo Gasp, che sarebbe poi Gasperini, l’allenatore. In Europa i bergamaschi hanno fatto meglio della Juve e a un minuto dal 90’ stavano eliminando il Psg. Vero che Ilicic è un mistero avvolto nell’enigma, ma se ci crede da subito l’Atalanta è da titolo”

Ti stai dimenticando l’Inter.

“In seconda fila. Conte è un fenomeno ma aspetto di vedere come Marotta chiuderà il mercato. Occhio al rischio della Lukaku-dipendenza, minimo serve un attaccante di ricambio top”.

Andiamo avanti.

“Quarto il Napoli, che ha toppato di brutto un anno fa per colpa di Ancelotti, prima che Gattuso ci mettesse una pezza. Ma è logico che i partenopei tornino su.

In terza fila il Milan e il Sassuolo. L’effetto Ibra può prolungarsi e c’è un entusiasmo nuovo tra i rossoneri. Invece gli emiliani possono essere l’Atalanta bis. Il loro mister, De Zerbi, è simpaticamente un mezzo matto, o tanto bene o tanto male”.

Le romane dove le metti?

In quarta fila. Non so se la Lazio smaltirà la delusione da lock down, prima della pandemia era favorita per lo scudetto e invece ha toppato. Inoltre la Champions succhierà energie a Inzaghi. La Roma ha un nuovo padrone americano, purtroppo ha già perso Zaniolo ed è ancora un cantiere, se vende Dzeko alla Juve si indebolisce parecchio”.

Ronaldo esulta dopo avere segnato l’ultimo gol del campionato scorso alla Sampdoria

Il resto?

“In quinta Bologna e Fiorentina. Uno come Sinisa non si accontenta del tran tran e ha l’Europa come obiettivo. Quanto alla Viola dello statunitense Comisso, è tempo esca da una mediocrità poco aurea.

In sesta il Genoa e il Cagliari. Per motivi diversi, Maran e Di Francesco sono due allenatori che hanno raccolto meno di quanto hanno seminato. In due città di mare potrebbero ritrovare la rotta.

In settima fila il Verona e la Sampdoria. Gli scaligeri dovranno ripetersi su livelli eccellenti e non sarà così semplice. Sulla sponda blucerchiata finalmente Ranieri può lavorare dall’inizio e non subentrando: è sempre l’uomo del miracolo Leicester, quindi attenzione e rispetto.

Rimangono da sistemare il Toro del rientrante Giampaolo, l’Udinese dell’amletico Gotti, il Parma senza Kulusevski e naturalmente le neo promosse Benevento, Spezia e Crotone”.

Hai un titolo per la nuova serie A?

“Lo rubo a Steven Spielberg: Jurassic Park!”.

In che senso?

“Prima in Italia è arrivato CR7. Poi Ribery, il francese, a Firenze. Quindi il quasi quarantenne Ibra al Milan. Ora si parla dei sudamericani Suarez e Vidal, molto lontani dalla età della patente. Bravi, eh. Ma stagionati…”

Cinema per cinema, la serie A italiana è un paese per vecchi, con buona pace dei fratelli Coen.

“E forse è una metafora del Bel Paese…”

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