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Caso Suarez: con 10 milioni di euro ci si compra anche la cittadinanza italiana

La bufera sull'esame-farsa del calciatore uruguaiano non si ferma. Secondo gli inquirenti, tutta la commissione era d'accordo: Suarez non poteva essere bocciato

Luis Suarez

“Non ‘dovrebbe’, ‘deve’. Passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1”.

Così si apre una serie di intercettazioni che mettono in imbarazzo, sotto l’occhio dei giudici, l’Università per Stranieri di Perugia. Nell’ateneo del capoluogo umbro, tra i tanti studenti iscritti regolarmente ai corsi, c’era infatti anche Luis Suarez, stella del Barcellona costretto a prendere la cittadinanza italiana per un possibile passaggio alla Juventus.

Il motivo per il quale Suarez avrebbe dovuto ottenere il passaporto del nostro paese per poter giocare nella Vecchia Signora è presto detto: in Italia le squadre di serie A possono tesserare al massimo due giocatori extracomunitari e la Juventus ha già riempito le caselle con Arthur e McKennie. Per diventare bianconero, l’uruguaiano aveva dunque bisogno della nostra cittadinanza.

Suarez e la Juventus erano a un passo dal “matrimonio”

Le strade per diventare cittadino italiano sono diverse: Suarez avrebbe utilizzato quella del matrimonio. L’attaccante è infatti sposato dal 2009 con Sofia Balbi ed è quindi titolato a chiedere il riconoscimento della cittadinanza.

Sul suo cammino, però, è incappato Matteo Salvini, o almeno un decreto voluto da lui. Il 4 ottobre 2018, viene approvata una modifica fortemente promossa dall’allora vice Presidente del Consiglio in materia di cittadinanza e immigrazione. L’emendamento introduce nella legge sulla cittadinanza l’articolo 9.1, per il quale la cittadinanza italiana per matrimonio e per residenza è subordinata al possesso da parte dell’interessato di una conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1.

In sostanza, Salvini dice “per essere italiano, almeno un po’ di italiano lo devi sapere”.

L’ex vice Presidente del Consiglio Matteo Salvini

Così Suarez si iscrive all’Università per Stranieri di Perugia. Con un corso intensivo e un esame che certifichi la sua preparazione, ottenere la cittadinanza non sarà un problema. Un problema, invece, c’è. Arrivato al giorno dell’esame, per stessa ammissione della professoressa Spina, Suarez “non spiccica una parola di italiano”.

Ma la Juve “ha fretta”, si continua a leggere nelle intercettazioni, ha bisogno dell’uruguaiano in rosa. Una soluzione va trovata ed è lì che entra in gioco la disonestà.

Dall’inchiesta iniziano piano piano a trapelare i dettagli. Ad ascoltare l’esame di Suarez non ci sono soltanto i docenti, ma anche gli inquirenti, che seguono da remoto. Le intercettazioni non lasciano spazio a dubbi e smascherano la farsa.

“Comunque, allora, tornando seri – dice un interlocutore all’indagata Spina – hai una grande responsabilità perché se lo bocciate ci fanno gli attentati terroristici”. E Spina ribatte “Ma te pare che lo bocciamo! Oggi ho chiamato Lorenzo Rocca che gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame! Oggi c’ho l’ultima lezione e me la devo preparare perché non spiccica ‘na parola”.

Suarez mentre esce dall’aula con il diploma in mano

Suarez esce dall’aula con il diploma in mano. Maglietta bianca, zainetto e occhiali da sole, si rifugia immediatamente in un taxi senza lasciare alcuna dichiarazione. Comprensibile, in fin dei conti. Per uno che “non coniuga i verbi, parla all’infinito”, l’ipotesi di lasciarsi intervistare e cadere vittima di qualche domanda formulata in italiano avrebbe fatto crollare tutta l’impalcatura così minuziosamente costruita.

 

Alla scoperta dei fatti, insorgono gli altri studenti dell’ateneo. Quelli normali, quelli attorno ai quali non circola un clamoroso ciclone mediatico. “Ci dissociamo ancora una volta – scrivono in una nota – dalla condotta della nostra università, che dopo tutti questi mesi di mancato ascolto nei nostri confronti, e dopo le questioni mai del tutto chiarite emerse lo scorso anno, si pone nuovamente in una situazione di imbarazzo nel tentativo di farsi pubblicità con un calciatore di fama internazionale”.

La procura continua a indagare e, senza dubbio, le responsabilità individuali verranno accertate. Nel frattempo, la truffa non ha nemmeno avuto un fine. Suarez si è allontanato dalla Juventus e proprio oggi ha firmato con l’Atletico Madrid. Di tutta la storia, resta solo un’imbarazzante sottomissione di alcuni dei membri dell’Università per Stranieri di Perugia nei confronti del denaro e della fama. Se Suarez fosse stato trattato bene, forse altri calciatori sarebbero andati in Umbria per sostenere l’esame. Più calciatori arrivano e più la popolarità aumenta. Non importa quale sia l’effettivo livello di insegnamento. L’importante è la notorietà.

D’altronde, parliamo di un uomo da 10 milioni l’anno. Che sarà mai qualche errore di grammatica?

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