Cerca

MediterraneoMediterraneo

Subacquea industriale: a Palermo opera un centro internazionale che non forma siciliani!

Si chiama Cedifop e prepara tecnici altamente specializzati che operano in tutto il mondo. La Regione lo esclude dai finanziamenti. Risultato: un corso costa oltre 4 mila euro. E i giovani dell’Isola non hanno i soldi per frequentare tali corsi

Ha sede in Sicilia e forma tecnici subacquei che operano in tutto il mondo. Ma dal prossimo settembre a seguire questi corsi di alta formazione professionale non ci saranno più siciliani! Arriveranno dalle altre Regioni italiane e da altri Paesi del mondo (Tunisia, Cipro, Albania, Grecia). Ma – lo ribadiamo – niente siciliani. Sono i soliti paradossi di un’Isola dalle mille contraddizioni. Anche se, questa volta, la contraddizione ha una giustificazione economica legata alla povertà – quasi in stile greco – che, da qualche anno, si va diffondendo in Sicilia. Il Cedifop – il centro di alta formazione nel campo della subacquea industriale che ha sede a Palermo e che organizza questi corsi – è privato e non è sostenuto dalla Regione siciliana. Morale: i giovani che vi prendono parte debbono pagare quasi 5 mila euro. E nell’Isola, ormai, sono pochissimi i giovani interessati alla subacquea industriale che si possono permettere il lusso di spendere tale cifra. 

Ci sarebbe molta da dire su una Sicilia – che come i nostri lettori americani sanno è una Regione autonoma, quasi come uno Stato delle vostre parti, se non fosse che tale Autonomia è stata tradita – che non ha più nemmeno le risorse finanziarie per la formazione. E quei soldi che si impiegano nella formazione professionale, ormai in diminuzione, vengono utilizzati per altre tipologie di corsi. Eppure chi frequenta i corsi del Cedifop trova quasi sempre lavoro, soprattutto oggi che le piattaforme petrolifere stanno invadendo il Mediterraneo.

Questo centro è l’unico in Italia che ha tutte le certificazioni internazionali in questo delicatissimo campo.

Il Cedifop, per la cronaca, è ente formativo che vede la luce nel 1993 e oggi opera esclusivamente nel settore della Formazione professionale dedicata all’attività subacquea industriale (nulla a che vedere con la subacquea sportivo-ricreativa). Ed è l’unico centro in Italia che ha tutte le certificazioni internazionali in questo delicatissimo campo che in Sicilia riveste grande rilievo. Questo perché nei mari italiani e, in generale, nel Mediterraneo, operano tante imprese che svolgono le più disparate attività, a cominciare dall’installazione, dalla manutenzione e dalla rimozione di impianti subacquei. Il riferimento è alle tubazioni e alle strutture tecnologiche legate alle attività portuali, minerarie e industriali. Basti pensare alle piattaforme petrolifere, ai gasdotti, agli oleodotti, agli impianti costieri, alle raffinerie.

Il Cedifop – un centro di eccellenza internazionale che può contare sulle certificazioni valide in tutto il mondo – ha sede operativa presso il Molo Sammuzzo nel Porto di Palermo. E’ anche accreditato presso la Regione siciliana, ma non avendo ‘raccomandazioni’ con la politica viene escluso dai contributi pubblici. La cosa – che non sappiamo se definire tragica o comica – è che ha partecipato ai bandi della Regione. Ma pur essendo all’avanguardia nel mondo, non lo è per l’Amministrazione regionale, che esclude regolarmente il Cedifop dai ‘vincitori’ nelle graduatorie dei bandi, con la ‘benedizione’ della solita Unione europea (i soldi per i corsi di formazione ormai arrivano quasi tutti dal Fondo sociale europeo).     

Questa è anche la Sicilia: da oltre un ventennio opera un centro di alta formazione dove si sono formati tecnici-subacquei altamente specializzati che oggi operano nei fondali marini di tutto il pianeta. Ma la Regione siciliana non lo sostiene. E, addirittura, dal prossimo mese di settembre il Cedifop formerà personale per le altre Regioni italiane, per alcuni paesi esteri, ma non formerà giovani siciliani! In compenso in Sicilia, tra Regione e Comuni, ci sono quasi 100 mila precari assunti per ‘chiamata diretta’ dalla politica.

Se andate a leggere cosa fanno al Cedifop vi accorgerete che gli standard formativi sono stabiliti dall’International Diving Schools Association (Idsa), che rappresenta l’unica associazione didattica nella subacquea industriale a livello internazionale. Insomma, a Palermo, nella subacquea industriale, si organizzano gli stessi degli Stati Uniti d’America e del Canada fanno riferimento alla didattica dell’Idsa che, a livello mondiale, ha elaborato delle regole per la formazione nel settore ‘inshore’ e ‘offshore’ in base a una più che quarantennale esperienza, desunta dalle scuole che aderiscono a tale Associazione internazionale.

A conti fatti, Palermo, in questo settore, opera con gli standard operativi stabiliti dall’International Marine Contractors Association (Imca), applicabili nel cantiere. Compresa la citata normativa Uni 11366 sulla sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria. Gli Standard di sicurezza sono quelli dell’Health and Safety Executive (Hse) quali, per esempio, le norme Hse del Regno Unito. Solo la corretta applicazione di questi standard può garantire una maggiore spendibilità della qualifica del sommozzatore italiano a livello internazionale, riportando la categoria al livello che le spetta per la storia e per le competenze che la caratterizzano.

Il Cedifop è ‘Full Member diver training’ dell’Idsa (Brittany France). In pratica, è una delle 15 scuole esistenti al mondo – l’unica in Italia – che può rilasciare certificazioni Idsa. Anche negli Stati Uniti d’America vengono utilizzati gli standards Idsa, obbligatori ed accettati dall’Association of commercial diving educators (Acde). Inoltre, l’ente formativo siciliano è anche membro Imca – sigla che sta per ‘International marine contractor association’ – nella divisione diving per l’Europa e per l’Africa. Ed è anche ‘Affiliate Member American Welding Society’ (Aws), società americana privata che si occupa di saldature professionali di tutti i tipi e che assomiglia al nostro Registro italiano navale (Rina) per alcune tipologie di attività.

Cedifop è anche inserito nella ‘Table of Equivalence’ Idsa del 5 novembre 2011, come unico referente italiano per i programmi svolti secondo gli standard: References: Adci Consensus Standards – 5th Edition, Idsa Diver Training Standards – Revision 4 October 2009, Hse List of approved qualifications  – April 1999, International Code of Practice for Offshore Diving –  Rev.1 october 2007.

Ebbene, tutto questo non basta per suscitare l’interesse della politica siciliana e italiana. Di queste cose – in Sicilia e a Roma – non gliene frega niente a nessuno. Il Cedifop è un’eccellenza. Centinaia di giovani siciliani – soprattutto oggi che in Italia e all’estero queste figure professionali vengono sempre più richieste – potrebbero trovare subito lavoro. Ma la politica italiana ha tutt’altro a cui pensare. Figuriamoci!

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter