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Milazzo e Valle del Mela: dopo la raffineria e l’elettrodotto anche l’inceneritore di rifiuti

In questo angolo della provincia di Messina, con la scusa di ‘riconvertire’ la vecchia centrale elettrica, si sta provando a realizzare un impianto per bruciare l’immondizia. Il “no” delle popolazioni di questi luoghi. 'Anatomia' di una delle zone della Sicilia più inquinate tra raffineria (Milazzo), un mega elettrodotto in costruzione e altre attività industriali. Le responsabilità della regione siciliana e, in particolare, dell'assessorato al Territorio e Ambiente

Forse non tutti i lettori americani sanno che, in Sicilia, esiste un luogo dove si concentra un inquinamento spaventoso. Parliamo della Valle del Mela, in provincia di Messina. In quest’area, dove si conta una popolazione di oltre 100 mila abitanti, nell’arco di pochi chilometri, ritroviamo la raffineria di Milazzo (che nel settembre dello scorso anno ha preso fuoco causando danni gravissimi all’ambiente circostante), un folle elettrodotto in fase di costruzione con i tralicci che passano a poche centinaia di metri dalle abitazioni di alcuni paesi della zona (finito nel mirino della Procura) e una centrale elettrica che dovrebbe essere riconvertita per bruciare i rifiuti di mezza Sicilia. Quindi: inquinamento chimico dell’area e del mare con la raffineria di Milazzo; inquinamento elettromagnetico a causa del folle elettrodotto; e ancora inquinamento dell’aria con la centrale elettrica che dovrebbe bruciare i rifiuti. Quest’ultima, in questi giorni, è al centro delle polemiche. 

A sollevare il caso della riconversione di questa centrale elettrica è l’Associazione per la difesa dell’ambiente e dei cittadini, che da queste parti è una delle poche realtà che difende la gente di questi paesi dai misfatti provocati da chi inquina e da una politica venduta e fallita. Accanto a questa’Associazione c’è anche Padre Giuseppe Trifirò, il parroco di Archi che, da anni, si batte a tutela della salute degli abitanti di questi luoghi. Proviamo a capire cosa sta succedendo con questa centrale elettrica.

Giuseppe Maimone, che è il presidente dell’Associazione per la difesa dell’ambiente e dei cittadini, si dice stupito del comportamento del Sindaco di San Filippo del Mela, il Comune dove è dislocata la centrale. Il Sindaco, circa un mese fa, convocato dalla commissione Ambiente del Parlamento siciliano, ha detto di essere favorevole alla riconversione della centrale, che con il nuovo progetto dovrebbe utilizzare il combustibile solido secondario. Si tratta di un combustibile che, in buona parte, viene prodotto con i rifiuti. Di fatto, questa sceneggiata non è altro che un tentativo di realizzare nella provincia di Messina un inceneritore di rifiuti. Impianti che, per definizione, inquinano l’ambiente. 

Dalle parole che leggiamo nel comunicato di Maimone capiamo subito di che pasta sono fatti i politici di queste contrade della Sicilia. Racconta Maimone che il Sindaco di San Filippo del Mela, agli abitanti del suo paese, dichiara “che non permetterà di trasformare San Filippo del Mela nella pattumiera della Sicilia e che attende gli studi prima di esprimersi contro o a favore del combustibile solido secondario”. Poi, però, racconta sempre il presidente dell’Associazione che difende la salute dei cittadini, lo stesso Sindaco, convocato dal Parlamento dell’Isola, “ribalta la frittata e si dichiara a favore di questo scellerato progetto. Tale comportamento aumenta il gap fra popolazione ed istituzioni che sulla carta dovrebbero tutelare gli interessi collettivi. Il Sindaco getti definitivamente questa maschera – dice Maimone – e metta nero su bianco la posizione ufficiale del Comune di San Filippo del Mela”.

Il progetto di trasformazione della centrale di San Filippo del Mela è stato presentato dalla A2A/Edipower. Da quello che si capisce in questa storia, sembra che il Sindaco stia ‘babbiando’ un po’. ‘Babbiare’, nella lingua siciliana, significa prendere in giro: il primo cittadino di San Filippo del Mela, dicendo una cosa ai propri cittadini e dichiarando l’opposto alla commissione del Parlamento siciliano prende tempo… Maimone, però, non gli dà tregue: “Che fa il Sindaco? Fa finta di non conoscere gli effetti che provocherebbe il combustibile solido secondario? Ha bisogno di altri dati e studi? Allora  contatti immediatamente l'Organizzazione Mondiale della Sanità e chieda un autorevole ed indipendente  parere sulle ripercussioni prodotte da questo combustibile sulla salute pubblica e sull'Ambiente. Chieda una Valutazione d'incidenza sanitaria (Vis) e una Valutazione di danno sanitario (Vds)”.

Il presidente dell’Associazione per la difesa della salute degli abitanti della Valle del Mela attacca frontalmente l’assessore regionale al Territorio e Ambiente della Regione siciliana, Maurizio Croce. I lettori americani debbono sapere – per inciso – che questo assessorato è responsabile di tutti gli scempi ambientali perpetrati in Sicilia dal 1980 ad oggi: le autorizzazioni per la chimica ‘pesante’ di Mellilli e Priolo, in provincia di Siracusa; le autorizzazioni per le raffinerie di petrolio; le autorizzazioni per gli scempi di gela e di Milazzo; le autorizzazioni per le cementerie (addirittura l’autorizzazione per la cementerai di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, è nulla! una storia incredibile), le autorizzazioni per quasi tutte le discariche che in Sicilia sono in maggioranza fuori legge (sono in corso inchieste della magistratura). E infine le autorizzazioni per la realizzazione del Muos di Niscemi. In questo assessorato, responsabile della sfascio ambientale della Sicilia è arrivato questo nuovo ‘scienziato’ – il già citato Maurizio Croce – che, appena si è seduto, si è dichiarato subito favorevole alla “riconversione” della centrale di San Filippo del Mela.

“Al posto di pensare come risolvere il problema dei rifiuti con l'incenerimento e  quindi altro impatto ambientale e sanitario – dice sempre Maimone – si attivi immediatamente per l'approvazione e il finanziamento del piano di risanamento e rilancio economico del Comprensorio del Mela, visto l’attendiamo da oltre tredici anni”. Come già accennato, il combustibile solido secondario è ottenuto, sulla carta, da “rifiuti non pericolosi”.   Maimone attacca anche la Regione siciliana che, a suo dire, “tutela gli interessi degli industriali e non quelli di una popolazione avvelenata”.

“Gli ultimi eventi – conclude il presidente dell’Associazione che prova a tutelare la salute degli abitanti della Valle del Mela – come dimostra il caso del Muos (la cui realizzazione, almeno sulla carta, è stata bloccata dal Tribunale amministrativo regionale della Sicilia e di Terna (la società che sta realizzando l’elettrodotto i cui tralicci passano nel cuore dei centro abitati!) – dimostrano che viviamo in un territorio governato da una classe politica-dirigenziale inerme e che per tutelare il nostro territorio e le nostre vite dobbiamo rivolgerci esclusivamente alla magistratura: una sconfitta per la politica e le istituzioni. La nostra terra è stata devastata e ahimé continua ad esserlo per colpa di una certa classe politica che ha pensato a tutto tranne ai cittadini”.

Come dargli torto?

 

 

 

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