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Tangenti alla Gesap: in manette Roberto Helg

Il numero due della società che gestisce l'aeroporto di Palermo arrestato per estorsione. E dalla Commissione regionale Antimafia si torna a chiedere una operazione trasparenza su una "società piena di ombre dai contorni inquietanti"

Un'altra pesantissima tegola si abbatte sul mondo delle organizzazioni che rappresentano (più o meno degnamente) gli imprenditori siciliani. Dopo l'inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del Presidente di Confindustria Sicilia, nonché 'paladino dell'antimafia', Antonello Montante, è il Presidente di Confcommercio  Palermo a finire nell'occhio del ciclone. Anzi, in manette. 

Parliamo di Roberto Helg che, oltre a guidare l'ente camerale, è vice presidente della Gesap, la società che gestisce l'aeroporto del capoluogo siciliano 'Falcone e Borsellino'. 

Ieri (ma la notizia è esplosa solo stamattina), il noto imprenditore, sempre in prima linea nelle iniziative antiracket,  è stato arrestato con una accusa gravissima: estorsione.  Reato che avrebbe commesso proprio nella veste di numero due della Gesap. 

Helg avrebbe chiesto una tangente di 100mila euro per concedere una  una proroga triennale ad una società di ristorazione (riconducibile alla pasticceria Palazzolo, secondo le agenzie di stampa)  attiva all'interno dello scalo palermitano. 

Riferiscono gli inquirenti che  "la richiesta e la consegna del denaro – fasi entrambe integralmente monitorate dalla polizia giudiziaria – ha fatto registrare la classica sequenza estorsiva consistente nella prospettazione, da parte di Helg, della difficoltà dell'operazione di rinnovo se non supportata dal suo prezioso intervento e, da parte del commerciante, nell'adesione all'illecito pagamento, in ordine al quale l'uomo pubblico ha preteso, oltre alla consegna di una somma in contanti di 50.000 euro, l'impegno da parte del commerciante alla corresponsione rateale di 10.000 euro al mese con il contestuale rilascio, in funzione di garanzia dell'impegno, di un assegno in bianco del residuo importo di 50.000euro".

Al momento dell'arresto, i Carabinieri gli hanno trovato un assegno in tasca e una busta con 30 mila euro in contanti sulla scrivania. "Interrogato dai magistrati della Procura,- dicono sempre gli investigatori-  a fronte di specifiche e dettagliate contestazioni, Roberto Helg ha fatto rilevanti ammissioni sulle quali sono in corso indagini". 

Sarebbe stato lo stesso commerciante ad allertare i Carabinieri che hanno così scoperto il fattaccio. 

Helg, lo scorso Dicembre, era finito su tutti i quotidiani  per una diatriba con alcuni esponenti di Confindustria Palermo. Ironia della sorte, il tema era proprio quello delle estorsioni, del racket. Ad accendere la miccia era stata una dichiarazione arrivata dall'associazione degli industriali secondo cui il 90% dei commercianti del salotto buono di Palermo paga il pizzo. 

Contro questa tesi, il presidente di Confcommercio  si era scagliato con forza dando vita ad una querelle che si è protratta per diversi giorni (in verità, il presidente dell'associazione Addipizzo gli darà ragione negando pubblicamente che il dato risponda alla realtà).

Un episodio che non mancherà di suscitare ironia  dopo il suo arresto per estorsione. 

Ma, al di là di tutto, in queste ore l'attenzione resta puntata sulla Gesap, società già al centro di grossi scandali per consulenze milionarie e conti in rosso. Tante le domande che corrono e si rincorrono. Una più di altre: quello di Helg è un caso isolato?

Quello che è certo è che gli inquirenti stanno spulciando gli atti della società. Contro la quale si è scagliato, in più di una occasione, il vicepresidente della Commissione regionale Antimafia, Fabrizio Ferrandelli, che oggi commenta così:

"Quando un anno fa ho chiesto all'antimafia regionale di accendere i riflettori su Gesap e sulla gestione piena di ombre della società che governa l'aeroporto di Palermo, spingendomi anche a chiedere l'azzeramento dei vertici e parlando di 'sgovernance', mi hanno preso per pazzo, mi è arrivata poi una pioggia di querele.

Oggi- continua il deputato regionale-  quelle ombre assumono contorni  inquietanti e risvolti penali. Solo un'operazione di trasparenza, a questo punto, può diradare tutte le ombre che avvolgono lo scalo palermitano che ricordo è intitolato a Falcone e Borsellino".

Per la cronaca, Helg è anche membro della giunta di Unioncamere (ente che rappresenta le Camere di Commercio), cui il Governo regionale ha affidato l'appalto da due milioni di euro per la partecipazione della Sicilia all'Expo di Milano. Presidente di Unioncamere, è il già citato Antonello Montante.

Insomma, nella gestione Expo per la Sicilia brillano gli indagati… Un'altra perla per "il governo della legalità" di Rosario Crocetta.

Un altro 'successo' per quella antimafia di facciata che predica bene e razzola male. 

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