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Tangenti alla Gesap, un sistema dietro Helg?

Potrebbe allargarsi l'inchiesta che ha portato all'arresto, per estorsione, del vice presidente della società che gestisce lo scalo di Palermo. Nelle intercettazioni sono chiari i riferimenti a terze persone...

Ha fatto tutto da solo o c'è un sistema ben organizzato dietro di lui? La domanda circola con insistenza in queste ore e non è peregrina. Il clamoroso arresto di Roberto Helg, vice presidente della Gesap, la società che gestisce l'aeroporto di Palermo, imprenditore conosciutissimo in città (è Presidente della Camera di Commercio) rischia di trasformarsi in una vera e propria bufera giudiziaria. 

Lui, come vi abbiamo detto qui, è stato colto in flagranza di reato. Mentre chiedeva una tangente di 100mila euro a Santi Palazzolo  titolare di una pasticceria (che aveva allertato i Carabinieri e che ha registrato la conversazione) che ha un punto vendita dentro lo scalo palermitano e che chiedeva il rinnovo del contratto a condizioni favorevoli. Che Helg gli ha garantito.

Domanda: come fa il vice presidente di una società, in cui a decidere è l'intero consiglio d'amministrazione, ad assicurare che non ci sarebbe stato nessun problema? Perché era così sicuro di potere accontentare il pasticcere?

Ad alimentare i dubbi, oltre ad un po' di scontata logica, l'audio dell'intercettazione della conversazione tra i due dove non mancano espliciti riferimenti a terze persone.

Ad un certo punto, ad esempio,  il pasticcere dice: "Tu ci dici che io il due di Aprile, ogni fine mese, ci dugnu 10mila euro al mese. Te li do a te qua". 

Ovvero: "Tu digli (o dì loro) che il 2 Aprile, o ogni fine mese, gli do 10mila euro al mese. Te li do a te qua".  A chi si riferiva Palazzolo? Con chi doveva parlare Helg?

E a chi si riferiva lo stesso Helg quando, sempre in quella conversazione registrata, dice: "Ho detto che ne rispondo io, mi fai un assegno e 'm'u tegnu sarbatu' (lo tengo conservato ndr) e poi a marzo aprile in modo che ti organizzi con comodità, questo è il quadro…". 

Ho detto a chi?

Insomma, ce n'è abbastanza per inoculare il terribile dubbio che Helg possa essere solo un pezzo di un mosaico, tanto che in  ambienti giudiziari circola già l'ipotesi che l'inchiesta della Procura di Palermo possa allargarsi.

Non a caso i magistrati stanno già facendo lo screening degli appalti e delle delibere del cda (che proprio oggi doveva dare l'ok a Palazzolo) anche se al momento, l'unico indagato risulta essere lui. 

Secondo quanto riporta l'Ansa, inoltre, Helg, interrogato dai magistrati, non si sarebbe limitato a confessare ma avrebbe fatto rivelazioni sull'esistenza di un sistema corruttivo piu' ampio.

La Procura, dunque, sta cercando di capire se dietro la richiesta ci sia una sorta di organizzazione che si spartiva le tangenti. 

Intanto, dal cda della Gesap arrivano le prese di distanze: "Stiamo parlando di un comportamento individuale gravissimo che ha esposto la societa' mediaticamente in modo molto forte. In atto – ha detto il presidente della Gesap, Fabio Giambrone- si tratta di un caso isolato, lo ha detto anche la magistratura.

Abbiamo deliberato di costituirci parte civile e revocato le funzioni di vicepresidente ad Helg. Ho convocato l'assemblea dei soci per chiedere la sostituzione del componente della Camera di commercio". 

Poi una replica stizzita al vice Presidente della Commissione regionale Antimafia, Fabrizio Ferrandelli, che ha parlato di una società "le cui ombre stanno assumendo contorni inquietanti". 

"Invitiamo Ferrandelli ad andare in Procura e a denunciare eventuali reati. In questi anni ha solo detto che ci sono problemi. Se ha prova di qualcosa venga da me, mi venga a trovare e lo accompagno anche io in Procura invece di 'strombazzare' sui social network" ha tuonato Giambrone.

La controreplica di Ferrandelli non si è fatta attendere: 

"Comprendo il nervosismo del presidente del Cda di Gesap, ma in Procura doveva accompagnarmi un anno fa, il 21 marzo 2014, quando per due ore sono stato ascoltato dai pm Leonardo Agueci e Gaetano Paci nell'ambito dell'inchiesta sulla Gesap.

Si e' invece limitato a querelarmi per difendere il buon nome di una societa' che oggi risulta gravemente compromesso e non per colpa di chi come me, nell'esercizio delle proprie funzioni politiche, ha esercitato ed esercita il potere di controllo e di vigilanza". 

"Dal presidente del Cda di Gesap – aggiunge – mi sarei aspettato parole chiare sulla vicenda e soprattutto rispetto e collaborazione con le istituzioni regionali. Evidentemente, oltre ad essere smemorato è anche troppo occupato e alle ultime due mie richieste di audizioni in Commissione, dello scorso mese, sia lui che Helg non si sono presentati". 

 

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