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Nuova strage di migranti nel Canale di Sicilia

 Sono 10, per ora, i corpi recuperati. I superstiti sbarcheranno ad Augusta. Le insufficienze dell’Unione europea. Italia, invece, sempre in prima fila nel salvataggio di vite umane

Ennesima tragedia nel Mediterraneo. Uno dei tanti barconi che solcano le acque di questo mare si è rovesciato. Non sono mancati i soccorsi, che ormai in tutto il Canale di Sicilia sono all’ordine del giorno. Ma questo non ha impedito la morte di un imprecisato numero di migranti (per ora sono stati trovati 10 corpi). Gli altri sono stati soccorsi da una nave mercantile che si sta dirigendo verso Augusta.

Stando alle notizie diffuse in queste ore, sarebbero 121 le persone tratte in salvo dal rimorchiatore 'Occ Cougar', in servizio presso le piattaforme petrolifere della Libia, e dalla nave ‘Dattilo’ della Guardia costiera. Prosegue, intanto la ricerca di altri superstiti. La nave Dattilo, oltre alle persone salvate oggi, ha a bordo 318 migranti soccorsi in una precedente operazione.

Sulla nuova tragedia del Canale di Sicilia la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un'inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi. Insomma, nonostante l’avvio dell’operazione Triton, da parte dell’Unione europea, è sempre l’Italia in prima fila nel salvataggio di vite umane. Bruxelles e Strasburgo lanciano segnali verbali. Ma di fatti, almeno fino ad ora, se ne vedono pochi.

Sono 941 i migranti salvati ieri nel Mare nostrum dalla Guardia Costiera. In meno di 24 ore, conti alla mano, si possono contare ben sette operazioni di salvataggio operate dalle imbarcazioni italiane nel tratto di mare a circa 50 miglia a nord della Libia. Sono intervenute anche tre navi mercantili. Una di queste ha salvato 183 persone. E’ giunta sul posto anche la nave ‘Fiorillo’ della Guardia Costiera, che ha tratto in salvo altri 319 persone. A salvare le vite umane è intervenuta anche un’unità della Marina Militare, che è inserita nella già citata operazione Triton. I migranti soccorsi nelle ultime ore provengono dalla Siria, dalla Palestina, dalla Tunisia, dalla Libia subsahariana.

Tra le persone tratte in salvo si contano oltre 30 minori e più di 50 donne. Una di queste è incinta ed è stata soccorsa con una motovedetta classe 300 della Guardia Costiera di Lampedusa.

La situazione rimane grave e confusa. Perché oltre ai migranti che si catapultano a centinaia – sostenuti da chi gestisce il grande bussines del trasporto di uomini, donne e bambini sui gommini o su imbarcazioni di fortuna – c’è anche la questione del battaglione San Marco che staziona dalle parti della Libia. ma di questo riferiremo in un articolo più tardi.  

 

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