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La Sicilia tra maltempo e abbandono: franano le strade provinciali

Le piogge di questi giorni fanno il paio con la mancanza di manutenzione stradale. Paolo Amenta: “Paghiamo 200 milioni di euro all’anno per il personale delle nove Province dell’Isola commissariate, ma gli impediamo di effettuare le manutenzioni stradali. Una follia”

Tra le tante emergenze della Sicilia ce n’è una, in particolare, che rischia di passare sotto silenzio: è l’emergenza delle strade provinciali che ormai da tempo vengono colpite da frane e smottamento. Il tema riguarda tutta l’Isola, anche se nelle aree interne, tradizionalmente spopolate e trasandate, c’è il rischio di isolamento per intere zone.

Notizie del genere si verificano, di solito, dopo le guerre. Mentre, in questo caso, sono due i fattori che stanno mettendo a rischio molte piccole e medie vie di collegamento stradale: il maltempo e quindi le piogge di un inverno che non sembra voler avere termine (il tempo sembrava essersi rimesso, invece da qualche giorno l’Isola è tempestata da freddo, vento e piogge) e la mancanza di manutenzione.

Quello che sta succedendo in Sicilia sarà chiaro solo in primavera. Questo perché, in inverno, molte delle strade interne di collegamento – che attraversano, per lo più, colline e montagne (nell’Isola i paesaggi montuosi e collinari prevalgono nettamente sulle pianure) – non sono frequentate. Anche se quest’anno, a dir la verità, i problemi di viabilità riguardano anche strade provinciali frequentate in inverno.

Sui dissesti delle strade provinciali del Palermitano sono intervenuti due parlamentari nazionali del Pd, Franco Ribaudo e Magda Culotta. Alla Camera dei deputati Franco Ribaudo ha detto: “Intervengo per portare l’attenzione di quest’Aula su quello che sta avvenendo in Sicilia: da dieci giorni piove ininterrottamente e l’Isola vive un momento di difficoltà. L’entroterra siciliano, che è collegato dalle strade provinciali, trova grande difficoltà nella percorribilità e ci sono addirittura alcuni comuni isolati. Anche le strade dell’Anas hanno ceduto e questo la dice lunga sugli investimenti che negli ultimi anni non sono stati fatti, sugli interventi, anche di manutenzione ordinaria e straordinaria, che la Provincia avrebbe dovuto fare. Ma noi sappiamo bene che le Province le stiamo cancellando e proprio per questo motivo i trasferimenti dal 2010 non arrivano più a questi enti; dunque, gli enti non hanno fatto interventi e adesso ci troviamo con comunità intere isolate”. Su questa vicenda il parlamentare Ribaudo ha presentato un’interpellanza al governo Renzi.

Gli fa eco la collega parlamentare Magda Culotta che, tra le altre cose, è anche Sindaco di Pollina, piccolo centro delle Madonie: “Sono pienamente consapevole della situazione in cui versano le strade provinciali tra dissesti, località isolate a causa di frane e smottamenti e lavori per il rifacimento del manto stradale spesso inadeguati. Per questo motivo ho condiviso l'interpellanza promossa dal collega Franco Ribaudo per chiedere ai Ministeri di competenza di verificare lo stato delle strade provinciali su tutto il territorio nazionale e quali sono le iniziative che si intendono avviare per arginare l'emergenza. Le piogge abbondanti, unite alle scarsa manutenzione e cura del manto stradale – spiega Magda Culotta – hanno causato notevoli disagi, isolando addirittura alcune località siciliane, come Piano Battaglia e le alte Madonie".

Dopo le piogge incessanti degli ultimi giorni la strada provinciale 54, nel tratto che collega Isnello, Collesano e le località delle alte Madonie, a causa di un grosso movimento franoso è stata chiusa con il conseguente isolamento di intere comunità e della stazione sciistica di Piano Battaglia, con conseguenti, gravi danni per l'economia del territorio. La stessa strada è stata interessata da uno smottamento, all’altezza del km 22 (tra Pomieri e Piano Battaglia), dal lato di Petralia Sottana. "Abbiamo bisogno di risposte – conclude Magda Culotta – perché non è possibile che il normale alternarsi delle stagioni o le piogge invernali diventino emergenza, soprattutto in un'Isola già fortemente penalizzata dal punto di vista dei trasporti”.

Franco Ribaudo e Magda Culotta non sono due parlamentari dell’opposizione di centrodestra che strumentalizzano i problemi contro i governi nazionale e siciliano di centrosinistra (la Sicilia, come i lettori americano sanno, è una delle cinque Regioni autonome d’Italia e viene amministrata da un governo autonomo). Al contrario, come già ricordato, sono due parlamentari nazionali del Pd – e quindi di centrosinistra – che lanciano l’allarme sull’abbandono delle strade provinciali della Sicilia.

I problemi della viabilità interna non riguardano solo Palermo e la sua provincia, ma tutta l’Isola. E, come già accennato, in primavera, quando il maltempo lascerà il posto al sole, ci si accorgerà che tante altre strade provinciali saranno impraticabili. Il perché molte strade provinciali della Sicilia stanno franando lo hanno già accennato i due parlamentari nazionali siciliani del Pd: la carente manutenzione. Delle strade provinciali si occupavano le Province. Ma le nove amministrazioni provinciali della Sicilia sono commissariate già da un paio di anni: commissariate dalla Regione siciliana e lasciate senza soldi.

“L’abbandono delle amministrazioni provinciali siciliane è una follia”, ci dice Paolo Amenta, vice presidente dell’Anci Sicilia. L’Anci è l’Associazione nazionale dei comuni italiani. “La Regione siciliana – aggiunge Amenta, che all’Anci si occupa di questioni finanziarie – ha commissariato le nove Province dell’Isola e le ha lasciate senza risorse finanziarie. Il problema è che le Province si occupavano proprio della manutenzione delle strade provinciali della nostra Isola, strade che, da due anni, sono totalmente abbandonate. Da qui frane, smottamento e dissesti idrogeologici. Così, oggi, molte strade provinciali dell’Isola non sono più percorribili. In tutto questo c’è anche un paradosso: la Regione siciliana, da due anni, paga il personale delle Province commissariate per non fargli fare niente. E queste è un’altra follia tutta siciliana: si pagano 200 milioni di euro all’anno in media per i circa 6 mila dipendenti delle Province e per ‘spese di funzionamento’ di enti che non funzionano per poi ritrovarci con le strada provinciali abbandonate”.

A decretare la chiusura delle Province italiane è stato il governo nazionale di Matteo Renzi. La Sicilia si è adeguata. Il tutto per risparmiare. Il governo di Roma ha tagliato le risorse alla Regione siciliana (circa 5 miliardi di euro negli ultimi due anni). E ha tagliato i fondi anche ai Comuni e alle Province. La Regione siciliana – lasciata senza soldi – ha tagliato i fondi alle Province (queste ultime vivevano di finanza derivata: cioè con i trasferimenti dello Stato e della Regione). Così le nove Province siciliane si sono ritrovate, negli ultimi due anni, commissariate e senza soldi per effettuare le manutenzioni stradali. E le strade provinciali della Sicilia, peraltro flagellate da vento i piogge, franano nel silenzio e nell’indifferenza generali.     

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