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Cristiani gettati in mare? Il Procuratore Lo Voi: “Se è così nuova luce su pericolosità degli arrivi”

La polizia ha fermato 15 migranti: avrebbero gettato in mare dei compagni di viaggio dopo una rissa, pare, per motivi religiosi. Il Procuratore di Palermo, Lo Voi, non nasconde preoccupazione

Mentre non si arresta l'ondata di sbarchi che va avanti ininterrottamente dallo scorso week end (più di diecimila arrivi in questi giorni), una notizia desta particolare preoccupazione. Parliamo di 15 immigrati  fermati,, dalla Polizia di Palermo perché sospettati d'avere gettato in mare 12 compagni di viaggio al culmine di una rissa, mentre attraversavano il Canale di Sicilia..

Un fatto drammatico in sé, ma sono  le presunte  motivazioni di questa rissa che stanno causando un vero e proprio allarme: si sarebbe trattato di uno scontro religioso tra musulmani e cristiani. A morire tra le onde del mare sarebbero stati migranti di religione cristiana che, nella lite, avrebbero avuto la peggio. 

I 15  fermati sono di nazionalità ivoriana, malese e senegales. A puntare il dito contro di loro e a parlare di scontro religioso, sono stati altri migranti nigeriani e ghanesi sbarcati al porto del capoluogo siciliano. 

"I naufraghi – raccontano gli inquirenti – parecchi dei quali in lacrime, hanno raccontato di essere superstiti, ma non di un annegamento provocato dalle avverse condizioni meteo o dall'inefficienza del natante, ma generato dall'odio umano". 

Proprio in queste ore sono in corso gli interrogatori dei fermati che sono stati portati al carcere Pagliarelli di Palermo.  Gli inquirenti, dunque, cercheranno di capire se davvero ci sia stato uno scontro di natura religiosa o altro. 

La notizia non fa che gettare legna sul fuoco delle polemiche che in Italia sono già roventi sul tema dell'accoglienza.

C'è chi, come Ignazio La Russa, deputato di Forza Italia- Alleanza Nazionale ed ex Ministro della Difesa, accusa il Governo Renzi di agevolare l'ingresso in Italia di "terroristi fonamentalisti".  E non è il solo.

Francesco Lo Voi

Francesco Lo Voi

Certamente, l'opinione pubblica sembra particolarmente colpita da questa vicenda, mentre gli inquirenti al momento non danno nulla per certo anche se non escludono l'ipotesi e non nascondono preoccupazione: 

"Se davvero dovesse essere una lite scoppiata per motivi religiosi la causa della tragedia avvenuta nel canale di Sicilia sarebbe ancora più brutto nella tragicità dei fatti, perché getterebbe una luce particolare sulla pericolosità di certi arrivi". Così il Procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, noto per la sua riservatezza e la sua moderazione,  ha commentato la notizia con l'agenzia di stampa AdnKronos. 

Intanto, come accennato, continuano gli sbarchi. Sono attese, sempre in Sicilia, due navi della Guardia Costiera  con a bordo  893 migranti salvati nelle ultime ore nelle acque del Mediterraneo in diverse operazioni coordinate dal Centro Nazionale di Soccorso della Guardia Costiera a Roma. Ci sarebbe stato anche un nuovo naufragio: secondo il racconto di migranti sbarcati Trapani, le vittime sarebbero almeno 40. 

Va da sé che non sapremo mai i numeri  esatti dei morti di questi viaggi della speranza affrontati su mezzi precari. 

La cosa erta è che i centri d'accoglienza sono allo stremo. Mentre ancora non tutte le regioni hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti. Lombardia e Valle d'Aosta, ad esempio, si sono tirate fuori. La prima con la scusa dell'organizzazione dell'Expo. La secondo fa sapere di non potere assicurare "una accoglienza civile". E anche il Veneto, per bocca del suo governatore, Luca Zaia, fa sapere che considererà "un atto ostile da parte del Governo, l'invio di nuovi immigrati" sul suo territorio.  

Tutto questo mentre il Governo ha richiamato ogni regione a fare la propria parte anche per evitare problemi di ordine pubblico. 

Il richiamo alla responsabilità non tocca, però, gli altri Paesi europei che stanno a guardare, mentre  la Commissione europea scopre l'acqua calda: "La situazione nel Mediterraneo con l'enorme afflusso di migranti é grave ed è destinata a peggiorare nel prossimo futuro con l'arrivo della bella stagione- ha detto una portavoce. 

Fatto notissimo da tempo. Come sappiamo, infatti, l'Agenzia europea Frontex, ha parlato di almeno cinquecentomila persone pronte a tentare la traversata del Mediterraneo dalla Libia. 

Soluzioni? Non se ne vedono. 

 "La Commissione Ue agirà, ma non può fare da sola perché non ha né i fondi né il sostegno politico necessario", ha aggiunto la portavoce, sottolineando che la situazione andrebbe risolta alla fonte "in Libia, Siria e Iraq". 

Insomma la sensazione è che, ancora una volta, l'Italia sarà lasciata sola. O meglio, ad essere lasciata da sola, sarebbe, soprattutto, la Sicilia. Non a caso, a replicare duramente all'Ue è il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: 

"Di fronte a quest'ennesima strage degli innocenti l'Europa non puo' continuare a far finta di nulla, comportandosi come Ponzio Pilato. Sono gravi le affermazioni del portavoce della commissione Ue in materia di immigrazione che, praticamente, afferma che laSicilia deve sbrigarsela da sola. Non c'e' piu' tempo da perdere: noi continueremo a fare la nostra parte, i siciliani hanno dimostrato di essere persone generose ed accoglienti, ma alcune strutture sono al collasso".

"Chiediamo al Governo nazionale di mettere a disposizione delle navi ed aerei militari affinche' i migranti siano trasportati nei centri d'accoglienza italiani che ancora hanno disponibilita' – sottolinea Orlando  che si chiede quanto ancora debba durare "questa irresponsabile indifferenza internazionale". 

 

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