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La Sicilia all’Expo di Milano, Movimento 5 Stelle all’attacco: “Otto milioni buttati”

Una delegazione di deputati del Parlamento siciliano del Movimento 5 Stelle si è recata in visita nell'area che l’Expo di Milano ha riservato alla Sicilia: “Uno spazio ridicolo e deserto dove hanno stipato i meravigliosi acroliti di Morgantina, Demetra e Kore”

Una delegazione di deputati del Parlamento siciliano del Movimento 5 Stelle si è recata a Milano per visitare gli spazi che l’Expo sta dedicando alla Sicilia. Il giudizio è impietoso:  “Area ridicola e deserta, che non giustifica minimamente  le cifre che verrà a costare. Vogliamo conto e ragione di ogni centesimo speso”. Quindi l’attacco sferrato al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Linda Vancheri: “Debbono venire in Parlamento con le carte e con il cronoprogramma delle spese e dei risultati che vogliono ottenere”. 

Insomma, dopo la figuraccia del cluster Biomediterraneo, anche gli altri spazi assegnati alla Sicilia dagli organizzatori dell’Expo di Milano lasciano molto a desiderare. L’Isola è presente all’appuntamento milanese con l’ormai ‘celebre’ cluster Biomediterraneo (insieme con altri Paesi) gestito dall’assessorato all’Agricoltura e con una seconda area gestita dall’assessorato alle Attività produttive. I deputati grillini, in questo caso, fanno riferimento a questa seconda area: “Uno spazio ridicolo – sottolinea il parlamentare regionale, Giancarlo Cancelleri – un buco di una ventina di metri quadrati, pressoché deserto, costato un pozzo di soldi pubblici, nel quale sono stipati i meravigliosi acroliti di Morgantina, Demetra e Kore”.

A conti fatti – è il caso di dirlo – il bilancio dell’ispezione fatta da una delegazione di parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle nello spazio riservato alla Sicilia all’Expo di Milano “è addirittura peggiore di quanto preventivato. Dopo il disastroso avvio del cluster Biomediterraneo, anche lo spazio Sprint mostra tutte le sue falle e inadeguatezze”.

“Definirlo ridicolo – commenta ancora Giancarlo Cancelleri – è forse un eufemismo, specie se si parametra tutto alla cifra che l’operazione verrà a costare, la bellezza di otto milioni di euro. Somma che, a nostro avviso, è stata praticamente buttata nel cesso. Chi si aspettava mirabilie ed effetti speciali si metta il cuore in pace, si troverà di fronte ad un buco, dove sono stipate le meravigliose statue di Demetra e Kore, mortificate dall'ubicazione, uno schermo che riproduce velocementre le immagini della nostra terra e poco altro, in uno spazio tra l’altro all’aperto e ignorato da tutti”.

“Il confronto con le altre regioni – prosegue il deputato grillino – vicine è impietoso. L’impressione che se ne ricava è tutt’altro che positiva per la Sicilia. In questo contesto difficilmente le imprese che si avvicenderanno in questo spazio potranno fare grandi cose, non certo quelle che avevamo pensato noi, e che, sicuramente avranno immaginato loro, sulla scorta della roboante e martellante campagna pubblicitaria che ha anticipato la manifestazione”.

Sulla partecipazione della Sicilia ad un Expo molto celebrato con la pubblicità (cartelloni ovunque, speciali sui ggrandi giornali, spot e via continuando) pesano già le polemiche sul già citato cluster Biomediterraneo, “che ha già consentito a Crocetta di mettere in carniere una figuraccia in mondovisione”, sottolineano ancora i grillini. Uno dei pochi politici siciliani che ha alzato la testa è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, che ha minacciato di non pagare il costo di allestimento del cluster Biomediterraeo, almeno per la parte che riguarda la Sicilia. Caleva ha minacciato anche di abbandonare la manifestazione. Ma poi la sua protesta è rientrata, forse perché gli interessi economici, in questa storia dell’Expo, sono tanti (e tra questi interessi ci sono pure i milioni di euro che una Regione ‘ricca’ come la Sicilia sta donando a una Regione ‘povera’ come la Lombardia: sono i paradossi di un’Italia capovolta dove la questione meridionale funziona ormai al contrario).   

“Stanno cercando di mettere le toppe e recuperare qualcosa – conclude Cancelleri -. Abbiamo visto tanta buona volontà, qualche prodotto tipico siciliano e degustazioni di vini. Ma, onestamente, l’impressione che se ne ricava non va al di là una sorta di mercatino”.

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