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Palermo: Orlando non è Vespasiano. Nella città ‘europea’ mancano i cessi per i turisti

L'OPINIONE/ Sembra incredibile, ma a Palermo i turisti non sanno dove fare ‘atto piccolo’ e ‘atto grande’. Così prendono d’assalto bar e persino i cessi della Biblioteca regionale. E’ per l’accoppiata libri-cesso che Palermo sarebbe dovuta diventare la ‘Capitale’ della cultura europea? 

Secondo le premesse della sindacatura di Leoluca Orlando, la città di Palermo avrebbe dovuto avere una proiezione europea e internazionale. Va riconosciuto che il Nostro ha pure tentato di perseguirla con la visita delle autorità ghanes. Per non parlare della visita dell'ambasciatore israeliano in Italia: visita, quest’ultima, peraltro assai contestata e, forse, inopportuna.

C'ha pure provato con la candidatura della città di Palermo a Capitale della cultura europea, ma gli è andata male perché, purtroppo, il capoluogo dell’Isola è una città priva di identità, fatta salva la secolare lotta tra mafia e antimafia. E meno male che queste iniziative non sono andate in porto, per la ragione che l'incremento dei flussi turistici che ne sarebbero derivati si sarebbero scontrati con l'assoluta assenza di idonei servizi pubblici dove i turisti avrebbero dovuto fare i propri bisogni corporali.

Insomma, già adesso, per i visitatori che arrivano a Palermo, fare i due ‘atti’ (atto ‘piccolo’ o “pli pli”, come dicono in tv, e atto ‘grande’, insomma defecare) è un problema serio. Già adesso i turisti – che pure in città non mancano di venire, anche se non numerosissimi – incontrano qualche difficoltà a trovare luoghi attrezzati e custoditi dove potere, all'occorrenza, semplicemente rinfrescarsi dopo le faticose camminate per visitare i luoghi dove insistono le testimonianze storiche e culturali della millenaria storia della città e del suo entroterra.

Una nostra attenta ed assidua lettrice, Elisa Cannella, che ringraziamo, ci ha segnalato tale carenza strutturale della città e ci ha pure indicato come questa deficienza, attualmente, venga affrontata in qualche modo. Per fare solo un esempio: nel centro storico – che è il luogo più visitato dai turisti – per la bisogna vengono utilizzati i gabinetti degli impiegati della Biblioteca regionale, nel corso Vittorio Emanuele. Quanto meno si riesce a salvare la faccia nei riguardi dei visitatori esteri e magari anche verso quelli nazionali.

“Palermo – scrive la nostra lettrice – è sicuramente una città a vocazione turistica. Il suo centro storico già dal mese di marzo si riempie di comitive di visitatori, in gran parte stranieri, che vengono a conoscerne i tesori architettonici, la gastronomia, il paesaggio. E’ un peccato che una città, il cui sindaco peraltro afferma di volere proiettare in una dimensione europea, non sia dotata di una cosa molto semplice e primaria per una civiltà: i servizi igienici. Tutte le città europee, e non solo quelle più grandi, offrono ai turisti, in qualsiasi zona si trovino, e specie nei centri storici, servizi igienici gestiti dai Comuni, custoditi e in perfetta efficienza".

"I turisti che vengono a Palermo invece? Dipende – prosegue la nostra lettrice -. Se visitano la Cattedrale, c’è il bar ‘Marocco’. Se percorrono corso Vittorio Emanuele, entrano nella Biblioteca regionale e usano i servizi dei dipendenti. D’altronde, in qualche modo devono pur arrangiarsi! E allora signor sindaco, Lei che ha usato nella Sua campagna elettorale lo slogan 'Orlando il sindaco lo sa fare', dimostri di essere un sindaco a vocazione europea che amministra una città a vocazione europea. Doti Palermo dei servizi igienici per i turisti. Almeno nel centro della città e nel centro storico. Se non si comincia dalle basi dell’organizzazione civile, è inutile pensare a grandi progetti. Davvero inutile”.

Caro sindaco, senza le più elementari infrastrutture di servizio, hai voglia di proiettare Palermo in campo europeo o internazionale! Ma lo capisce, signor sindaco: la Biblioteca regionale utilizzata per i cessi: è forse per questo che Palermo sarebbe dovuta diventare la Capitale della cultura europea?

Vada pure che il progetto che avrebbe dovuto caratterizzare la sindacatura che volge al termine sia fallito prima di averlo almeno abbozzato (ci riferiamo al recupero del parco della Favorita: campa cavallo!); vada pure che quando piove – e ormai piove sempre più spesso – la città si allaghi, a causa del mancato intervento preventivo del personale Gesip che dovrebbe ripulire le caditoie fognarie nelle zone a monte della città dove si formano fiumane che poi, inevitabilmente, si scaricano nel centro storico: personale Gesip che viene regolarmente pagato per non lavorare, ma serve solo ad assicurare un bacino elettorale a chi lo mantiene in questa favorevole condizione d'inattività retribuita; vada pure che i cittadini palermitani pagano le tasse comunali a condizioni tariffarie tra le più alte d'Italia, tasse che servono solo, a quanto pare, a mantenere il Comune e a pagare stipendi a fronte di servizi comunali quasi inesistenti.

Come si suol dire, “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Ma perderci la faccia di fronte ai visitatori che vengono da ogni parte del mondo, egregio sindaco Orlando, è cosa grave ed ingiustificabile. Coraggio, sindaco; coraggio, assessori comunali; coraggio consiglieri comunali. Fate una riflessione su Vespasiano, il grande imperatore romano che diventò tale anche perché fece due più due. Anche allora gli uomini e le donne mangiavano, bevevano e facevano ‘atti grandi’ e ‘atti piccoli’. Lo sappiamo: viene dura dire ai dipendenti assunti senza concorso che ormai si sentono ‘dirigenti’ comunali: “Ragazzi, adesso dovete cominciare a lavorare. Adesso vi dovete occupare dei cessi, che vanno realizzati e, soprattutto, tenuti puliti”.

Sindaco, in tutte le città turistiche del mondo ci sono cessi pubblici tenuti puliti. Ora il sindaco, gli assessori comunali e i consiglieri comunali di Palermo non ci crederanno: ma in tutte le città turistiche del mondo arrivano uomini, donne e bambini che mangiano, bevono e fanno ‘atti grandi’ e ‘atti piccoli’. Non ci cretete? Ve lo giuriamo: è così…

Cari amministratori comunali: con tutti i dipendenti che si ritrova il Comune di Palermo – quasi 20 mila tra uffici comunali e società collegate – organizzare un bel servizio con vespasiani non dovrebbe essere difficile. Ma come: state realizzando quattro linee di Tram e, alla fine, non c'è dove fare pisciare e ca.. i turisti? Via, si tratta solo di far lavorare i dipendenti della Rap, della Gesip e, magari, anche quelli della Reset. E’ chiedere molto?      

 

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