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A scuola, in Sicilia, si ‘risparmia’ anche sui bambini ipovedenti

Il ‘caso’ di un bambino di Menfi, provincia di Agrigento, che ha perso l’uso di un occhio. Al quale la scuola non fornisce né il materiale didattico per un alunno ipovedente, né un insegnante di sostegno in grado di aiutarlo. Risultato: rischia di affaticare troppo il secondo occhio, con conseguenze anche gravi. E le ‘istituzioni? Non gliene può fregare di meno… 

“Mio figlio ha gravi problemi alla vista e nessuno mi ascolta”. Ha le lacrime agli occhi Eugenia Giocolo, mamma di Giuseppe, un bambino vivacissimo di nove anni, che frequenta la quarta elementare dell’istituto comprensivo ‘Santi Bivona’ di Menfi, paese della provincia di Agrigento. Nel 2013, a soli sette anni, a causa di un incidente domestico, Giuseppe perde totalmente la vista in un occhio. Non gli rimane che l’altro occhio, ma in questi due anni è andato a peggiorare, tanto che rischia di avere problemi anche al secondo occhio.

Eugenia ha più volte chiesto alla dirigente scolastica dell’istituto Comprensivo ‘Santi Bivona’, Teresa Guazzelli, del materiale adatto per ipovedenti e un insegnante specializzato per questo tipo di patologie. L’anno scorso, secondo quanto riferisce la madre, il piccolo è stato seguito da una semplice insegnante di sostegno, solo per undici ore settimanali. Ma Eugenia ha più volte contestato che l’insegnante di sostegno non è specializzata per il tipo di problema che ha il suo bambino. Infatti, la disabilità sensoriale è stata formalmente riconosciuta dal servizio sanitario nazionale.

“Nel 2014 – racconta Eugenia – ho inviato all’istituto comprensivo ‘Santi Bivona’, la documentazione relativa alla disabilità di mio figlio, chiedendo più volte, anche per iscritto, l’assegnazione di specifico materiale didattico, ma l’istituto non ha mai provveduto ad eseguire quanto da me richiesto. Ha avuto soltanto un’insegnante di sostegno non specializzata per l’handicap visivo sensoriale”.

La vista del solo occhio ancora un po’ funzionante è andata a peggiorare in questi due anni e lo attestano anche i medici, come racconta la madre: “A causa della mancanza di un insegnante di sostegno adeguato e a causa della mancanza di materiale didattico adeguato – continua a raccontare Eugenia – mio figlio, per tutto l’anno scolastico 2014/2015, ha perso tre decimi nell’unico occhio funzionante, precisamente il destro”. Non è finita qui. Secondo quanto racconta, in relazione ai sussidi richiesti per il piccolo studente, il 9 Maggio scorso ha ricevuto una comunicazione, da parte dello stesso istituto, che la sollecita ad inviare tutta la modulistica in suo possesso. Dopo aver per tempo consegnato tutti i documenti, Eugenia non riesce a spiegarsi come mai, ad oggi, la scuola non ha il materiale per ipovedenti richiesto.

Quest’anno all’apertura dei cancelli della scuola, il 14 Settembre, si accorge, tramite l’insegnante della classe del figlio, che non è stata assegnato ancora un insegnante di sostegno adatto per le esigenze del suo bambino. “Sono subito andata dalla dirigente Guazzelli per chiedere spiegazioni, ma la signora non mi ha considerata – continua a raccontare -. Così, dopo ore di attesa, ho chiamato il 112. Ma la dirigente non ha voluto comunque ricevermi”. La dirigente scolastica Teresa Guazzelli, contattata più volte telefonicamente, ha detto chiaramente di non voler rilasciare dichiarazioni, perché secondo quanto ha riferito, si tratta di documenti riservati e non intende parlare con la stampa.

Eugenia, intanto manda giornalmente il figlio a scuola e se l’istituto o chi di competenza non provvederà ad inviare materiale adatto e insegnante specializzato per ipovedenti, il bambino perderà anche totalmente la vista nell’unico occhio che ancora è un po’ funzionante. Al piccolo intanto chi ci pensa? Chi dovrebbe occuparsi del caso?

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