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Esplode la bomba dei Forestali. E Crocetta vola in Tunisia

Mentre in tutta la Sicilia monta la protesta dei 24mila operai della Forestale licenziati, il Presidente della Regione siciliana vola in Tunisia. Forse per non spiegare che se la Regione è  senza soldi lo si deve alle politiche economiche del suo partito, il PD. Sostenuto dal silenzio dei parlamentari regionali

Cronaca di una emegenza annunciata: da oggi 24mila operai siciliani della Forestale scendono in piazza per protestare contro quello che, a prescindere dai trucchi semantici (la chiamano 'sospensione) dalle dichiarazioni di circostanza, si tradurrà in un vero e proprio licenziamento.

La prima bomba innescata dalle politiche economiche del PD è esplosa. La prossima, con ogni probabilità, deflagrerà nei Comuni, già sull'orlo del fallimento e in attesa di risorse che non arrivano. E con loro finiranno nel precipizio anche i circa 80mila precari sparsi nell'amministrazione pubblica.

Insomma, in Sicilia la situazione è degenerata. Blocchi stradali in tutte le province dell'Isola e presidi davanti alle sedi istituzionali ricordano le immagini viste in Grecia qualche mese fa. Ma, se ad Atene i responsabili dello sfacelo venivano individuati a Francoforte e Bruxelles, a Palermo si punta il dito verso la Presidenza della Regione siciliana e verso Roma.

Questa nuova emergenza, infatti,  ha genitori certi: il governo Renzi e il governo Crocetta. In una parola, il PD.  Ma, attenzione, ed è questa la cosa più grave, con l'avallo del Parlamento siciliano, che ha assistito quasi inerme alla devastazione dei conti pubblici siciliani.

Devastazione dai contorni chiari.

Cominciamo col ricordare che, come ha ammesso lo stesso proconsole di Renzi in Sicilia, alias l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei, lo Stato , per il “risanamento” dei propri conti, strappa alla Regione siciliana più di quanto toglie ad altre Regioni del nostro Paese: circa un miliardo e 400 milioni di Euro all’anno. In termini assoluti, è la Regione che sborsa più di tutte per mantenere piene le casse statali (potete leggere qui le sue dichiarazioni in merito).

Incredibile, ma vero.

A questo scippo, e lo ribadiamo senza timore di smentita, dobbiamo aggiungere i soldi che lo Stato si trattiene dalle entrate IVA e IRPEF che spettano alla nostra Regione. Non dimentichiamo, inoltre, i soldi – oltre 5 miliardi di Euro – ai quali nell’estate del 2014 Crocetta ha rinunciato per fare un favore a Renzi. Erano soldi che secondo la Corte Costituzionale spettavano alla Sicilia.  Soldi – lo ribadiamo – ai quali Crocetta ha rinunciato a nome di 5 milioni di siciliani, senza nemmeno avvertire il Parlamento dell’Isola, per favorire il governo.
Scippi su scippi (che includono anche la mancata applicazione dell'articolo 37 dello Statuto e la compartecipazione alla spesa sanitaria più alta d'Italia) che hanno causato la voragine nel bilancio della Regione, al di là di quanto dica l'assesore Baccei.  (qui potete leggere la confutazione delle teorie di Baccei del prof Massimo Costa).

Questa è la trama del film che oggi porta al licenziamento dei 24mila operai della Forestali siciliani. E che porterà tante altre 'belle sorprese' nei prossimi mesi.

Una operazione, quella del licenziamento dei forestali, che la 'grande stampa' venderà all'opinione pubblica a modo suo. Cioé parlando male di loro. Senza mai ricordare che  in Sicilia sono pagati dalla Regione e non dallo Stato come succede nel resto d'Italia (qui vi raccontiamo nel dettaglio la loro storia). E senza mai ricordare che svolgono funzioni importantissime, a partire dal servizio anti incendio.

Senza di loro cosa potrebbe succedere? Certamente, non sembra prudente ridimensionare (o tagliare) un servizio del genere in una regione dove gli incendi, soprattutto nei mesi estivi, devastano mezza Sicilia. Portando quindi al disboscamento e poi alle frane delle strade. E, nella nostra regione, sotto questo punto di vista, è una tragedia.

In tutto questo, mentre in tutta la Sicilia monta la protesta, cosa fa il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta?  Ieri è andato a Roma ad elemosinare un aiuto, invece di rivendicare la restituzione degli scippi. E' tornato con la coda tra le gambe. Non ha ottenuto nulla, ma si è detto pure ottimista. Chissà per quale motivo.

E, oggi, udite udite, è in partenza per la Tunisia. "Missione istituzionale" recitano le note ufficiali, per promuovere la cooperazione internazionale. Dovrebbe.partecipere all'inaugurazione dell'Esposizione Internazionale dell'Agricoltura. Insomma, un impegno 'importantissimo'.

Una gita, insomma, che sa di fuga. Mentre la situazione si infiamma e già si registrano incidenti. Ad Enna, un operaio della Forestale che stava manifestando per strada è stato travolto da un auto. A Catania hanno già occupato i locali dell'Ente di sviluppo Agricolo. Proteste anche a Messina e, ovviamente a Palermo, con presidi davanti la sede della Presidenza della Regione siciliana e blocchi stradali ovunque. La Sicilia è in tilt.

In tutto questo, lo ricordiamo, i Forestali così come i Comuni, dovrebbero ringraziare anche l'Ars, il Parlamento siciliano. Dove i deputati hanno dimenticato di protestare contro tutti quegli scippi romani che hanno gettato la Sicilia nella disperazione.  In questi giorni, poi,  i partiti sono alle prese con l'ennesimo rimpasto della Giunta regionale. Sono impegnati a reclamare poltrone. Dei Siciliani che gli importa?

 

 

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