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New York

Scrittori di tutta New York, riunitevi! Ecco i 5 migliori café dove lavorare

La nostra Top 5, da Manhattan a Brooklyn, passando per Astoria: nella città dei sogni e del freelancing come ragione di vita, ce n'è per tutti i gusti

A New York convivono 1 milione e 300mila lavoratori freelance. E molti di questi lavorano come professionisti della parola e delle arti. Sono persone, molte, che devono trovare un nuovo ufficio ogni giorno, alla ricerca di due cose: un buon Wi-Fi e molta tranquillità. Ecco i nostri 5 cafè preferiti, dove abbiamo cercato di spaziare un po' per tutta New York. I nostri vincitori sono questi, e i vostri?

di Davide Mamone

EXPAT

Dalle valigie di cartone ai flussi in rete: nuovi immigrati italiani e transnazionalismo

Nell'era della globalizzazione, i brain drain a New York creano nuove comunità allargando l'interazione sociale oltre la piccola diaspora locale dei "vecchi"

Questi immigrati sono giovani con un capitale umano di rispetto; vivono in quartieri eterogenei, si incontrano spesso con amici in circoli culturali e politici senza una sede permanente. Cercano di conservare aspetti della cultura italiana, e al tempo stesso, sono aperti allo stile di vita americano. Hanno creato uno spazio sociale che va oltre il proprio quartiere, città e confini nazionali

di Giuseppe Fortuna

EXPAT

Consigli agli studenti di Stony Brook dall'ex ambasciatore in Italia John Phillips

L'inviato USA in Italia di Obama parla agli studenti della SUNY su come si diventa ambasciatori, della situazione in Italia e delle armi USA nella Penisola

John R. Phillips, Ambasciatore Americano a Roma dal 2013 al 2017, ha presentato una relazione al Centro degli Studi Italiani di Stony Brook. Tra i temi toccati, come si entra in carriera diplomatica e come si diventa ambasciatori, la sua italianità e le sue preoccupazioni per il futuro dell'Italia. Dal pubblico, non manca la domanda sulle armi americane sul suolo d'Italia

di Vito De Simone

New York

New York, "March for Our Lives" contro le armi: quando il troppo è troppo

150.000 persone hanno marciato il 24 marzo nell'Upper West Side per il controllo delle armi da fuoco, soprattutto nelle scuole

Un movimento così forse non si vedeva dalla guerra in Vietnam. Nelle principali città statunitensi ha sfilato circa un milione di persone dai più svariati background. A New York anche Paul McCartney, con bambini, ragazzi, adulti e anziani che si sono uniti per urlare tutti insieme, a squarciagola, “enough is enough”. Ad un certo punto, però, sbucano i contro-manifestanti sostenitori di Trump

di Michela Demelas

New York

Le storie di quegli ebrei d'Italia che si salvarono dall'inferno dei lager

Il libro "Salvarsi. Gli ebrei d'Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945 " di Liliana Picciotto presentato al Consolato Generale d'Italia di New York

Il volume edito da Einaudi di Liliana Picciotto presenta un punto di vista radicalmente nuovo della narrazione sull'Olocausto. Un'opera frutto di più di 10mila interviste, che mettono al centro le vittime e, soprattutto, quell'oltre 81% di ebrei italiani sfuggito alla furia nazista

di Ilaria Maroni

Scienza e Salute

Emergency USA: Elie e Lisa ci raccontano le due facce della stessa medaglia

Il Direttore Esecutivo e l'infermiera ci mostrano il volto di Emergency USA, uno attraverso il fundraising e l'altra attraverso l'esperienza sul campo

Emergency è una non-profit che lavora con l'obiettivo di offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime di guerra, mine antinuomo e povertà. Emergency USA fu fondata per supportare i suoi progetti con advocacy, raccolta fondi e reclutamento di staff medico. Abbiamo chiesto a Elie Rubinstein e a Lisa Rowland della loro esperienza con l'organizzazione...

di Michela Demelas

New York

Akayed Ullah, il profilo normale di un terrorista improvvisato

Ha 27 anni e da sette vive negli Usa. Un ragazzo ordinario, che però l'11 dicembre si è legato al torace una "pipe bomb" cercando di farsi esplodere

Ha confezionato un ordigno rudimentale sul posto di lavoro e ha tentato di azionarlo nel passaggio sotterraneo che collega la stazione dei bus di Port Authority a Times Square. La bomba, che non è esplosa ma ha preso fuoco, non ha ucciso nessuno. Nessun precedente penale, non era tenuto sotto controllo dalla polizia ed era negli Stati Uniti grazie a un "family based visa"

di Giovanna Pavesi

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