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La Grande mela è bacata

La piattaforma della metropolitana della centralissima stazione di Chambers street

La piattaforma della metropolitana della centralissima stazione di Chambers street

La subway è tutta un lavoro in corso, sotto i nostri piedi scorrono tubature obsolete e piene di perdite e anche in superficie i cantieri spuntano come funghi, ma mai una ristrutturazione, meglio buttare giù e ricostruire di sana pianta

 

“Because of constructions, 1, A, C, E, L, D, F… (scegliete quello che vi pare) train is not running between…”, ecco una delle frasi che più spesso si sentono alle stazioni della metropolitana, specie di notte e nei weekend.

La rete della subway di New York è una delle più capillari e datate del mondo, assaltata quotidianamente da milioni di persone che si muovono più o meno agilmente all’interno del matrix dei suoi treni. Ovvio che ogni tanto la rete abbia bisogno di un qualche ritocchino, ma che si tratti di manutenzione o di ampliamento, considerando l’immenso numero degli snodi e dei binari su cui corrono i treni, la metropolitana newyorchese finisce facilmente nella lista dei cantieri perenni della città.

Storia diversa per le sue carrozze, molte delle quali una volta dismesse si vanno a godere la pensione in fondo al mare. Tanto che nelle acque del New Jersey è sorto un parco acquatico per sub totalmente artificiale, dove la barriera corallina (se così si può chiamare) è stata creata immergendo relitti di navi, aerei e treni della metropolitana di New York. Quale modo migliore per un vagone di finire la sua gloriosa e romantica carriera?

Così facendo la MTA risparmia sulla rottamazione, e la fauna marina pare ripopolarsi, facendo dei relitti un’attrazione per gli amanti delle immersioni. Quindi, grazie alla legge del dollaro, che pare essere l’unica e sola religione universale, i treni finiscono per far da casa ai pesci, dopo esserla stata per gli homeless, e dopo aver trasportato esseri umani di ogni nazionalità, razza, cultura e religione, con le loro vite, che si sono sfiorate, intrecciate e ignorate dietro alle sliding doors del treno.

Uscendo in superficie, tanti altri cantieri affollano New York, dove sempre la legge del soldo abbatte per ricostruire senza tregua. Siccome in questo modo si risparmia, fin troppo spesso vengono demoliti senza pietà palazzi ed edifici di ogni genere, per essere rimpiazzati da altri building nuovi di zecca.

A quanto pare è molto più economico ricostruire di sana pianta, piuttosto che andare ad intervenire su vecchie costruzioni, con vecchie strutture e impianti, quindi vai con la demolizione selvaggia, che a volte va a cancellare la storia recente che rappresenta questa città. Come il colpo di vernice bianca che è stato tirato sulla mecca dei graffiti di 5 Pointz a Long Island City, che ha cancellato in una notte un’opera d’arte a cielo aperto in nome di non so quale nuovo condominio da erigere.

Non potendo comunque abbattere tutta New York City, sarebbe d’obbligo dare spazio a una ristrutturazione un po’ più conservativa, che vada a rinnovare e a mettere in sicurezza le strutture, gli impianti e le tubature, mantenendo gli edifici in essere. Interventi che sono spesso più urgenti di altri, considerando che i due palazzi crollati ad Harlem un paio di settimane fa, son saltati in aria per una banale fuga di gas, mica per un attentato terroristico.

E a proposito di gas, tornando nel sottosuolo newyorchese, oltre alla metro corrono anche migliaia di chilometri di conduttore che trasportano gas naturale, risalenti agli anni Quaranta e non proprio in ottime condizioni.

Infatti, come riportato dal New York Times, sono state registrate numerosissime perdite, alcune estremamente pericolose, che mettono New York a forte rischio di esplosione. Insomma, pare che girare per Manhattan sia come camminare su una bomba innescata.

Chissà se, dopo la lotta contro la criminalità e quella contro il terrorismo, la prossima battaglia newyorchese sarà contro i tubi del gas obsoleti…

 

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