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La rivolta dei cocchieri ferma il passo di de Blasio

Sono salve, per ora, le tradizionali e romantiche carrozze di Central Park. La crescente opposizione della città alla proposta del sindaco di sostituirle con auto elettriche ha costretto il primo cittadino a fare marcia indietro. E c'è chi accusa: ci sono interessi immobiliari dietro le lobby degli animalisti

Auto d'epoca elettriche al posto delle romantiche carrozze che da oltre 150 anni rappresentano una delle icone di New York? Non sia mai. L'ira dei cocchieri, ma anche di tantissimi abitanti della Grande Mela, ha costretto il sindaco Bill de Blasio ad una battuta d'arresto della sua battaglia. Sin dalla campagna elettorale il primo cittadino ha detto di voler mettere al bando entro il 2014 le carrozze trainate dai cavalli di Central Park, che hanno accompagnato milioni di turisti alla scoperta della City. 

A suo parere i cavalli ai giorni nostri non hanno senso, poiché non sono attrezzati per sopportare il traffico e il rumore delle città. Secondo lui si tratta di una pratica addirittura "disumana" e per questo voleva sostituirli con una flotta di auto d'epoca elettriche. La possibilità tuttavia ha scatenato un vortice di polemiche tra i cocchieri, alfieri di una professione ormai secolare nella Grande Mela, che non hanno nessuna intenzione di finire nel dimenticatoio. Ma anche tra i newyorchesi, per nulla d'accordo con l'idea di bandire cavalli e carrozze dal polmone verde della città. E persino alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, come l'attore irlandese Liam Neeson, cittadino adottivo della Grande Mela da due decenni, hanno deciso di scendere in campo. L'affondo di Neeson è stato pubblicato dal quotidiano Daily News, il quale ha lanciato una raccolta firme tra i lettori per salvare le carrozzelle. "De Blasio venga a vedere le stalle: i cavalli a New York sono trattati al meglio", ha scritto Neeson replicando alle accuse di maltrattamento. La decisione di mandare in pensione carrozze e vetturini per lui ha "il sapore di un conflitto di classe", poiché i conduttori dei calessi sono quasi tutti immigrati (soprattutto italiani, irlandesi e turchi) mentre "le lobby degli animalisti che li vogliono far sparire sono finanziate dagli interessi del real estate, il cui obiettivo è costruire grattacieli negli spazi del West Side attualmente occupati dalle stalle". 

E così, viste le proteste, de Blasio è stato costretto a fare marcia indietro – almeno per ora – congelando il provvedimento sino alla fine dell'anno. Ma i vetturini rimangono sul piede di guerra, pronti a dare battaglia al sindaco se tornerà all'attacco con il suo progetto. "Guido la carrozza da 32 anni, questo è ciò che so fare", afferma secco Sal Ruggeri. "Mandarci in pensione? È una sciocchezza, non voglio nemmeno pensarci", gli fa eco un altro vetturino, che non vuole rivelare il suo nome. Molti cocchieri, in attesa di caricare i clienti all'ingresso di Central Park, non vogliono neppure prendere in considerazione l'idea e si trincerano dietro un secco "no comment". L'ipotesi di essere riciclati come portieri negli alberghi o nei condomini a cinque stelle di Manhattan, poi, la ritengono ridicola. Insomma, de Blasio è avvertito: per salvare la tradizione, cocchieri e newyorchesi sono pronti a tutto.

 

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