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Finazzer Flory con l’universalità di Verdi sulla Quinta Avenue di New York

Intervista al regista e attore milanese Massimiliano Finazzer Flory, interprete del compositore italiano più famoso al mondo durante la Columbus Day Parade

Massimiliano Finazzer Flory in "Verdi Legge Verdi" (Foto: Stefano Massè)

"La figura di Giuseppe Verdi è emblematica del passaggio tra Vecchio e Nuovo Continente", spiega Finazzer Flory, già protagonista a New York con numerosi spettacoli. "Quando si diventa un personaggio si vive con lui. Ti svegli, affronti la giornata con i suoi pensieri". E Cristoforo Colombo, un giorno, lo vorrebbe riproporre? "Certo che sì. Lo interpreterei dubbioso, incerto, sognatore, ironico"

Alla fine, dopo tante polemiche, è arrivata. La 73esima Columbus Day Parade annuale si terrà a New York lunedì 9 ottobre e la sfilata celebrerà anche quest’anno l’eredità italiana-americana, la cultura e i successi, con oltre 35.000 partecipanti e oltre un milione di spettatori. Tra le novità, però, la riproposizione di un tema mai esplorato prima: la Parata di quest’anno, infatti, seguirà il filone “Una celebrazione di autori italiani e americani”. In questo contesto, protagonista sarà il regista e attore italiano Massimiliano Finazzer Flory, che sfilerà sulla Quinta Avenue con una performance ad hoc, portando “in scena” il volto di Giuseppe Verdi. La figura del compositore risorgimentale, tra i massimi autori di melodrammi che fanno ancora oggi parte del repertorio dei teatri di tutto il mondo, sarà accompagnato da 11 attori con costumi che rappresentano gli 11 beni culturali della Regione Lombardia, patrimonio UNESCO, insieme alla Fondazione Stelline.

“Giuseppe Verdi” sarà affiancato da un lato dal simbolo dei liutai della tradizione cremonese e dall’altro dalle figure del Cenacolo Vinciano di Leonardo da Vinci. Gli altri costumi rappresenteranno l’Arte rupestre della Val Camonica; il Villaggio operaio di Crespi d’Adda; i Sacri Monti e le Opere di difesa bergamasche; l’architettura teatrale di Sabbioneta; la palafitta dell’Arco Alpino; la Ferrovia retica del Bernina e il complesso di vertebrati marini del Monte San Giorgio.

Dopo Leonardo da Vinci e il successo de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, in passato, sarà ancora protagonista a New York in occasione del Columbus Day. E si travestirà in quel contesto da Giuseppe Verdi: è stato difficile ottenere la parte e avere il via libera dall’organizzazione? 

“La Columbus Citizens Foundation, Inc. in questi ultimi anni sta sempre più riconoscendo il ruolo della cultura come “strada”, a doppio senso tra l’Europa e gli Stati Uniti. Da questo punto di vista i miei personaggi dirigono bene questo traffico di storie, sentimenti, simboli. E com’è noto, si sa, gli americani quando concedono fiducia e ne sono stati ricambiati, diventano straordinari alleati. Dunque, tutto molto bello e coerente con l’organizzazione.

Ma perché ha scelto proprio Giuseppe Verdi?

“La figura di Verdi è emblematica di questo passaggio tra vecchio e nuovo continente. Ovvero della continuità di un’idea della musica occidentale attraverso un teatro che sia in grado di inventare il vero. Sì, proprio inventare il vero”.

Immedesimarsi in personaggi storici come quelli di cui lei è protagonista non è semplice: come si prepara a uno spettacolo come quello di lunedì? Quante prove deve affrontare e come “studia” il personaggio storico che andrà a interpretare? 

“Quando si diventa un personaggio si vive con lui. La sua biografia diventa la tua, ti svegli, affronti la giornata con i suoi pensieri, le sue parole. Ma io credo che si diventi quel personaggio solo quando si fanno proprie le sue sofferenze, le sue insoddisfazioni, le incomprensioni, la prima delle quali è quella di essere postumi. Sapere che si avrà ragione solo dopo la propria esistenza”.

Il tono di voce, il linguaggio del corpo, l’atteggiamento e così via: come si raggiunge la perfezione nel raggiungerli? Non deve essere facile senza supporto di immagini televisive o di documenti multimediali…

“La ricerca del mio personaggio di certo si muove intorno a tutte le possibili informazioni, che ruotano per esempio anche nell’ambito della sfera psicologica. E la preparazione prevede non mesi ma anni perché quando pensi ad esempio di aver capito  Verdi, il suo spirito ti sorprende e vieni condotto su terreni inaspettati, dai quali continuerai sempre ad imparare qualcosa di nuovo”.

Come si svolgerà la vostra esibizione lunedì, in occasione del Columbus Day? Cosa avete in serbo per la città di New York e per la comunità italo-americana di New York sulla Fifth Ave?

“Questo progetto prevede un evento ‘sinfonico’. L’orchestra è fatta non da strumenti ma da attrici, danzatrici e attori che con i loro costumi indosseranno l’immagine di undici beni culturali della Lombardia tutelati dall’UNESCO. Si tratta di una strana marcia per la pace attraverso le armi della cultura. Questi beni culturali incarnati in questi undici corpi attraverso il movimento della braccia offriranno il gesto della musica diretti dal ‘nostro Verdi’”.

Come ben saprà, è in corso una dura e accesa polemica relativa al Columbus Day e attorno al valore della figura di Cristoforo Colombo. Lei che cosa ne pensa?

“Ogni vero esploratore scopre ciò che non si aspetta. Il tema di Cristoforo Colombo è attualmente deviato su un’altra strada che va verso Washington. A me pare che il Columbus Day debba essere o tornare ad essere una seria e suggestiva riflessione sull’esperienza del viaggio, dell’incontro sulla terra altrui. Della ciclica migrazione delle idee”.

Ma lei, l’esploratore italiano che ha scoperto per sbaglio l’America con tre caravelle spagnole, lo vorrebbe interpretare un giorno? E se sì, con quali tratti caratteristici pensa di poterlo fare?

“Certo che vorrei interpretare Cristoforo Colombo. Lo interpreterei dubbioso, incerto, sognatore, ironico. “Io so che gli errori che ho potuto commettere non lo furono con l’intenzione di fare del male”.

Quali sono i prossimi spettacoli che la vedranno protagonisti a New York nei prossimi mesi? 

“Quest’estate abbiamo iniziato e quasi concluso di girare uno spettacolare film su Leonardo da Vinci tratto dal mio spettacolo che ha fatto il giro del mondo, onestamente unico nel suo genere. Attraverso il format del cortometraggio parteciperemo nei più importanti festival degli US. L’obiettivo ovviamente è di partire da New York e dal Tribeca Film Festival. Lo spettacolo tuttavia tornerà in scena su tutta la east coast. Ma sempre nell’ottica del lavoro sulla tradizione europea a New York presenterò a breve il mio film su Baudelaire e naturalmente ‘Verdi legge Verdi’, ovvero la biografia non solo del più grande compositore del mondo ma di un italiano che aveva una certa idea dell’arte universale”.

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