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L’Italia con le ali ai piedi a Central Park: grande successo per “Italy Run”

Undicimila partecipanti alla corsa organizzata dalla New York Road Runners con Ferrero e il sostegno del Consolato Generale d'Italia

La giornata è quasi autunnale, ma a scaldare gli animi ci ha pensato il tifo italiano. Grandissimo successo per "Italy Run by Ferrero", la five mile race organizzata dalla New York Road Runners con Ferrero e il sostegno del Console Generale, Francesco Genuardi. Che era tra gli undicimila runner che hanno gareggiato a Central Park sotto il tricolore

Si avvicina il traguardo per i runners di “Italy Run by Ferrero”.

“Un successo di pubblico favoloso, 11mila persone iscritte: penso non ci sia maniera più bella di festeggiare l’Italia a New York”. È un Francesco Genuardi sorridente, quello che incontriamo, poco dopo le 7, agli stand di partenza della corsa “Italy Run by Ferrero”, sulla 67esima strada, pronto a partire per la five mile race in onore del Belpaese. La giornata è quasi autunnale, con una temperatura decisamente più bassa della media stagionale, vento e nuvole. Il calore, però, quello non è mancato: un calore tutto italiano, permeato da quel senso di comunità che resiste anche a 6000 km di distanza. Anzi, che si rafforza, a maggior ragione, quando di mezzo c’è un Oceano intero.

Il Console Generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, ai blocchi di partenza.

Madrina d’eccezione dell’evento, la campionessa olimpica di short track Arianna Fontana, a soli 28 anni un oro, due argenti, cinque bronzi olimpici e una Coppa del Mondo di short track 2012 sul curriculum. Biondissima, con due fari azzurri che le illuminano il volto, si lascia avvicinare con gentilezza e disponibilità dai giornalisti, a cui racconta sorridendo fino a che punto sia per lei un’onore essere la madrina della corsa: perché è questo il bello dello sport, la sua capacità di unire tutti, al di là delle differenze. “Sono qui oggi in veste di madrina per un evento che non ha a che fare con lo short track, ma che coinvolge tante persone che condividono la mia passione per lo sport”, racconta.

Arianna Fontana.

Peter Ciaccia (NYRR).

È questo il senso che attribuisce a “Italy Run” anche il Presidente e Events and Race Director della New York Road Runners, Peter Ciaccia, il cui cognome rivela chiaramente un legame di sangue con il nostro Paese. “Oggi siamo tutti sono italiani”, ci dice nella nostra lingua. “È la prima volta che organizziamo questa corsa con il Consolato Generale d’Italia, Ferrero e tanti sponsor, quindi è un giorno molto speciale”, racconta. Nato e cresciuto nel Bronx, suo padre era originario di Bari e sua madre di Napoli, trapiantati negli Usa quando Peter era ancora un ragazzino. Radici italiane che per lui sono “un orgoglio”. Dopo la prossima maratona, Ciaccia andrà in pensione. “Compirò 65 anni a luglio. Amo questa organizzazione e quello che fa per la città e le sue comunità, ogni settimana abbiamo organizzato corse e lo abbiamo fatto per 18 anni. Ma ora è giunto il momento giusto per dedicarsi alla famiglia, agli amici e sicuramente ai viaggi”, afferma.

Proprio il console Genuardi, Peter Ciaccia e Michael Capiraso, Presidente e CEO della New York Road Runners, si alternano sul palco poco prima di dare inizio alla corsa, che si svolge tutta tra la 67esima e la 72esima strada attraverso il polmone verde che percorre Manhattan. Niente a che vedere con la Maratona: oggi l’obiettivo è più modesto, circa 8 km, e non a caso l’intera prova sportiva si conclude nel giro di un’ora. I più veloci a tagliare il traguardo? Tra gli uomini, John Campagna, con un tempo di 26:47, e, per le donne, Sasha Whittle, con un tempo di 29:45. Non due italiani, dunque, come qualcuno aveva auspicato, ma del resto, come ha giustamente sintetizzato Peter Ciaccia, oggi italiani lo siamo un po’ tutti.

Gli organizzatori della corsa, insieme all’ambasciatore Armando Varricchio e alla madrina dell’evento Arianna Fontana.

“Bellissima manifestazione, tanta passione, tanta voglia di stare insieme”, ci dice l’Ambasciatore italiano negli Stati Uniti Armando Varricchio. “È una giornata simbolica, perché siamo all’indomani della celebrazione della nostra Repubblica, quindi gli italiani ancora una volta sanno unirsi per una bellissima causa, perché correre insieme significa voglia di vivere, di stare insieme, e questo credo che sia un bellissimo inizio”, osserva. “Rientro a Washington con una grande carica di energia”, chiosa.

Emozionante attendere i runners al traguardo, e vederli spingere negli ultimissimi metri con fatica, sì, ma anche w soprattutto entusiasmo. Qualcuno alza le braccia e saluta i propri sostenitori; qualcun altro resta concentrato sui passi che lo separano dall’obiettivo; qualcun altro, ancora, sorprende tutti con un improvviso grido di gioia. Il console Genuardi, all’arrivo, non manca di rivolgere un  inequivocabile gesto di esultanza al pubblico, per poi sostenere e festeggiare i bambini in gara tra i #RisingNYRR.

Una vera e propria festa dell’italianità, celebrata con tanto di Nutella, il gusto indimenticabile con cui sono cresciuti ogni mattina generazioni di italiani, caffè Lavazza, tanti altri spuntini e il tricolore. Per sentirsi a casa per una domenica, la domenica della Repubblica. Anche a 6000 km di distanza.

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