Cerca

New YorkNew York

Commenti: Vai ai commenti

Nella punta settentrionale di Manhattan, alla riscoperta del Medio Evo

Pensieri su un'epoca che ha bisogno di essere ancora raccontata, soprattutto dopo una gita al museo dei Cloisters

Una immagine dalla fiera medievale che si è tenuta la scorsa domenica a Fort Tryon, nel parco a Manhattan che ospita il museo dei Cloisters (Da youtbe)

La sorpresa l’abbiamo avuta prima di arrivare al museo dei Cloisters: appena si sono aperte le porte della metropolitana alla stazione della 195, ci siamo trovati davanti una folla di bambini, adulti e anziani di tutte le razze che portavano orgogliosamente costumi colorati, armature, cappelli piumati, scudi, bacchette magiche, ceste, fagotti, asce...

Nessun periodo storico è tanto maltrattato come il Medio Evo: si pensi solo al sinonimo “secoli bui”  che viene usato quasi in maniera intercambiabile. La faccenda, ovviamente, è complicata e i miei studenti universitari restano un po’ storditi quando gli spiego che il Rinascimento (come termine) è ottocentesco (nel ‘400 e ‘500 semmai si parlava di Rinascita), mentre sono stati gli intellettuali del Rinascimento (che ancora non si chiamava così) a inventare il mito oscuro di un’età di mezzo, della durata più o meno di una decina di secoli durante i quali le glorie delle antiche civiltà greca e romana furono dimenticate e abbandonate a causa dell’ignoranza e della superstizione, finalmente spazzate via dai loro studi e dal loro coraggio.

Se poi chiedo agli studenti di sparare a ruota libera quello che gli viene in mente quando si parla di Medio Evo, il catalogo degli orrori è assicurato: dalla peste, all’Inquisizione, dalle crociate alla tortura. Sembrerebbe proprio che a quei poveretti a cui toccò di vivere in quel lungo periodo di mezzo (senza peraltro rendersi conto che si trovavano in mezzo a due ‘splendide’ stagioni dell’umanità) sembra non ne sia andata bene una.  Se poi ci si mette anche Quentin Tarantino che nel suo Pulp Fiction fa dire a Marsellus Wallace come minaccia di vendetta a un nemico “I’m gonna get Medieval on your ass” (ti faccio un c**o medievale) si capisce che la strada per far recuperare un po’ di punti a quel bistrattato periodo storico è tutta in salita.

Queste riflessioni che in genere tornano a ripetersi ogni volta che devo affrontare l’argomento in aula, sono state scosse e rivoltate domenica scorsa durante una gitarella che io e mio cugino ci siamo concessi fino alla punta settentrionale di Manhattan, ai Cloisters, i chiostri che contengono la collezione di arte medievale del Metropolitan Museum: un luogo straordinario, costruito a partire dagli anni ’30, anche smontando parti di chiese e castelli in Europa per rimontarli all’interno della struttura architettonica che si stava costruendo a New York. Entrambi avevamo già visitato questa interessante e ricchissima, anche se un po’ bizzarra, istituzione, ma volevamo vedere la mostra “Heavenly Bodies” che si chiude oggi e che sembra destinata ad esser la mostra più visitata nella storia del Met.

Poliziotti di New York a cavallo con accanto dame e cavalieri medievali nel parco dei Cloisters… (da youtube)

La sorpresa però l’abbiamo avuta prima di arrivare al museo: appena si sono aperte le porte della metropolitana alla stazione della 195 ci siamo trovati davanti una folla di bambini, adulti e anziani di tutte le razze che portavano orgogliosamente costumi colorati, armature, cappelli piumati, scudi, bacchette magiche, ceste, fagotti, asce. Il carnevale qui non si celebra e da Halloween ci separa ancora quasi un mese e poi i costumi di Halloween sono un  cupi con scheletri, zombie, e streghe, mentre questa fauna era decisamente più allegra e più variopinta. È stato solo quando siamo finalmente riusciti ad uscire dalla stazione che ci siamo resi conto che eravamo capitati nel bel mezzo di una Fiera Medievale che si tiene ogni anno a Fort Tryon il bel parco che circonda i Cloisters. C’erano spettacoli a tema con cantastorie, cavalieri con la lancia in resta, menestrelli, orchestrine con strumenti antichi, falconieri, ed altri meno in tema, come illusionisti e danzatrici del ventre. Anche il cibo in vendita nelle bancarelle forse non era proprio d’epoca, e un sacco di gente brandiva enormi cosce di tacchino (notoriamente arrivato in Europa solo nel XVI secolo) come se fossero state mazze ferrate. Ma la cosa più straordinaria è stata vedere come migliaia di persone comuni ogni anno si ri-raccontano il Medio Evo riabilitandolo con una festa, forse non storicamente precisa, ma gioiosa e rassicurante come una una delle tante belle storie che quel periodo maltrattato ha prodotto.

 

A proposito di...

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter