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Tutti in piazza a Times Square contro Cuomo: il grido dei ristoratori di New York

In centinaia protestano contro le restrizioni. La rabbia deriva dai dati che mostrano ristoranti e bar responsabili solo dell'1,43% delle esposizioni a Covid19

La protesta dei ristoratori di New York a Times Square dopo le chiusure imposte alle loro attività dal governatore Andrew Cuomo (Foto di Terry W. Sanders)

Durante la mattinata di martedì 15 dicembre, centinaia di ristoratori e lavoratori del settore alberghiero si sono riuniti a Times Square per protestare contro la recente decisione del governatore dello stato, Andrew Cuomo, di impedire ai ristoranti di operare al chiuso. In coro hanno chiesto un piano di salvataggio per far fronte alle loro ingenti perdite.

Proteste a New York contro la chiusura dei ristoranti (Foto di Terry W. Sanders)

Rappresentanti del lavoro, candidati sindaci, piccoli e grandi proprietari di ristoranti e sostenitori del settore, hanno tenuto i loro discorsi ai presenti. “Abbiamo bisogno di un’azione immediata” hanno detto.

Una donna, proprietaria di un piccolo ristorante a New York, piange per la crisi economica che sta colpendo la ristorazione a seguito delle restrizioni imposte dal governatore Cuomo per contenere la diffusione di Covid-19 (Foto di Terry W. Sanders)

La ristorazione è una delle principali attività di New York, ed ora, per la seconda volta, sarà economicamente devastata a causa delle misure di contenimento del virus. Per non parlare poi, dei già avvenuti licenziamenti a catena di migliaia di lavoratori, e che continueranno a susseguirsi.

I ristoratori protestano a Times Square contro il governatore Andrew Cuomo sulle restrizioni imposte al loro settore (Foto di Terry W. Sanders)

Molta è l’ostilità verso il governatore Cuomo, la cui decisione, secondo chi protesta, sembra più un ordine arbitrario, dettato da motivi politici, piuttosto che da motivi di salute. Infatti, lo stesso giorno in cui comunicava il divieto per i ristoranti di poter lavorare al chiuso, dallo stato di New York veniva pubblicato un rapporto che non indicava i ristoranti come principale sede di diffusione del virus, ma bensì rivelava che la percentuale di contagio più alta si registra nelle proprie abitazioni durante gli incontri privati. È quindi questo il motivo principale per cui i ristoratori sono scesi in piazza. I dati di tracciamento dei contatti mostrano che ristoranti e bar rappresentano solo l’1,43% delle recenti esposizioni a Covid-19.

A New York, i manifestanti si dirigono verso la sede dell’ufficio di Cuomo per protestare contro le restrizioni imposte ai ristoranti (Foto di Terry W. Sanders)

Secondo il rapporto della New York State Restaurant Association, due terzi dei ristoranti hanno affermato che probabilmente chiuderanno entro la fine dell’anno senza un pacchetto di aiuti completo a loro dedicato. Ed un sondaggio della NYC Hospitality Alliance ha rilevato che, ad agosto, quasi l’87% delle aziende non poteva pagare l’affitto completo. Un vero disastro per l’economia dello stato, che insieme al drastico crollo del turismo, trascinano la città che non dorme mai, in un sonno profondo, da cui, molti temono, faticherà a riprendersi.

A New York, il candidato sindaco Zach Iscol tiene un discorso ai presenti durante la protesta dei ristoratori (Foto di Terry W. Sanders)

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