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Il nuovo ordine mondiale al femminile

Foto di gruppo con il Ministro Gentiloni al centro

Foto di gruppo con il Ministro Gentiloni al centro

Il Consolato Generale di New York e l'Aspen Institute Italia hanno organizzato l'incontro "Women Alliance for a Renewed Global Order" al quale sono intervenute otto donne con le idee chiare su come come affrontare alcuni dei maggiori ostacoli allo sviluppo mondiale. Ospite nel finale anche il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni

 

Sala gremita martedì sera al Consolato Generale d'Italia di New York in occasione dell'incontro "Women's Alliance for a Renewed Global Order" organizzato dallo stesso Consolato, dall'Aspen Institute Italia e conclusosi con un intervento del Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni.

Dopo la presentazione degli ospiti da parte del Console Natalia Quintavalle, la parola é passata alle donne presenti in sala che, sotto la ferrea supervisione della conduttrice di Sky News, Maria Latella nella veste di moderatrice, si sono succedute al microfono.

Il dibattimento, che ha voluto delineare il ruolo svolto dalle donne in alcune tra le sfide più importanti del nostro futuro, é stato aperto da Marta Dassú Direttrice degli Affari Europei dell'Aspen Institute.

La Dassú ha legato il filo del suo discorso alla prossima inaugurazione dell'EXPO di Milano dove i punti tematici centrali vertono sul ruolo del cibo e della sostenibilità in termini di produzione e gestione delle nostre risorse alimentari negli anni a venire. La Dassú ha immediatamente stabilito il nesso tra la necessità di preservare e salvaguardare le nostre riserve alimentari e la funzione che le donne hanno tradizionalmente svolto nel loro ruolo di madri e di nutrici sia in rapporto al nucleo familiare che al più ampio contesto sociale. Secondo la Dassú, proprio grazie a questa funzione tradizionale, le donne sono particolarmente preparate a risolvere i molti problemi legati allo gestione e distribuzione delle risorse alimentari. Basti pensare al fatto che enormi quantità di cibo continuano ad essere distrutte o sprecate ogni anno nel mondo industrializzato mentre la gran parte della popolazione in altri paesi vive in una situazione di cronica scarsità.

Dopo l'intervento di Marta Dassú, la parola é passata a Ann Veneman, Direttrice dell'UNICEF ed ex Ministro dell'Agricoltura degli Stati Uniti.

La Veneman ha ripreso il discorso già accennato da Marta Dassú mettendo l'accento sul fatto che la pressione demografica che interesserà il nostro pianeta intorno all'anno 2050 impone una rapida soluzione di questi problemi e che le donne possono fare moltissimo per dare il loro contributo in questo senso. Purtroppo però, per liberare pienamente il bacino di talento di competenze che le donne sono in grado di assicurare, c'é bisogno di superare altri ostacoli legati alla discriminazione e alla marginalizzazione di cui molte donne sono ancora vittime in molte parti del mondo. La Veneman ha anche accennato al circolo vizioso della povertà che troppo spesso é causa di malnutrizione per i bambini già all'interno del ventre materno. Una malnutrizione che, a sua volta ostacola il pieno sviluppo di tutte le facoltà fisiche ed intellettive e finisce col perpetuare quelle stesse condizioni di povertà e di indigenza.

Mentre esiste un certo consenso nella fase di identificazione dei problemi, le strategie per superarli offrono uno spettro più vasto di potenziali soluzioni.

Secondo Dorothy Hamilton, Direttrice dell'International Culinary Center di New York, l'approccio "dall'alto" fatto di grandi politiche statali e di interventi di Organizzazioni Non Governative, non é necessariamente la via più utile per perseguire questi obiettivi o, almeno, non la sola disponibile.

La Hamilton infatti, riallacciandosi ancora al tema di quell'innato "intuito femminile" nella risoluzione di problemi legati all'alimentazione, ha messo in rilievo il fatto che, proprio questo intuito, coniugato ad adeguati livelli di istruzione e di preparazione professionale per le donne, consentirebbe di aggiungere un efficace approccio "dal basso" già disponibile sul territorio.

Marcela Villareal, Direttrice della FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione ed agricoltura, ha ripreso il tema dell'incremento esponenziale dei risultati ottenibili se solo le donne riuscissero ad assicurarsi una disponibilità di risorse (in termini di educazione, di diritti fondiari e di accesso al credito) paragonabile a quella degli uomini. Secondo le stime elaborate dalla sua organizzazione l'incremento di beni prodotti sarebbe enorme. E invece, in un periodo di impensabili innovazioni tecnologiche e quando in molte parti del mondo si continuano a sprecare tonnellate di risorse alimentari, circa 800 milioni di persone nel mondo soffrono ancora la fame: uno "scandalo" secondo Marcela Villareal.

Ma le soluzioni, anche secondo Lucy Marcus, Fondatrice e AD della ditta di consulenze Marcus Venture Consulting, non sono una prerogativa esclusiva delle agenzie governative e delle ONG. Il settore privato può fare moltissimo per dare il suo contributo. Ll'intervento della Marcus si é incentrato intorno al concetto di "corporate responsibility" vale a dire di responsabilità aziendale. Quello di un approccio più etico all'amministrazione aziendale é un'altra chiave di lettura per dare maggiore spazio alle donne e alla sensibilità femminile in generale che potrebbe condurre ad una nuova forma di "capitalismo morale".

Questo della responsabilità aziendale é un tema che é rimasto al centro del dibattito ed é stato ripreso anche da Nina Luzzato Gardner la quale, dopo aver rivolto un saluto ed un augurio di pronta guarigione ad Emma Bonino, ha ricordato che, nella sua veste di docente alla Johns Hopkins University, ha notato che il suo corso "Corporate Sustainability" é frequentato quasi interamente da donne e che i giovani, in generale, sono estremamente attratti da questa idea di un nuovo capitalismo dal volto più umano.

Per Paola Severino Di Benedetto, ex Ministro della Giustizia italiano e docente alla LUISS Guido Carli di Roma, la presenza delle donne all'interno dei consigli di amministrazione é doppiamente importante in questo periodo di profondi mutamenti degli assetti globali. Da una parte infatti, quello dell'efficienza economica é un talento tradizionale che le donne hanno esercitato da sempre nella gestione familiare e che, ampliato in una dimensione aziendale, ha la possibilità di tradursi in benefici tangibili per i bilanci. Dall'altra, gli incarichi di responsabilità affidati alle donne vanno di pari passo con un maggiore rispetto della legalità, una drastica diminuzione di episodi di corruzione e una maggiore consapevolezza sociale. Secondo la Severino, quante più sono le donne a detenere posizioni di responsabilità politica ed economica, tanto maggiore é la trasparenza dei paesi in cui operano.

Nel concludere la serata, anche il Ministro Gentiloni ha voluto esprimere un augurio ad Emma Bonino per una rapida convalescenza. Il Ministro ha poi accennato all'attesa che circonda i preparativi per l'EXPO di Milano, un progetto che, a sua detta, vuole coniugare l'aspetto più propriamente turistico e promozionale della manifestazione con temi più importanti come quello della sostenibilità.

Secondo Gentiloni, il bilancio dell'EXPO si tradurrà nella creazione di in un "valore aggiunto" globale, che eccederà il contributo dei singoli stati partecipanti. A proposito del tema della fame nel mondo e degli squilibri tra le varie aree di sviluppo del pianeta, il Ministro ha posto in rilievo il ruolo speciale dell'Italia legato alla peculiarità della sua cultura alimentare e al suo rapporto col cibo.

Anche a proposito dell'emancipazione femminile, Gentiloni ha esortato a dare più spazio alle donne che, in troppe parti del mondo, sono doppiamente vittime di ogni sorta di abuso e, in aggiunta, dell'emarginazione e dell'esclusione all'interno delle loro comunità e che sono spesso, paradossalmente, le conseguenze di questi stessi abusi subiti.

 

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