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La start-up italiana che ti seleziona il team di lavoro

Il trentenne Cristian De Mitri, CEO e co-founder di Eggup, racconta l'idea della sua start-up

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Eggup, una start-up fondata a Roma nel 2013, sostiene di poter diminuire il rischio di assumere le persone sbagliate capovolgendo l’approccio tradizionale di assunzione del personale basato sulle competenze individuali

Chi conosce il mondo delle start-up, sa che una delle caratteristiche che le differenziano dai business tradizionali è la scalabilità, ovvero il processo di crescita veloce basato su decisioni rapide. Un esempio essenziale riguarda l’assunzione del personale: il segreto del successo qui sta nel riuscire a selezionare le persone giuste, in fretta, spesso senza disporre di appositi dipartimenti Risorse umane.

Eggup, una start-up fondata a Roma nel 2013, sostiene di poter diminuire il rischio di assumere le persone sbagliate capovolgendo l’approccio tradizionale di assunzione del personale basato sulle competenze individuali.

Per capire meglio il nuovo paradigma che propone Eggup, ho fatto una chiacchierata con il CEO e co-founder, Cristian De Mitri, trentenne, ingegnere informatico, ex cadetto della Marina Militare, ex consulente software nel settore della Difesa ed imprenditore seriale con alcune esperienze di scarso successo alle spalle.

“Prima di fondare Eggup – esordisce De Mitri nel suo modo di esprimersi rapido ma dettagliato che lascia trapelare entusiasmo ed agilità di pensiero – mi trovai a portare avanti due progetti, entrambi falliti per un motivo preciso che poi ho riscontrato anche durante la mia esperienza come consulente: per quanto io possa essere stato meticolegguposo nello scegliere i miei compagni, collaboratori o persone con dei profili tecnici molto verticali, alla fine qualcosa nella dinamica dei team di lavoro non ha funzionato ed ha causato l’insuccesso dei progetti”.

Da queste esperienze è derivata la considerazione che il funzionamento del team nel suo insieme è più importante delle competenze tecniche e soft dei singoli membri. Così nasce Eggup che, unendo un test di personalità individuale, basato sulla teoria psicologica anglosassone chiamata Big Five,  ad un algoritmo proprietario, individua in base alla personalità dei candidati i più compatibili con un determinato team. In questo modo promette di risolvere il problema dell’incompatibilità caratteriale che può diminuire il rendimento di un team fino all’80% [Fonte: Rayner, Hoel & Cooper, 2002].

“Oggi tutte le tecniche tradizionali ti dicono se un candidato, a livello individuale, è adatto o meno ad un determinato ruolo organizzativo – dice Cristian De Mitri – Fino al nostro arrivo sul mercato, non c’era nessuno strumento che prevedesse cosa sarebbe successo una volta che questa persona fosse stata inserita in un team specifico. Eggup colma quest’importante zona grigia mettendo a confronto non solo le competenze tecniche ma anche le personalità di ognuno nel contesto del team nel quale entrerebbero”.

Se le previsioni fornite dall’algoritmo di Eggup sono attendibili come sembra dai clienti prestigiosi che sta accumulando in Italia (TIM, Enel, Poste, Mercer, per citarne alcuni) le start-up americane che sono alla costante ricerca di modi per sfruttare al meglio le sinergie del gruppo, potrebbero rivelarsi il prossimo target di mercato ideale.

Largo alle donne

Nonostante l’universo delle start-up statunitense sia globalmente il più avanzato, la partecipazione femminile è ancora molto bassa: solo il 25% della forza lavoro in Information Technology e solo il 5% alla guida di start-up tecnologiche è femminile.
Questo gap di genere deriva dal fatto che, nel settore dell’high tech, le donne sono ancora viste poco capaci di padroneggiare delle competenze tecniche considerate più affini al sesso maschile. Secondo De Mitri “l’approccio di Eggup aiuta ad eliminare questo fattore discriminante in quanto la nostra premessa è che i risultati migliori si ottengono a seconda del potenziale che una determinata persona, uomo o donna che sia, può esprimere in quel particolare team”.

Nessuna barriera

Una recente esperienza con una società di software croata che ha fondato una start-up in Vietnam dimostra quanto Eggup, senza averlo necessariamente pianificato, sia effettivamente già pronta ad affrontare il mercato globale. “Da subito il management si è trovato ad affrontare un problema di carattere strategico riguardante le assunzioni: come bilanciare le soft skill con le esigenze di know-how tecnico. Il dilemma è stato esasperato dalle differenze tra i fondatori occidentali e la cultura vietnamita basata sulla vita comunitaria, dove i maschi, ad esempio, preferiscono evitare di prendere decisioni per timore di sbagliare e quindi di perdere la faccia. Questo per noi si è rivelato un case study molto interessante e gratificante, perché abbiamo potuto testare come le barriere culturali per Eggup siano ininfluenti. Infatti, anche operando in una realtà così diversa da quella occidentale, abbiamo potuto rilevare le caratteristiche di team e i KPI che hanno consentito al nostro cliente di adottare le giuste strategie per comporre dei team performanti”. Secondo De Mitri questo successo è replicabile ovunque.

I team italiani

In Italia, Eggup ha valutato oltre 500 team di clienti anche di grandi dimensioni. In quest’ambito ha potuto rilevare che, delle cinque dimensioni fondamentali (Scheduler, Surveyor, Problem Solver, Coworker e Realizer) che utilizza nel suo test di valutazione psicologica dei candidati, agli italiani appartiene soprattutto la figura del coworker, colui che è generalmente piacevole e con il quale è facile entrare in contatto a livello umano e collaborare.
Anche il problem solver e il realizer sono tipici ruoli dei team member italiani. Più rara è invece la figura dello scheduler, quello che pianifica e quasi nulla quella del surveyor, ovvero chi si assicura che le scadenze siano rispettate. Sorpresi?

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