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L’ebola torna a flagellare il Congo: 20 decessi in 4 giorni a causa del virus

A pochi giorni dall'ultima sventata epidemia, l'OMS lancia l'allarme: il Congo è di nuovo afflitto dal ritorno del virus dell'ebola

Il dott. Alhassane Toure vaccina un operatore sanitario in un centro sanitario nella città di Mbandaka. (Foto: WHO/Lindsay Mackenzie)

Il virus dell'ebola affligge la Repubblica Democratica del Congo dal 1976, e da allora le varie epidemie hanno causato oltre 11,000 morti. La colpa non è soltanto del caso, ma soprattutto dei modesti sforzi internazionali nel contenere le epidemie.

Il governo della Repubblica Democratica del Congo, RDC, ha annunciato mercoledì 1 Agosto che i risultati preliminari di laboratorio indicano un nuovo gruppo di casi del virus mortale dell’Ebola nella provincia di Nord Kivu.

L’annuncio è stato emesso solo otto giorni dopo che il Ministero della Salute aveva dichiarato la fine ufficiale di un’epidemia di Ebola nella provincia dell’Equatore, a circa 2.500 km dal Nord Kivu. Un totale di 29 sono morti durante l’epidemia più recente, che è stata dichiarata terminata quando erano trascorse due settimane senza che emergesse un nuovo caso, in seguito al rilascio dell’ultimo paziente dalle cure.

La preoccupazione si intensificò nei primi giorni dell’epidemia, quando i casi emersero in una grande area urbana sul fiume Congo.“L’ebola è una costante minaccia nella RDC,” ha affermato il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). “Ciò che aumenta la nostra fiducia nella capacità di risposta del Paese è la trasparenza che hanno dimostrato ancora una volta. Lavorando a stretto contatto con il Ministero della Salute e i partner, combatteremo questa epidemia così come abbiamo fatto con l’ultima.”

L’ultima epidemia ha rappresentato la decima volta che l’Ebola, una malattia contagiosa che può rapidamente diffondersi senza controllo, ha minacciato la Repubblica Democratica del Congo, un vasto paese dell’Africa centrale grande circa il doppio del Texas. Il virus, che causa febbre ed un’emorragia fatale, è apparso per la prima volta nel paese nel 1976.

Il ministro della salute, il dott. Oly Ilunga Kalenga, ha dichiarato in una dichiarazione che le autorità della provincia del Nord Kivu hanno notificato il suo ministero, sabato 28 Luglio, riguardo 26 casi sospetti di Ebola, compresi 20 decessi. I campioni dei sei sopravvissuti sono stati analizzati martedì a Kinshasa, la capitale, e quattro sono risultati positivi al virus.

“La Repubblica Democratica del Congo sta affrontando una nuova epidemia”, ha detto la dichiarazione del ministro.
Ad aprile, il virus dell’ ebola ha colpito un’area della provincia dell’equatore che include Mbandaka, un porto fluviale con oltre un milione di abitanti. La posizione della città ha sollevato allarmi, dal momento i che il virus potrebbe infettare altre parti dell’Africa centrale.


I membri della Croce Rossa della Repubblica Democratica del Congo conducono un corso di formazione sulle sepolture sicure nel villaggio di Itipo. (Foto: WHO/Lindsay Mackenzie)

“Dal momento che stiamo uscendo da un’altra epidemia di Ebola, abbiamo tenuto in funzione personale e attrezzature”, ha dichiarato il dott. Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’OMS per l’Africa. “Questo ci consente di avere un vantaggio in risposta a questa epidemia.”

La maggior parte dei casi si trova nell’area della Mangina, a 30 chilometri dalla città di Beni. “Questo nuovo cluster si sta verificando in un ambiente molto diverso da quello in cui operiamo nel nord-ovest”, ha affermato il dott. Peter Salama, vicedirettore generale del team di pronto intervento e risposta alle emergenze dell’OMS. Ha spiegato che dato che il Nord-Kivu è una zona di conflitto attiva, “la principale barriera sarà l’accesso sicuro per la popolazione colpita.”

Ma lo sforzo per contenere l’epidemia di Ebola nel Nord Kivu potrebbe presentare sfide difficili. A differenza dell’area dell’epidemia precedente, il Nord Kivu è un rifugio per i militanti armati e ospita oltre un milione di sfollati. Almeno 15 membri delle forze di pace delle Nazioni Unite nel Nord Kivu sono stati uccisi dagli assalitori a dicembre, l’assalto più micidiale alle forze di mantenimento della pace dell’organizzazione in quasi 25 anni.


Un volontario sanitario riempie una siringa con una dose di vaccino antitetanico nel villaggio di Buaw nella contea di Koch, Sud Sudan. (Foto: UNICEF)

La provincia confina con il Ruanda e l’Uganda, ed è caratterizzata da una grande quantità di movimenti transfrontalieri a causa delle attività commerciali, che potrebbero aumentare il rischio di una possibile diffusione del virus. L’Oms ha detto che “continuerà a lavorare con i paesi vicini per garantire che le autorità sanitarie siano allertate e preparate a rispondere.”

I funzionari della sanità hanno prestato attenzione straordinaria per fermare qualsiasi epidemia di Ebola nelle sue fasi iniziali, dopo che una catastrofica epidemia di Ebola nell’Africa occidentale tre anni fa ha ucciso più di 11.000 persone. Inizialmente, una lenta risposta da parte delle orgaizzazioni internazionali fu uno dei motivi principali per cui il virus si diffuse così rapidamente, e il costo economico per i tre paesi colpiti – Guinea, Sierra Leone e Liberia – era di oltre $ 2,2 miliardi, secondo la Banca Mondiale.

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