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Il nuovo film “Borat2” umilia Rudy Giuliani: sorpreso a toccarsi i genitali

L'ex sindaco di New York e avvocato di Trump, beccato con le mani nelle mutande in presenza di una finta giornalista: "mi stavo sistemando la camicia"

Il tweet che riporta la scena in cui Rudy Giuliani si tocca le parti intime (di Rex Chapman twitter)

Rudolph Giuliani, detto “Rudy”, ex sindaco di New York e avvocato personale del presidente americano Donald Trump, rischia di compromettere la sua reputazione dopo essere stato ripreso ad infilarsi le mani nei pantaloni, toccandosi i genitali, mentre era sdraiato sul letto in presenza dell’attrice che interpreta la figlia 15enne del nuovo film “Borat: Subsequent Moviefilm”, del comico Sacha Baron Cohen, in uscita venerdì su Amazon Prime Video.

L’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani (di Marc Nozell, wikimedia)

L’attrice 24enne, Maria Bakalova, si era finta una giornalista di estrema destra e il 7 luglio scorso, Giuliani aveva acconsentito a rilasciare un’intervista organizzata in un hotel di Manhattan. Dopo lodi e apprezzamenti per il presidente in carica, la finta giornalista avrebbe stuzzicato l’ex sindaco di New York, invitandolo a ritirarsi per un drink in una suite dell’albergo, piena però di telecamere nascoste.

Rudy Giuliani, 76 anni, si è sdraiato sul letto, e con un gesto inequivocabile ha cominciato a toccarsi le parti intime. Ma la coppia è stata subito interrotta dall’arrivo stravagante di “Borat”, che ha urlato: “Ha 15 anni, è troppo vecchia per te”.

La notizia dell’incidente è emersa per la prima volta lo stesso 7 luglio, quando Giuliani ha chiamato la polizia di New York per denunciare l’intrusione dell’uomo. “Questo ragazzo è arrivato correndo come un pazzo, indossando un completo transgender rosa”, ma la polizia ha poi scoperto che si trattava del nuovo film.

Già quest’estate, in un’intervista dopo l’accaduto, Giuliani ha cercato di spiegare che stava solo cercando di sistemarsi la camicia, dopo essersi tolto il microfono. “Ti assicuro che è tutto quello che stavo facendo”, ed ha aggiunto di aver creduto che l’intervista con la Bakalova fosse del tutto legittima.

Dopo la prima diffusione delle immagini, su Twitter, Rudy Giuliani ha deriso il film, definendolo “una completa invenzione”. “In nessun momento prima, durante o dopo l’intervista sono stato mai inappropriato. Se Sacha Baron Cohen sottintende il contrario, è un gelido bugiardo”, ha aggiunto.

Venerdì uscirà il film e a due settimane dalle elezioni, le riprese della scena, possono essere viste come un tentativo di minare la credibilità di Giuliani, poiché nonostante le circostanze appaiono consensuali, l’avvocato personale di Donad Trump è stato portato a credere di essere corteggiato.

L’ex sindaco di NY, Rudy Giuliani parla ai sostenitori in un discorso sulla politica dell’immigrazione al Phoenix Convention Center di Phoenix, in Arizona.
(di Gage Skidmore)

L’ex sindaco di New York è una figura chiave nelle elezioni presidenziali statunitensi, e la storia è arrivata pochi giorni dopo che Giuliani era stato al centro dello scoop sul figlio del rivale democratico alla Casa Bianca, Robert Hunter Biden, accusato di sporchi affari con la Burisma, una compagnia energetica ucraina.

Lo scoop è stato riportato dal New York Post, quotidiano conservatore, in cui viene raccontato che dalle email, emerge che Hunter avrebbe cercato di organizzare nel 2015 un incontro tra il padre e un alto dirigente della società ucraina, e della quale Hunter era parte del consiglio di amministrazione. Lo scandalo è iniziato quando dopo l’uscita dell’articolo, i social network hanno negato il permesso di pubblicarlo, affermando che violava il regolamento, poiché diffondeva contenuti ottenuti senza autorizzazione. Le email sono state rintracciate dall’hard disk del computer di Hunter Biden, di cui avrebbe perso la proprietà quando non ne aveva pagato le riparazioni, abbandonando il computer in un negozio nel 2019. L’hard disk sarebbe poi arrivato all’FBI e una copia, successivamente, anche nelle mani di Rudy Giuliani. Ora la procura federale di New York sta indagando per capire se la campagna contro il figlio del democratico Biden, sia stata portata avanti violando le leggi americane.

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