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Il COVID-19 dilaga negli USA, New York City richiude tutte le scuole

Il Sindaco De Blasio aveva avvertito che se il numero di contagi fosse rimasto al 3%, il distretto scolastico di NYC sarebbe tornato all’insegnamento da remoto

“Nonostante nessuno di noi voglia chiudere le scuole, e ci addolora doverlo fare, avevamo fissato uno standard ben chiaro con i genitori e i docenti: sopra il 3% le scuole vanno chiuse,” ha affermato De Blasio. Infatti, se il tasso di positività fosse rimasto superiore al 3% per almeno 7 giorni, il sindaco aveva promesso che avrebbe chiuso le scuole.

La nuova chiusura delle scuole di New York City scatta domani, 19 Novembre, e avrà una durata indefinita. Il sindaco De Blasio ha annunciato la sua decisione con un tweet: “New York City ha raggiunto la soglia media di 7 giorni di positività al test del 3%. Sfortunatamente, questo significa che gli edifici scolastici pubblici saranno chiusi nelle prossime ore, adottando misure di estrema cautela.” L’aumento dei casi a NYC riflette la spaventosa crescita esponenziale dei contagi in tutti gli USA. Mercoledì 18 Novembre, sono stati registrati 159. 508 casi, pari ad un aumento del 79% rispetto a due settimane fa. I morti, nelle ultime 24 ore, in tutti gli Stati Uniti, sono stati quasi 1.600, per un totale di circa 250.000 dall’inizio della pandemia, con oltre 11 milioni di contagi.

Solo a New York, dei 154.434 test effettuati ieri, 5.294 sono risultati positivi, pari a 3,43% del totale, mentre i morti sono stati 35. I tassi di infezione sono aumentati in varie comunità della Grande Mela, ma dai dati disponibili risulta che finora il contagio nelle scuole ha raggiunto livelli molto più bassi. Quando il sindaco de Blasio venerdì scorso aveva lanciato l’allarme perché la positività al coronavirus aveva raggiunto il 2,83%, quello nelle scuole di New York era solo dello 0,16%.

In classe con la mascherina per contenere la diffusione di Covid-19: ma non è bastato (pixabay)

Ma come ha affermato De Blasio nella conferenza stampa: “Nonostante nessuno di noi voglia chiudere le scuole, e ci addolora doverlo fare, avevamo fissato uno standard ben chiaro con i genitori e i docenti: sopra il 3% le scuole vanno chiuse.” Il sindaco ha comunque cercato di rimanere ottimista, ricordando ai genitori, educatori, e soprattutto gli studenti, che ha tutte le intenzioni di riaprire le scuole il prima possibile, e che sta lavorando con lo stato di New York per questo. Una delle chiavi per la riapertura sarà migliorare ancora di più l’accesso ai tamponi. “Tutti devo fare i test, e questo deve diventare un movimento,” insiste De Blasio. “Non possiamo riaprire le scuole se i newyorkesi non lo faranno regolarmente.”

Il governatore Cuomo ha suggerito anche di valutare un cambiamento eventuale dei parametri, ma ciò porterebbe quasi inevitabilmente a proteste dei sindacati dei docenti della città. Da Albany, Cuomo ha precisato che le scuole sarebbero state comunque chiuse anche se lo stato avesse designato NYC come “zona arancione”, un provvedimento che comporta la possibile chiusura delle palestre e l’eliminazione dei clienti all’interno dei ristoranti, ma non la chiusura degli edifici scolastici. 

Giovani donne mangiano all’aperto a Midtown Manhattan (Foto di Terry W. Sanders)

Con l’avvento dell’inverno, la situazione si farà ancora più difficile. Sopravvivere per i business della ristorazione diventerà quasi impossibile. Molti locali temono di non poter rimanere aperti. Siamo a metà Novembre, e la temperatura a NYC è già scesa sotto lo zero. In agguato c’è anche l’incognita influenza. Si teme l’epidemia “gemella”. Rispetto ad altri stati, e a città altrettanto popolate, l’unica consolazione è che il contagio nella grande mela rimane relativamente basso.  

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