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ECONOMIA/ Orologi di lusso per vincere la crisi


SAPEVATE che esistono le “vagabonde blu”, misteriose stelle che, malgrado la loro veneranda età, sembrano più giovani di altre e splendono di un inusitato colore azzurro, invidia del firmamento? Io no, sono estasiata… Ma sapete come fanno? Pare si “accoppino” ad una stella molto più giovane di loro e la vampirizzino, succhiandole l’energia vitale di cui si fanno belle. Chissà se c’entra qualcosa con certi vecchi di nostra conoscenza che vivo-
no eterne giovinezze, tra lusso e agi, mentre i giovani fanno la fame…


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Rapporto annuale della Fondazione Altagamma, associazione che si occupa di monitorare e promuovere l’eccellenza delle aziende italiane che operano nel settore di fascia alta: il comparto registra una crescita del +10% con un turnover degli affari di 191 miliardi di euro. I segmenti che crescono maggiormente sono quello degli orologi di lusso (+20%), della pelletteria (+16%), dei gioielli (+15%) e delle calzature (+11%).
La cosmesi, invece, si assesta intorno a un +3% mentre l’abbigliamento maschile, a sorpresa, riparte dopo diverse stagioni di flessione con un +9%. La gioielleria Bulgari ha spinto le vendite di orologi e gioielli da 687 milioni a 1,2 miliardi di euro nei nove mesi del 2011 in progressione del 26% rispetto all´anno passato.

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I suicidi realizzati e quelli tentati. In Emilia Romagna, secondo i dati di Polizia di Stato e carabinieri raccolti da Unioncamere regionale, in un anno, i primi sono stati 273, i secondi 329. Sul territorio regionale, sono stati 19 (18 erano uomini), 86 quelli tentati per la stessa causa. Ad incidere sulla scelta di dire stop alla vita, sono nella metà dei casi malattie psichiche, seguite da malattie fisiche, da problemi di cuore e da motivi economici.

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Secondo l’ultimo rapporto sulla ricchezza nel mondo, realizzato da Credit Suisse Research, un monumentale studio condotto su 200 Paesi (Global Wealth Report), a cui hanno lavorato i massimi esperti mondiali in materia, il bel Paese continua a essere una nazione di grandi risparmiatori ma soprattutto di grandi proprietari di case.. Il tasso di proprietà ha superato l’80% e in Europa ci battono solo Norvegia, Ungheria e Romania.

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Questo fa sì che in media la ricchezza pro capite nel 2011 sia pari a 211mila dollari. Mentre se si considera addirittura l’individuo adulto (chi ha più di 20 anni) questa sale a 260mila dollari. A fronte di 60 milioni di residenti questo vuol dire che la ricchezza totale arriva alla bella cifra di 12,7 trilioni di dollari
(erano 5,5 nel 2000). E se la ricchezza totale è più alta in Germania e Francia, rispettivamente a 13,4 e 14 trilioni di dollari, in realtà la ricchezza a livello pro capite consente all’Italia di surclassare Germania (163mila dollari), Regno Unito (197mila), Spagna (104mila), Canada (190mila), Stati Uniti (181mila).


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In Italia la ricchezza legata agli immobili pesa per i tre quinti rispetto dei due quinti derivanti da beni mobiliari. Una ricchezza, quella legata ad asset fisici, che nel decennio è fortemente aumentata: dal 2000 al 2011 la percentuale di italiani che controlla asset finanziari è scesa dal 47,3 al 37,8%, mentre
contestualmente la percentuale di chi ha asset non finanziari (per la gran parte si tratta di immobili) è passata dal 52,7 al 62,2 per cento.

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Questo report è l’unico al mondo a dare un’analisi onnicomprensiva della ricchezza per 4,5 miliardi di individui con l’obiettivo di fornire anche una evoluzione della ricchezza dal 2000 al 2011 dando il dettaglio a livello Paese. Per l’Italia i dati sono relativamente completi e la fonte è Ocse insieme a
Banca d’Italia. Trainata dal sostanziale contributo delle economie emergenti, da gennaio 2010 la ricchezza mondiale è aumentata del 14% arrivando a 231mila miliardi di dollari (era 203 mila miliardi).

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