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USA/ MRket: cala il sipario sulla sesta edizione. Consensi al Made in Italy

Cala il sipario oggi sulla sesta edizione di "MRket" al Javits Center con il Made in Italy che, alla fiera considerata la più importante del settore abbigliamento e accessori uomo nella East Coast, raccoglie vasti consensi da parte dei consumatori americani.

All’appuntamento newyorkese per la presentazione al MRket delle collezioni autunno-inverno 2012 ha aderito un consistente gruppo di 32 aziende espositrici e 35 marchi rappresentati.

Sono oltre 3 mila gli addetti ai lavori, principalmente dettaglianti e catene della grande distribuzione, giunti dalla East Coast statunitense, da Canada e Caraibi per visitare il MRket.

Tra gli stand del padiglione italiano organizzato dall’Ice di New York la collettiva Made in Italy è stata sotto i riflettori dei visitatori che sono tornati penna alla mano per rinnovare contatti e avviarne nuovi, seminando al passaggio la soddisfazione degli espositori.

L’Italia è posizionata al 12mo posto tra i fornitori di abbigliamento e accessori per uomo, facendo peraltro registrare incrementi in tutte le categorie nel periodo gennaio-novembre 2011, secondo i dati del Dipartimento del Commercio statunitense.

La componente più rilevante delle importazioni dall’Italia è il segmento degli abiti con un incremento del 19.5 per cento ed un valore di 258,5 milioni di dollari, seguito dalla maglieria pure in aumento di oltre il 25 per cento ed un valore di 155 milioni, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ieri la fiera al Javits Center è stata visitata dal direttore dell’Ice Aniello Musella e dal console aggiunto Dino Sorrentino che hanno tastato il polso degli espositori italiani, riscontrando che il mercato dell’abbigliamento e accessori per uomo sta riprendendo a volare.

"Il punto di forza dell’offerta italiana – ha spiegato Musella – continua ad essere l’ottimo rapporto prezzo-qualità, unito a tradizione artigianale, creatività ed innovazione, elementi questi che rendono il brand Made in Italy ancora molto attraente per il consumatore americano".

Anche se i livelli di vendita pre-crisi sono ancora lontani, si registra un rinnovato interesse al comparto degli articoli di abbigliamento ed accessori che nel padiglione del Made in Italy presenta le novità per il prossimo inverno, all’insegna dei colori decisi da indossare.

MRket si conferma quindi un decisivo appuntamento per le aziende italiane che intendono consolidare la propria presenza sul mercato a stelle e strisce.

"C’è un sentire comune tra tutte le aziende di un trend positivo: ieri è stato un momento di grande presenza anche di nomi importanti della distribuzione americana, da Bedorf & Goodman a Saks Fifth Avenue a grossi dettaglianti come Mitchell. I nomi giusti sono venuti, hanno fatto ordini, hanno confermato i rapporti di collaborazione".

Il prodotto base esposto è la camiceria, maglieria e l’abito, fino al cosiddetto "total look" che alcune aziende propongono ai consumatori americani, iniziando la vestizione dai calzini, calzature, cinture, fino al fazzoletto per il taschino della giacca.

"Si tratta di prodotti di fascia alta che, anche se non sono brand-firma, il livello qualitativo è molto alto e il prodotto è realizzato al cento per cento in Italia, un rapporto prezzo-qualità molto competitivo e quindi – ha sottolineato Musella – sono elementi importanti per entrare in un mercato anche più ampio rispetto a quello che sono i department store e i dettaglianti di lusso, ma anche su quella fascia medio-alta in cui il consumatore americano vuole un prodotto che sia di buon livello, senza dover spendere degli importi molto, molto elevati. E in questo momento il fattore prezzo è importante se coniugato con la qualità del Made in Italy: è la tipologia base del prodotto esposto".

Abbigliamento e accessori per uomo segnano l’accresciuto interesse degli americani per i prodotti di qualità del Made in Italy in questa categoria merceologica che registra incrementi in tutte le categorie del comparto.

 

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato su America Oggi ed è disponibile su www.americaoggi.info/

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