Cerca

EconomiaEconomia

L’INDRO/ Se gli americani non ci credono più

Da una ricerca del ’Financial Times’ emerge la delusione verso un sistema che "non funziona più". La metà degli intervistati non vuole rischiare ancora

 

Circa due terzi dei lavoratori americani, non ha più fiducia nel modello economico degli USA. Questo è quanto risulta dall’ultima ricerca pubblicata ieri dal ’Financial Times’ e incentrata sul US economic model che, per la popolazione statunitense, “non funziona più”.

In particolare il 51% di coloro che credono che il sistema non va, ha anche dichiarato di non essere preparato ad affrontare nuovi rischi investendo i propri risparmi. L’indagine ha mostrato chiaramente che c’è molta preoccupazione per la scorrettezza e le ambiguità che caratterizzano da tempo l’economia USA, soprattutto riguardo gli investimenti, su cui il sistema stesso si fonda. Per non parlare poi dei debiti, che terrorizzano tutti gli statunitensi ormai. Nel caso degli USA infatti, gli “indebitati” aventi famiglia, hanno iniziato ad avere le prime difficoltà nel pagamento dei loro mutui già nel 2005/2006.

Dal 2008 poi invece, sono state le banche a sperimentare seri problemi di liquidità con rischio di bancarotta. Tra quelle più famose in USA, in testa c’era la Lehman Brothers e molte altre compagnie dell’Eurozona. Così visto che i debitori hanno iniziato poi a pagare inevitabilmente i loro conti in sospeso, il PIL del paese è sceso vorticosamente, perchè nessuno spendeva più.

Da un lato, quindi, la posizione delle società, banche che hanno fornito i mutui non era neanche delle migliori, perchè il loro primo problema da risolvere è stato soddisfare la enorme richiesta di soldi che c’era dall’altra parte. Molte delle iniziative mostrate sia dal governo USA che dalle banche a livello internazionale poi, non hanno di certo agevolato il settore pubblico bensì quello privato. Questo ha fatto si che la popolazione richedesse nuovamente prestiti. Sarà per questo che la gran parte dei lavoratori USA non crede più nel proprio sistema economico?

Bisogna riconoscere che i numeri di questa ricerca del FT non fanno pensare ad un futuro roseo per gli USA, ma soprattutto vanno ad aumentare le preoccupazioni degli economisti sulla disoccupazione, molto alta soprattutto nello stato della California, che potrebbe portare ad un effetto di stagnazione delle risorse umane, del tutto negativo per l’economia e soprattutto la crescita del paese. E su questi temi, come ben sappiamo, si stanno giocando anche le campagne elettorali. In particolare il presidente Obama promette una restaurazione di una nuova ’fairness’ (correttezza) del sistema economico, mentre il suo antagonista repubblicano Mitt Romney punta su una gestione più competente.

Se il sistema economico Americano è creato per premiare chi ha il coraggio di affrontare dei rischi, cosa succede alla maggioranza di coloro che non desiderano farlo?” ha affermato David Bowers, managing director della Absolute Strategy Research, un’azienda di consulenza londinese.

Questa survey comunque, non costituisce un sondaggio di previsione sulle prossime elezioni, ma rivela elementi importanti per il futuro dei risparmiatori e investitori USA. Ad ogni modo la corruzione e la mancanza di correttezza all’interno del sistema sono le cose più gravi percepite dai partecipanti alla ricerca, solo il 20% degli americani ha dichiarato che il modello economico del Paese “ridistribuisce il benessere e le entrate in modo onesto”. Gran parte dei cittadini ha confermato che il sistema economico USA non ha stimolato nè promosso pari opportunità sul lavoro o previsto un programma premio per chi ha mostrato eccellenti abilità. Intanto Joan Crary, professore presso l’Università del Michigan invece, avrebbe affermato che l’economia degli USA, continuerà la sua ripresa durante quest’anno e nel prossimo, con l’aggiunta di circa 5 milioni di posti di lavoro e facendo si che la dispoccupazione scenda dell’8%.

 

L’andamento dell’economia statunitense per quasi tutto il 2011, non ha modificato la percezione che avevamo, di lenta ripresa” ha affermato Crary, “ad ogni modo ci aspettiamo che acceleri nei prossimi due anni, quando non ci sarà più nessun vento contrario ad ostacolarla”. Crary e i colleghi Daniil Manaenkov e Matthew Hall nel resoconto di medio anno sull’economia USA hanno confermato una crescita dell’occupazione,un aumento della spesa dei consumatori, un picco per il mercato immobiliare. Intanto per tornare alla ricerca del FT, le inquietudini all’interno della popolazione sono più forti che mai. Riguardo il sistema economico USA poi, non sono state comunque riscontrate grosse differenze tra le persone intervistate per età o genere, le angosce sono uguali per tutti.

*precedentemente pubblicato su www.lindro.it

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter