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GEO Services, l’Italia che potrebbe ma ancora non fa

Dalla ricerca all’industria: la convergenza tra telecomunicazioni, osservazione della Terra e posizionamento satellitare è il business del futuro ma da noi manca una pianificazione politico-economica che non ha previsto lo sviluppo del settore

Quando si parla di ricerca in generale è sempre difficile quantificare il ritorno economico nel lungo periodo. Tuttavia in alcuni settori è possibile fare delle stime ragionevoli, soprattutto nel medio periodo. Lasciando da parte la ricerca di pura conoscenza, che come abbiamo visto genera, comunque, sottoprodotti di uso quotidiano, un nuovo settore sta nascendo dalla convergenza tra le telecomunicazioni, l’osservazione della Terra e il posizionamento satellitare. L’insieme di questi settori produce i così detti GEO Services.

Un rapporto, dell’inizio dell’anno, fatto dalla società Oxford Economic Research Associated per Google, indica che il ritorno economico di questi tre settori, assieme, è tra 150 e 270 miliardi di dollari l’anno. Confrontando questi numeri con quelli derivati dall’industria dei giochi video (22 miliardi di $ l’anno) e quelli generati dalle aviolinee (594 miliardi di $ l’anno) si ha la netta sensazione che i GEO Services siano il business del futuro a medio periodo. I ritorni sono sia di natura diretta sia indiretta e possono essere facilmente quantificati in: risparmio di tempo, risparmio di carburante, rapida risposta nel caso di emergenze di qualsiasi natura, un ritorno in termini di nuovi titoli di studio che sia in grado di sfruttare le nuove convergenze tecnologiche, nuovi strumenti competitivi applicati ai settori delle telecomunicazioni, all’utilizzo dei Geographic Information System (GIS), alla pianificazione del territorio e così via.

L’Italia è concretamente attrezzata alla competizione che ci sarà nel settore dei GEO Services, perché ha la più grande costellazione di satelliti di Osservazione di Terra (COSMO SKYMED, realizzati dalla Thales Alenia Spazio, un consorzio Italo -Francese), 4 satelliti in banda X che possono osservare la Terra in ogni tempo meteorologico e con un ritorno di 24 ore. Si può avvalere dei satelliti di telecomunicazioni del consorzio Europeo Eutelsat e si avvarrà, dal 2014 dei Satelliti di posizionamento Galileo, cui ha fattivamente contribuito. Cosa manca?

Come sempre la mancanza di una pianificazione politico-economica che non ha previsto uno sviluppo del settore. La sola presenza di un attore come Telespazio, industria di telecomunicazioni, sembra non essere sufficiente. Manca una politica dei Public Regulated Services, cioè di quelle strutture pubbliche che certifichino e regolino la materia. L’Italia, come Paese utilizzatore del PRS, per predisporsi all’utilizzo delle GEO Services, che richiedono lo sviluppo di un centro operativo, deve avvalersi di un’Entità Nazionale per la Sicurezza dei servizi di Navigazione satellitare che consenta di rendere operativo l’uso del PRS, in forma efficiente e sostenibile per le utenze istituzionali, ottemperando ai requisiti di sicurezza.

Il 24 di luglio 2013, Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per l'Industria e l'imprenditoria, ha affermato: “Oggi è un giorno importante per la navigazione satellitare europea. Il livello di precisione raggiunto nella determinazione della posizione geografica utilizzando soltanto quattro satelliti Galileo è una dimostrazione della competenza industriale dell'Europa e rappresenta un passo importante per il lancio dei primi servizi nell'ottobre 2014. Gli utenti potranno usufruire ogni giorno di un miglior servizio di navigazione satellitare e si apriranno nuove opportunità commerciali. Questo è ciò di cui abbiamo davvero bisogno nel contesto economico attuale.” I tempi sono assai stretti, nel frattempo Galileo completerà la sua formazione, costituita da 30 satelliti, entrando anche in competizione con la costellazione di GPS Statunitensi, avendo una maggior copertura e maggiore precisione. Il passaggio tra il momento della ricerca e le sue applicazioni è maturo. La politica faccia la sua parte tracciando la strada per nuove iniziative industriali-economiche, non è più tempo di vivere alla giornata, si avvii un piano complessivo sulle telecomunicazioni che riveda profondamente la materia nel senso qui trattato.

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