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Twitter a Wall Street cerca di non imparare da Facebook

di F.B.

La "matricola" del microblogging parte con un rally. Ma quanto durerà?

Colpo d'ala per il sito di microblogging, Twitter, che al suo esordio in Borsa fa il botto e debutta al New York Stock Exchange marcando una grande distanza dai competitor. In apertura il titolo è volato a 45,10 dollari per poi mantenere l'acceleratore premuto come non si vedeva dai tempi di LinkedIn (ricordate invece la delusione di Facebook?). Il titolo ha registrato un rialzo fino a quota 90 per cento (50 dollari per azione), una cifra superiore non solo alle aspettative degli analisti ma più alta rispetto al prezzo di collocamento siglato mercoledì a 26 dollari per azione.

Con un rally a dir poco incandescente, il titolo riparte da quota 44,90 dollari, +73 per cento, mentre il pricing dell'Ipo ha già valutato la società di Jack Dorsey tra 14,4 e quasi 18 miliardi di dollari (anche qui lo stacco con Facebook si fa sentire, da maggio 2012). Ci troviamo di fronte alla undicesima migliore Ipo (acronimo della locuzione anglosassone Initial Public Offering, Offerta Pubblica Iniziale) del 2013, negli Stati Uniti. Secondo i dati elaborati da Dealogic, i concorrenti sarebbero in calo, basti guardare a Facebook che cede il 2,83 per cento a 47,71 dollari per azione, mentre LinkedIn spunta un lieve -3,15 per cento a 213,74 dollari per azione. Yelp perde invece il 6,38 per cento a 62,39 dollari per azione.

La "matricola" Twitter sembra aver imparato dagli sbagli commessi dal titolo del social network di Mark Zuckerberg nei primi mesi sul Nasdaq. False profezie lasciavano presagire che Twitter scegliesse un percorso con meno ostacoli, ma il cambio di rotta ha spezzato via ogni indugio e la scelta di alzare il prezzo è stata, per il momento, accettata e premiata dal mercato sempre più diversificato e instabile. Meno ombre si inseriscono infine sui prossimi step del sito di microblogging, in particolare sul posizionamento di Twitter sul fronte mobile. Che sia la nuova frontiera borsistica anche per futuri inserzionisti?

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