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Obama giudica l’anno che lo ha reso impopolare restando ottimista per il 2014

di La Voce NY

Conferenza stampa di fine anno alla Casa Bianca, in cui il Presidente ha parlato di economia, riforma sanitaria, immigrazione, crisi in Medio Oriente e ancora di cambiamenti nella NSA 

Un Obama un po' stanco e che magari non vedeva l'ora di partire per le Hawaii per le due settimane di vacanza per le feste natalizie e di fine anno, ha tenuto una lunga conferenza stampa alla Casa Bianca.  Tanti i temi toccati con ovviamente l'economia al centro: la ripresa economica, almeno per gli Usa, sembrerebbe ormai inarrestabile. L'economia – cresciuta del 4.1 nel terzo semestre –  ha "il tasso di disoccupazione sceso al livello più basso degli ultimi 5 anni" ha detto Obama prendendosene ovviamente i meriti.

Anche le tensioni nel mondo rispetto all'anno appena trascorso dovrebbero, sempre secondo Obama, diminuire. Il presidente ha detto infatti che "grazie agli sforzi diplomatici americani, nel 2014 ci sarà un mondo più sicuro". Obama ha citato quindi i "successi", che sarebbero i negoziati avviati per metter fine al programma nucleare bellico in Iran, l’accordo raggiunto per l’eliminazione delle armi chimiche dalla Siria e il ritiro della forza multinazionale dall’Afghanistan che sarà completato proprio nel 2014. 

Obama ha anche parlato della riforma dell’immigrazione, da cui secondo la Casa Bianca può arrivare una ulteriore spinta per lo sviluppo. Nonostante Obama ammetta il passo falso con cui è partita nel 2013 la sua riforma sanitaria (praticamente ha fatto capire che e' stato l'errore più grande in questo anno di sua presidenza), il presidente ha cercato di rimanere ottimista, ritornando alla ripresa economica, affermando che "questo non è stato l’anno peggiore della mia presidenza. Ci sono stati alti e bassi".

Sul fronte della NSA e dello scandalo partito dalle rivelazioni di Edward Snowden, Obama ha detto ai giornalisti che per la loro sicurezza gli Stati Uniti hanno bisogno della NSA, ma che i controlli potranno essere effettuati con un maggior equilibrio e ha parlato di un nuovo programma che cercherà di lasciare i dati telefonici ed elettronici  sempre in possesso delle compagnie telefoniche e che certi dati potranno essere visionati solo con specifiche richieste. La decisioni finali sul programma di sorveglianza richiederanno "ancora diverse settimane" quindi bisognerà aspettare ancora a gennaio. Snowden allora merita l'amnistia? Anche per cercare di sapere che tipo di informazioni abbia veramente dato all'estero? Qui Obama resta prudentissimo: "Ogni decisione spetta al ministro della Giustizia".

Intanto la popolarità di Obama è scesa al 41 per cento, praticamente agli stessi livelli di GW Bush al suo quinto anno di presidenza. Quando una giornalista ha domandato se si renda conto della sua impopolarità, il presidente ha replicato che se avesse dovuto seguire sempre i poll allora non si sarebbe mai dovuto neanche candidare per la Casa Bianca. "Vanno su e poi vanno giù, ma io mi devo preoccupare non dei poll, ma di fare il lavoro per creare più opportunità per gli americani… Ormai non devo fare più una campagna elettorale".

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