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Il grande business dell’americanizzazione dell’Italia

Le riforme liberiste di Renzi, sostenute da Berlusconi e da Marchionne, puntano a privatizzare il settore pubblico. E vista la cronica debolezza dello stato nel nostro paese è facile profetizzare (e su questo puntano gli speculatori) che, ancor più che negli stessi Stati Uniti, in Italia saranno le lobby a controllare la politica e le grandi corporation ad appropriarsi a basso costo dei beni comuni 

Intitola La Stampa: “Blackrock primo azionista di Unicredit”. E spiega: “L’America scommette sulla ripresa italiana e lo fa comprando titoli bancari a forte sconto”. Quattro commenti:

1) È evidente che La Stampa, come il resto dei media italiani, appoggia Matteo Renzi e il suo governo. Il messaggio da trasmettere è quello della fiducia: i fatti concreti sono pochi e allora si punta sulle aspettative. È dall’inizio dell’anno che i giornali riportano solo le notizie che sembrerebbero annunciare una prossima ripresa. Chi non condivida l’euforia è un disfattista. (In America è l'opposto: da Fox News al New York Times ogni giorno vengono evidenziati solo i segnali negativi, allo scopo di indebolire Obama e di far vincere le elezioni di novembre ai conservatori. Chi non condivida l'apprensione è un irresponsabile). L’articolo della Stampa si conclude con un’esplicita minaccia: “Gli investitori stanno scommettendo sullo sblocco dello stallo politico avvenuto con Renzi. Ma se le riforme si bloccano rischiamo grosso”. Come a dire: o fate come vogliamo noi o tutto va a rotoli. Il tipico bluff degli speculatori.

2) È paradossale che la buona notizia, secondo la Stampa, sarebbe che gli stranieri stanno acquistando le nostre imprese a prezzi stracciati. Ricordate la barzelletta dell’americano fesso che si faceva convincere a comprare il Colosseo? Prima o poi a un americano o a un cinese Renzi glielo vende davvero il Colosseo, e i fessi saranno gli italiani che si faranno convincere da giornali e telegiornali che sia stato un buon affare.

3) In realtà “l’America” non "scommette" su nulla. La gran maggioranza degli americani non ha proprio nulla da scommettere: l’80% è a rischio povertà e il 70% è in debito. E il governo americano è ostaggio della destra e delle lobby, che continuano a pretendere tagli al bilancio e sgravi fiscali per i ricchi. A investire sono i grandi gruppi finanziari (quelli che beneficiano di quegli sgravi), compagnie che di americano hanno, a volte, la sede legale e la bandiera sull’asta all’ingresso dei loro grattacieli, oltre che la quotazione a Wall Street. In effetti sono multinazionali con investimenti e investitori in ogni parte del mondo. BlackRock è una di queste.

4) Non si tratta dunque dell’America che scommette sull'Italia, bensì della grande finanza globale che scommette sull'americanizzazione dell'Italia. Le riforme liberiste di Renzi, sostenute da Berlusconi e da Marchionne, a questo puntano: a privatizzare il settore pubblico. E vista la cronica debolezza dello stato nel nostro paese è facile profetizzare (e su questo puntano gli speculatori) che, ancor più che negli stessi Stati Uniti, in Italia saranno le lobby a controllare la politica e le grandi corporation ad appropriarsi a basso costo dei beni comuni. Ma i fessi italiani di cui sopra staranno ancora celebrando l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la svendita delle auto blu.

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