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Mentre l’Italia sprofonda, Renzi da Erdogan sogna le lire turche…

di Elisabetta De Dominis
Renzi con Erdogan

Renzi con Erdogan

L’Italia ha ancora un marchio che rappresenta il meglio della produzione manifatturiera mondiale ma lo stanno azzerando con la persecuzione fiscale della creatività e dell'artigianato. Intanto Renzi corteggia la Turchia che ricorda un bel Paese di quando c'era la lira

 

Tutti vogliono scappare dal più bel Paese del mondo che è diventato il più inospitale, soprattutto per i suoi cittadini. Lavoro non ce n’è, tasse a manetta, ma per ora il rosso cavallino rampante frena e resta qua. La Ferrari continuerà a pagare le tasse in Italia: questa è una notizia che ci riempie le orecchie del suo rombo. Per forza: i ricconi comprano un’automobile Ferrari perché è un genere di lusso italiano, se venisse prodotta all’estero chi la vorrebbe? Chi ci governa non ha ancora capito che l’Italia è un marchio che rappresenta il meglio della produzione manifatturiera mondiale. Andrebbero facilitati ricerca, ma anche creatività e artigianato italiani attraverso una defiscalizzazione. Invece hanno azzerato tutto con la persecuzione fiscale. Inoltre sono stati svuotati i centri storici costruendo innumerevoli centri commerciali fuori porta per scimmiottare gli shopping center americani, che sono nati dove non c’erano centri cittadini. Le belle città di provincia italiane sono costellate di negozi chiusi, perché i piccoli commercianti non ce la fanno a sopravvivere, figurarsi a pagare tutti gli oneri che lo Stato gli impone. Non è possibile che una ditta individuale abbia lo stesso trattamento fiscale delle catene commerciali di marchi quotati in borsa. 

Renzi nel frattempo che fa? Va in Turchia, sulla scia del Papa, e stringe la mano al presidente Erdogan promettendogli un forte appoggio per l’ingresso in Europa. Tanto abbiamo già fatto entrare chiunque e la Turchia è molto più produttiva di molti altri Paesi europei. Purtroppo ha un piccolo neo: Erdogan è sostenuto finanziariamente dai musulmani fondamentalisti, altrimenti salta. Ma forse il nostro satiro la sa più lunga di quello che pensiamo: ha scoperto che in Turchia vige la lira e sta trattando uno scambio segreto in Europa, del tipo: “Voi ci date la lira e noi vi lasciamo il nostro posto accanto alla Merkel”. Lei poi dev’essere contentissima avendo già 7 milioni di operosi turchi in Germania che lavorano per i tedeschi e non bevono alcolici, un risparmio anche per la sanità tedesca e un rafforzamento della razza, a dispetto delle idee hitleriane sulla stirpe ariana. Nella fretta di far le scarpe a Salvini, che vorrebbe reintrodurre la lira, Renzi però ha fatto i conti senza l’oste: riceverà 2 lire e 70 centesimi turchi circa per 1 euro, ma non riuscirà più ad acquistare per sua moglie una borsuccia prodotta in Turchia dai nostri stilisti per pochi euro e da loro rivenduta sul mercato mondiale ad almeno duemila euro. Comunque ci nutrirà bene: le mele turche hanno il sapore di una volta, le ciliegie sono giganti, le nocciole quelle della Nutella e per sopravvivere nella terza età sono alimenti sufficienti. Già i pensionati dell’antica Roma andavano in massa a concludere la vita in Turchia, come attestano le tombe romane in svariate città. 

E’ giusto lasciare l’Italia ai giovani che non hanno spazio a causa nostra: vedremo se avranno l’ingegno dei loro nonni. Non se ne può più di sentire che i poveri giovani devono emigrare all’estero, perché non trovano un lavoro all’altezza della loro formazione, e i loro padri che hanno perso il lavoro non sono altrettanto poveri? Il lavoro si può creare quando c’è spirito d’iniziativa e un mercato favorevole agli investimenti.

Il ministro del lavoro Poletti, presidente della Lega delle Cooperative Operaie, non sapeva niente dell’organizzazione mafiosa che aveva messo in atto Buzzi, ex omicida graziato da Scalfaro, per far lavorare la sua cooperativa 29 giugno. Una cooperativa di ex detenuti a cui doveva essere dato lavoro senza appalto per aiutarne l’integrazione sociale, in cambio Buzzi finanziava con i soldi dei lavoratori i candidati politici e di destra e di sinistra. Finalmente gli italiani scoprono che da un bel po’ non esistono più destra e sinistra, diventate organizzazioni mafiose che accordano favori in cambio di voti. La mafia sono i politici e i burocrati corrotti che si appropriano del denaro prodotto da chi lavora. E da questo ministro del lavoro così ingenuo c’è da aspettarsi un cambiamento di rotta per l’emigrazione di giovani ed anziani? L’Italia è terra di conquista degli immigranti extracomunitari e degli zingari che vengono sistemati in nuove case popolari: pagheranno con i loro voti. Come succede già da decenni, ma nessuno se n’era accorto.

 

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