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La Salerno-Reggio Calabria: l’ennesima promessa (elettorale) del governo Renzi

di C. Alessandro Mauceri

Dai primi anni ’70 i governi promettono il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ma Renzi ha fatto di più: ha promesso di chiudere i lavori entro il prossimo anno senza nemmeno consultare il sito della Camera dei Deputati dove sta scritto che il completamento è previsto per il 2002 e oltre…

Ormai alle promesse dei politici non crede più nessuno. Tanto meno quando queste promesse riguardano la data di completamento dei lavori dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Una promessa che non poteva non fare anche il “nuovo che avanza”. Infatti, il presidente del Consiglio del Ministri, Matteo Renzi, intervenendo ad una trasmissione televisiva, ha detto: "La Salerno-Reggio Calabria la finiamo. Da domani ci sarà un nuovo cda all'Anas, entro il 2015 tutti i cantieri avranno un'accelerazione definitiva e al massimo il prossimo anno concludiamo i lavori".

Giornalisti e telespettatori sono rimasti a bocca aperta. Vabbé che in molte regioni le elezioni sono vicine e, quindi, “tecniche di marketing” come promettere il rimborso delle pensioni (ma da attuare solo dopo l’afflusso alle urne) o simili non dovrebbero sorprendere. Ma l’autostrada Salerno-Reggio Calabria… 

Per capire fino a che punto si è spinto il nuovo che avanza con la sua promessa è necessario fare un passo indietro nel tempo. Fino al 1961: poco dopo il boom economico che seguì il dopoguerra e la costruzione dell’’autostrada che attraversava l’Italia da Milano a Napoli. Con la legge 729 si decise di affidare all’Anas anche la costruzione dell’Autostrada Salerno-Reggio Calabria (declassificata nel piano dell’Iri e per questo inizialmente rifiutata). Fu allora che cominciò la storia senza fine (in termini di costi e di tempi di realizzazione) della A3: per la realizzazione dell’opera l’Anas fu autorizzata a contrarre mutui per 180 miliardi di lire, pari al 100% del costo iniziale dell’opera.

Ma ancora prima di cominciare i lavori, si decise di abbandonare il progetto originario (che correva lungo la costa) e di seguire la montagna interna, allungando il percorso e costringendo a bucare decine di volte la montagna e a costruire decine di viadotti: ad oggi, su questa autostrada, si contano ben 200 gallerie e 500 tra ponti e viadotti (con aumento dei costi e dei tempi di realizzazione stratosferici).

I lavori procedettero abbastanza speditamente fino alla metà degli anni Settanta (pur con le difficoltà tecniche dei tempi e, forse, anche grazie allo scarso interesse manifestato dalla malavita). Fu allora che cominciarono a registrarsi ritardi e, contemporaneamente, si verificarono tre fenomeni: infiltrazioni della malavita organizzata nella realizzazione dei lavori e un aumento smodato dei costi. Ma cominciarono anche le promesse dei politici di turno relative al completamento dei lavori dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

"Nel 2003 siamo sicuri di completare l'aggiornamento di questa arteria fondamentale", disse nel 1998 Enrico Micheli, allora Ministro delle Infrastrutture.

Un paio d’anni dopo fu la vota di Berlusconi che, a "Porta a Porta" scrisse su una lavagna che questa autostrada faceva parte delle opere prioritarie (chi pensava che Renzi fosse il primo ad aver usato la lavagna per i propri proclami, si sbagliava). Gli fece subito eco il Ministro delle Infrastrutture dell’epoca, Pietro Lunardi, che ribadì: "Sarà completata nel 2008".

Nel 2002 anche il Cipe volle dire la sua e sentenziò che i lavori sarebbero stati completati entro il 2005. Pochi anni dopo, Berlusconi ripetè la sua promessa agli italiani: i lavori di ammodernamento saranno conclusi entro il 2013.

Poi fu la volta di Corrado Passera, Ministro per lo Sviluppo economico, Trasporti e Infrastrutture durante il governo Monti, che non volle essere da meno: "Dobbiamo assicurarci che entro la fine dell'anno prossimo tutti i cantieri della Salerno-Reggio Calabria, oggi sono 13 e due devono essere ancora aperti, siano completati", perché si tratta di una "infrastruttura basilare del Sud. Metto la faccia in tanti posti, la metto anche qui". Furono queste le parole di Passera nel 2012. Visto come sono andate le cose, non si capisce come faccia ad andare ancora in giro.  

Nel 2013, anche l’ormai ex presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, si cimenta con le promesse sulla Salerno-Reggio Calabria: “Entro dicembre ultimeremo tutti i lavori già finanziati e avviati”.

Quell’anno forse passerà alla storia come l’anno dei tagli di nastri, con tanto di autorità locali presenti e sorrisi per foto di gruppo. Come è avvenuto per un’altra autostrada, la Palermo-Messina, in molti si sono succeduti a brindare e a festeggiare il completamento di lavori mai ultimati. Tra loro Ciucci,  riconfermato dal presidente del Consiglio,  Enrico Letta, capo dei lavori fino al 2015. Proprio lui ha detto: "La nuova Salerno-Reggio Calabria non è l'autostrada della vergogna, ma è il più grande progetto economico-finanziario infrastrutturale italiano e costituisce un motivo di vanto e di orgoglio per il nostro Paese". Poco dopo Ciucci ha presentato le proprie dimissioni "in segno di rispetto" per il nuovo Ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio, al fine di "favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas".

Come è spesso accaduto nel passato, immediatamente, sul sito dell’Anas sono comparse le nuove scadenze dei lavori. Scadenze, come tutte le precedenti, non rispettate: i lavori, infatti, avrebbero dovuto essere completati tra aprile e luglio 2014 (come riportato sul sito dell’Anas). Peccato che, poco tempo dopo, per molti dei cantieri è comparsa la dicitura: “Il termine dei lavori è in corso di ridefinizione”.

Ritardi, cantieri aperti ma in cui nessuno lavora, morti sul lavoro e infiltrazioni mafiose. Ad oggi sono almeno 190 i “casi” registrati: dal semplice furto di materiali fino ad atti intimidatori a sfondo estorsivo.

Un cantiere infinito che, anno dopo anno, ha visto lievitare i costi fino a oltre dieci miliardi di euro:  10.557.000.000, per l’esattezza. E’ questa l’ultima stima (datata 31 dicembre 2014) dell’Anas riferita alla delibera CIPE 62/2011. Una somma mostruosa che in altri Paesi sarebbe stata sufficiente a realizzare il doppio se non il triplo delle opere previste per la Salerno-Reggio Calabria. Un’opera che, lungi dall’essere un vanto per il paese, è diventata la vergogna dell’Italia nel mondo: il New York Times ha scritto che “nulla incarna i fallimenti dello Stato italiano più nettamente dell’autostrada da Salerno a Reggio Calabria”.

Sempre per restare in tema di internazionalizzazione, la Salerno-Reggio Calabria è finita anche nei dossier di Wikileaks. Sul sito è stata riportata una nota di Patrick Truhn, ex console generale degli Usa di stanza a Napoli, che dice: “Considerati i ritardi interminabili che hanno afflitto la costruzione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, ancora incompiuta dopo diversi decenni, il ponte sullo Stretto che non sarà di certo costruito a breve servirà a ben poco senza massicci investimenti in infrastrutture stradali e ferroviarie sia in Sicilia sia in Calabria, regioni entrambe declassate”.

Ma della Salerno-Reggio Calabria si sono interessati anche a Bruxelles: questa autostrada rientra tra le grandi incompiute dell’Italia. Nonostante il suo completamento sia stato inserito nella “lista della spesa” dei progetti dell’Italia in vista della messa a punto del piano Juncker, la Salerno-Reggio Calabria rientra tra le promesse incompiute fatte dal governo Renzi per sostenere il rilancio della crescita e dell’occupazione in Europa. Recentemente la Commissione europea si è resa conto che l’ammodernamento dell’autostrada resosi “assolutamente indispensabile” alla fine degli anni Ottanta, non è mai stato completato. Per questo l’Unione Europea ha obbligato l’Italia a far sì che la Salerno-Reggio Calabria corrispondesse alle normative europee. I lavori che la task force Commissione UE-Bei, voluta dall’Ecofin, ha inserito sono due: da un lato, il completamento dell’autostrada per un costo pari a 7 miliardi e 443 milioni; dall’altro, l’aggiunta di 59 chilometri per un totale di 2 miliardi e 900 milioni. Forse è per questo che il nuovo che avanza ha promesso di completare i lavori della Salerno-Reggio Calabria entro il 2016: per non dispiacere a chi governa da Bruxelles.

E visto che doveva farlo, perché non giocarsi anche questa carta e fare una bella promessa agli italiani? Peccato che, prima nel farlo, abbia dimenticato di leggere quanto riportato sul sito della Camera dei Deputati. Qui, sulle pagine del Silos, Sistema Informativo Legge Opere Strategiche, nella Scheda 53 relativa al “Corridoio plurimodale tirrenico Nord Europa – Asse autostradale Salerno-Reggio Calabria – Autostrada Salerno – Reggio Calabria” si legge, sotto la voce Ultimazione dei lavori, “oltre  2020”.

E sempre che, nel frattempo, il governo riesca a trovare i duemila e trecento miliardi di euro indicati alla voce “Fabbisogno residuo al 31 dicembre 2014”…

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