Cerca

EconomiaEconomia

La malattia dell’Europa si chiama Euro

Proviamo a spiegare il perché la BCE, pur stampando 60 miliardi di Euro al mese, non ha risolto i problemi economici dell’Eurozona. O meglio, perché una parte dell’Unione Europea continua ad arricchirsi, mentre un’altra parte dell’Unione - Italia e Grecia in testa - diventa ogni giorno più povera   

In generale più moneta c'è in circolazione e più c'è inflazione. C'è chi dice che è sempre così, c'è chi non è molto d'accordo. Fatto è che la BCE (Banca Centrale Europea) stampa 60 miliardi di Euro al mese e l'ISTAT continua a comunicare dati negativi riguardo ai movimenti dei prezzi. Quindi o le teorie economiche sono approssimative o c'è qualcosa di strano.

C'è anche chi afferma che l'economia non sia una scienza e quindi ognuno può dire la sua, come al bar dello sport. In effetti, in Europa hanno trasformato una scienza sociale in un minestrone politico senza né capo, né coda. Tutte le politiche che si stanno portando avanti non hanno nulla a che fare con le leggi economiche, un po' come nell'URSS dove hanno resistito per ben 75 anni riducendo in miseria milioni di persone, deportando ed uccidendo i dissidenti che comprendevano che non si poteva andare avanti con un modello sociale ed economico basato su teorie sbagliate. Nell'URSS l'economia non era una scienza e nemmeno in Europa. Per fortuna ancora non deportano o uccidono i dissidenti all'interno dell'area Euro, altrimenti chi vi scrive rischierebbe un bel po'.

Mario Draghi

Mario Draghi

Cerchiamo, nel nostro piccolo di fare chiarezza. La moneta si comporta all'interno degli scenari economici come fa l'acqua all'interno dei condotti idraulici, non a caso viene anche chiamata con il termine "liquidità". Se voi immettete molta acqua in un piccolo contenitore, ad un certo punto questo contenitore straboccherà e l'acqua fuoriuscirà. Quindi se in uno Stato circola troppa moneta si creerà inflazione. L'inflazione, se in quantità eccessiva, crea problemi ai percettori di reddito fisso (soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati) e ai creditori, mentre i debitori, i commercianti, gli imprenditori e i proprietari di case o di qualunque asset fisico (opere d'arte, oro, etc.) sono categorie che vengono avvantaggiate da un sistema inflazionistico. Paradossalmente l'economia italiana si era modellata attorno un sistema inflazionistico e la cura teutonico-europea a base di deflazione sta portando intere fasce della popolazione al declino, con il conseguente assottigliamento della classe media.

Ritornando al nostro esempio, cosa accade se si versa dell'acqua in un contenitore bucato? Che l'acqua non basterà mai. Quindi la creazione di moneta non solo non procurerà inflazione, ma non servirà a nulla, perché l'area interessata resterà in credit crunch (termine anglosassone che in soldoni significa che le banche non erogano prestiti) e in deflazione. E se il contenitore fosse sia bucato che inclinato? L'acqua non solo non basterà, ma ci saranno alcune zone che avranno acqua a sufficienza ed altre che non ne avranno affatto restando all'asciutto. E' quello che accade nell'area Euro dove, secondo un meccanismo chiamato del Fly to Quality, i capitali si dirigono lì dove stanno meglio. Dove stanno meglio i capitali? Dove rischiano meno e rendono di più.

Se voi doveste decidere dove investire un Euro all'interno dell'area, perché dovreste investirlo in Italia o in Grecia, dove c'è molto più rischio che in Germania che addirittura cresce di più? Prima dell'avvento dell'Euro per un italiano non era indifferente decidere di investire all'estero, perché c'era un rischio cambio, ora che non c'è più è chiaro che ad un italiano non conviene investire in Italia e se lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo. Si pagano più tasse, si cresce di meno, c'è più burocrazia e soprattutto i tassi sono più alti che in Germania. Un operatore razionale dovrebbe chiedere un premio per il rischio molto alto, ma lo spread sui titoli di Stato è basso, quasi inesistente. Sono le magie dell'Euro, quello che non vi dicono è che in economia e finanza nulla è gratis, quindi i tassi e lo spread basso qualcuno lo sta pagando. Chi lo paga? Le fabbriche che chiudono, i dipendenti che vengono licenziati, i cittadini che pagano i servizi statali e locali sempre di più ricevendone sempre di meno. Quindi l'area Euro non funziona, perché crea più divergenze fra gli Stati che hanno sempre più difficoltà a limitarle.

Il contenitore inclinato e bucato fa sì che intere aree e nazioni siano in credit crunch e la BCE può inondare Bcedi liquidità tutta l'era Euro, ma la moneta si concentrerà solo in alcune aree ed altre resteranno all'asciutto. Ci dicono che facendo le riforme torneremo ad essere competitivi, nel frattempo, però, il debito pubblico aumenta, la spesa per interessi aumenta, nonostante i tassi siano ai minimi storici, le imposte aumentano. Siamo un Paese che ha una pericolosa deriva verso il socialismo e con le magnifiche riforme risolveranno tutto.

E' francamente paradossale non notare che se io fossi un imprenditore tedesco sarei ben contento che il mio principale concorrente nel mondo, l'imprenditore italiano, sia ridotto in questa situazione. Paga più tasse di me, in banca non gli fanno più credito, gli posso invadere il suo mercato e posso addirittura comprarmelo. Senza contare il fatto che se la spesa pubblica resta a questi livelli gli italiani avranno sempre da consumare i prodotti tedeschi. Prendo due piccioni con una fava. Quindi da buon tedesco impongo all'Italia più tasse a parità di spesa, così strangolo gli imprenditori concorrenti e ottengo quote di mercato e nuovi consumatori. Perché quando si è introdotto l'obbligo del raggiungimento del pareggio di bilancio in Costituzione non si è anche provveduto a mettere una pressione fiscale massima? Il bello è che l'italiano medio inizia a percepire che c'è molto che non va, ma non riesce a scoprirne il colpevole. Alla fine il colpevole è lui che ha votato male, la classe dirigente (che è la stessa che ha firmato i trattati europei, ma in quel caso è stata illuminata).

In Grecia è stato paradossale che i cittadini non volessero uscire dall'Euro. Si sono condannati alla povertà secolare con questa mossa, ora gli stanno prestando decine di miliardi di Euro, ma li ripagheranno con gli interessi al prezzo di una deflazione e di una recessione senza fine, con piccoli rimbalzi del gatto morto (c'era chi sosteneva che il PIL (Prodotto Interno Lordo) greco stesse rialzandosi dopo aver perso il 25% uno 0,6% era il segnale di rinascita, vero?).

Scusate per la lunghezza dell'articolo, di solito sono meno prolisso, ma l'argomento è vasto e va fatta un minimo di cultura, perché in questo momento c'è chi gioca sull'ignoranza e la confusione. L'economia è una scienza sociale, pertanto non è esatta, ma i fenomeni di fondo possono essere studiati ed orientati. Come per la medicina ci sono le malattie e le cure, ma se non si scopre la malattia (l'Euro), non si potrà mai trovare la cura e la giusta medicina.

* Alessandro Piergentili è nato a Roma (ma palermitano d’adozione) nel 1970, sposato con Deborah, tre figli Vera, Pietro e Viola in rigoroso ordine di nascita. E' esperto di economia e finanza, laureato alla LUISS in Economia degli Intermediari Finanziari e Assicurativi nel 1996. Ha svolto il ruolo di economista prima e poi gestore presso IMI- Fideuram Bank Lussemburgo per svariati anni. In seguito si trasferisce a Palermo dove svolge l’attività di Responsabile delle Gestioni Patrimoniali presso Banca Popolare S.Angelo. Da pochi anni è business developer per delle società che gestiscono fondi di private equity e venture capital.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter