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Expo Milano 2015: un sito per le escort e mille e 800 militari impegnati come ‘metronotte’

di C. Alessandro Mauceri

Il governo Renzi che taglia le prestazioni sanitarie ai cittadini non bada, invece, a spese per ‘salvaguardare’ i padiglioni dell’Expo di Milano 2015. Ogni giorno 1800 tra alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, artiglieri e cavalieri fanno la guardia. Il sito per le escort per 'nutrire' le serate… (non è che si può sempre "nutrire il pianeta"!)

L’Expo 2015, per molti, è un grande affare. È un affare per chi ha affittato i terreni (e che tra pochi mesi se li riprenderà con sopra tutte le opere che non saranno state rimosse entro aprile 2016). È un affare per chi ha realizzato molti degli stand (bypassando, con la scusante del ritardo accumulato, regolamenti e norme che in tutti gli altri cantieri, invece, si è costretti a rispettare). È un affare per migliaia di escort che si sono precipitate a Milano e dintorni (addirittura hanno aperto un sito chiamandolo EscortforExpo….).

Ma l’affare più grosso lo hanno fatto gli organizzatori della manifestazione che hanno potuto beneficiare di una quantità spaventosa di servizi e di privilegi tutti gravati sulle spalle (e sulle tasche degli italiani).

Ultimo, ma non ultimo, quello per la sicurezza. Pochi lo sanno e ancora meno ne hanno parlato, ma ogni notte, dopo che i cancelli dell’Expo 2015 sono stati chiusi, entrano in opera i militari. I militari? Sì, proprio i nostri militari, quelli pagati con i soldi degli italiani che dovrebbero garantire la “sicurezza del Paese”.

Invece, ogni notte, intorno alle undici, circa 1800 tra alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, artiglieri e cavalieri si trasformano in poco più che metronotte.

Ma non basta. I militari selezionati non sono persone qualunque: sono soggetti altamente qualificati: hanno il compito di controllare e tutelare l’area e il perimetro e prevenire attacchi di ogni tipo. Addirittura sono state organizzate diverse squadre, ciascuna comandata da un colonnello: il colonnello Luca Franchini gestisce i controlli di sicurezza sugli automezzi in ingresso e il colonnello Elio Babbo si occupa dei controlli perimetrali del sito e di altro. Gruppi di soldati altamente qualificati, come ha detto Franceschini, che operano "in tre fasi. Il primo lo svolge il binomio cinofilo: il cane ricerca l'eventuale presenza di esplosivi, armi o munizioni. Il secondo è di tipo chimico-radiologico per l'eventuale presenza di sostanze o minacce di questo tipo".

I militari controllano tutti gli automezzi che entrano nell'area e se dovessero rilevare oggetti sospetti interverrebbe un altro team specialistico, l’Iedd (Improvised Explosive Device Disposal, il personale specializzato proveniente dal Centro di Eccellenza del Genio di Roma).

Personale altamente qualificato e mezzi all’avanguardia come i robot 'Wheelbarrow mk8 plus II' e 'Packbot 510' (utilizzati anche il contesti operativi internazionali in Libano, Iraq, Afganistan) che, però, un difetto ce l’hanno: sono costati (in addestramento e attrezzature) non poco.

"La terza fase consiste nel controllo radiologico. Con uno speciale automezzo si fa una lastra del contenuto del camion. Chi lavora al suo interno è completamente schermato e non corre pericoli di essere contaminato dalle radiazioni.  Spiega il tenente Giuseppe Vaccaro: "Non abbiamo mai trovato nulla di pericoloso. Ma controlliamo il 60-70% dei veicoli. Dobbiamo nascere col dubbio, per poi verificare che tutto vada bene". In pratica viene controllato un veicolo su due… e se la bomba fosse in uno dei veicoli non controllati?

Senza contare che ai quasi duemila militari italiani impegnati per l’Expo si devono aggiungere altri circa 500 militari impegnati in questi mesi presso Consolati e altri obiettivi “sensibili” di Milano. Un costo totale esorbitante, ma anche una situazione di  estremo disagio per i nostri soldati che, a Maggio, hanno visto le tende in cui sono alloggiati allagate e divelte dal maltempo dato che il campo si era trasformato in un pantano di fango. Ora, per fortuna, non piove più tanto: e i militari all’Expo possono dormire nelle tende sotto il sole cocente (dato che lavorano di notte)…

Una situazione di cui si è parlato poco. Anche dopo la visita della delegazione della commissione difesa della Camera dei deputati, guidata da Elio Vito e composta dalle deputate Tatiana Basilio e Rosanna Scopelliti, che si è recata a Milano proprio per verificare l'impiego del personale militare dislocato per la sicurezza di Expo 2015. Nessuno ha chiesto ai membri della commissione come mai hanno deciso di andare a visitare le tende dei nostri militari nel mese di Agosto (e non un paio di mesi fa quando dopo i nubifragi, l’accampamento era diventato un pantano inabitabile)…

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